Il mio Nome: FRANCESCO di Assisi

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Tomba di S.Francesco in Assisi



Oh, dov'è colui che si fece così forte,
da ricchezza e tempo nella sua povertà grande,
che di fronte al mercato si levò le vesti
e nudo andò davanti ai paramenti del suo vescovo?
Il più sincero, colui  che più tra tutti amava,
che giunse e visse come un giovane anno;
il bruno fratello dei suoi usignoli -
ed era meraviglia in lui, compiacimento,
e un estasi per la terra.

Poichè non era uno di coloro che sempre sono stanchi,
e senza gioia si fanno a poco e poco
con fiori piccoli, così come con piccoli fratelli,
andava e conversava lungo il limite dei prati.
Di sè parlava, e di come egli tendesse
a essere una gioia per ciascuno;
confine non era per il suo limpido cuore,
nulla di piccolo lo poteva oltrepassare.

Da luce veniva, verso più profonda notte;
nella letizia la sua cella si trovava.
Il sorridere fioriva sul suo volto,
e aveva la sua infanzia e la sua storia,
e maturò come bimba si fa donna.

E se cantava, da sé il passato si voltava,
e indietro ritornava ciò che era già dimenticato;
un silenzio sussisteva dentro i nidi,
e gridavano soltanto i cuori in petto alle sorelle:
li toccava come fa uno sposo.

E dal suo canto poi, si liberarono
i pollini leggeri dalla sua vermiglia bocca,
e caddero nelle  corolle aperte, e lentamente
sprofondarono nell'intimo dei fiori.

Lo accolse ciò che è grande, e ciò che è piccolo,
Alle moltitudini degli animali, cherubini vennero per dire
che la sposa loro aveva concepito, - 
farfalle erano, meravigliose:
poichè le cose lo riconoscevano,
e concepivano da lui.

E quando morì, così lieve come senza nome,
allora si disperse: il suo seme corse
nei ruscelli, e negli alberi cantò il suo seme,
e quietamente lui guardò, dai fiori.
Giaceva, e cantava. E le sorelle, quando vennero,
piansero intorno al loro amato sposo.
(Rainer Maria Rilke)



Questa foto, particolare, è stata da me scattata nella Chiesetta dei frati, su alle "Carceri" di Assisi.
Veramente io volevo fotografare la sedia dove la mia Valeria, prendeva sempre posto.
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5 commenti:

  1. Al tempo in cui soggiornava a Rieti per la cura degli occhi, chiamò un compagno che, prima d'essere religioso, era stato suonatore di cetra, e gli disse: «Fratello, i figli di questo mondo non comprendono i piani di Dio. Perché anche gli strumenti musicali, che un tempo erano riservati alle lodi di Dio, sono stati usati dalla sensualità umana per soddisfare gli orecchi. Io vorrei, fratello, che tu in segreto prendessi a prestito una cetra, e la portassi qui per dare a frate corpo, che è pieno di dolori, un po' di conforto con qualche bel verso». Gli rispose il frate: «Mi vergogno non poco, padre, per timore che pensino che io sono stato tentato da questa leggerezza».
    Il Santo allora tagliò corto: «Lasciamo andare allora, fratello. È bene tralasciare molte cose perché sia salvo il buon nome ».

    La notte seguente, mentre il Santo era sveglio e meditava su Dio, all'improvviso risuona una cetra con meravigliosa e soavissima melodia. Non si vedeva persona, ma proprio dal continuo variare del suono, vicino o lontano si capiva che il citaredo andava e ritornava. Con lo spirito rivolto a Dio, il Padre provò tanta soavità in quella melodia dolcissima, da credere di essere passato in un altro mondo.

    Al mattino alzatosi, il Santo chiamò il frate e dopo avergli raccontato tutto per ordine, aggiunse: «Il Signore che consola gli afflitti, non mi ha lasciato senza consolazione. Ed ecco che mentre non mi è stato possibile udire le cetre degli uomini, ne ho sentita una più soave ».


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  2. Io non riuscirei a vivere senza musica. Ho i miei CD preferiti con cui, oltre al piacere della musica, assaporo i ricordi di profumi, luoghi e persone di ieri. Grazie Gus! Buonagiornata!

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  3. ciao Lucia, San Francesco è il mio Santo preferito, ho visitato i Suoi luoghi ove ho trovato una spiritualità per me difficile da incontrare altrove...

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  4. Un po' d'anni fa, tornando dalle vacanze, l'ultima tappa era proprio Assisi. Non delude mai. L'anima trionfa. Ciao Fiore!

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