Ho pensato a Gaber.

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P.P.Pasolini (lettera a L.S. Caruso, febbr.'63):
(...) in parole molto semplici e povere: io non credo che Cristo sia figlio di Dio, perchè non sono credente - almeno nella coscienza.- Ma credo che Cristo sia divino; credo cioè che in Lui l'umanità sia così alta, rigorosa, ideale da andare al di là dei comuni termini dell'umanità. (...)


Penso, specialmente di notte che di giorno, ai piccoli infelici dell'Ucraina, della Siria, quelli che s'imbarcano con le loro madri con un sogno nel cuore: la pace. Glielo dice la loro mamma: "stai tranquillo, amore mio, dormi e vedrai che presto tutto sarà finito" e guardano il mare immenso come il cielo.

Le parole di una mamma sanno dare serenità in un mondo dove i pensieri dei bambini sono arruffati.

C'è una vecchia canzone di Giorgio Gaber, scritta e incisa, nel 1973, all'inizio degli "anni di piombo" Molti la conosceranno perchè è una delle più famose del cantante.
Anche lui vorrebbe spiegare come va il mondo, vorrebbe..., ma non può perchè - dice- deve parlare di "Maria" Chiedo scusa se parlo di Maria ( io ho già fatto un post tempo addietro) è il titolo della canzone.
Ma si rende conto che non può parlare di Maria, in un mondo dove,  si parlava di Vitnam, di Cambogia...

Se sapessi parlare di Maria
se sapessi davvero capire la Sua esistenza
avrei capito esattamente la realtà, 
la paura, la tensione, la violenza,
avrei capito il capitale la borghesia. 
Ma la mia rabbia è che non so parlare di....
Maria la libertà, Maria la rivoluzione, Maria il Vietnam,
la Cambogia,
Maria la realtà

Questa era la posizione dell'uomo, che Gaber descriveva, di fronte alla realtà del 1973. Oggi cosa scriverebbe?
Nel desiderio e nello sforzo di comprendere partendo dalla giustizia e dai problemi della politica mondiale, ci troviamo di fronte al fatto che la realtà odierna non si riduce ma eccede il nostro pensiero, di pace e di vita.

"Vietava il limpido cielo,
solo un sigillo"
Dice Montale in una sua bellissima poesia.
Come a dire: c'è qualcosa in mezzo, qualcosa di imprevedibile, sempre inimmaginabile (anche quando crediamo di averlo definito) che Gaber chiama "Maria" per dargli un nome poetico, e che noi - poveri come tutti - chiamiamo Mistero.
Ma questo Mistero non è una premesssa: sta sempre davanti. E' prima di tutto, ma non sta "dietro".
E non lo dico soltanto per dire, ma pensando a tante vicende che ci hanno toccato in questo periodo.

Ci sono anche i conflitti religiosi.

Questo è il principio della divisione del mondo: buoni e cattivi, bianchi e neri, quelli di un certo partito e quelli no, quelli che credono  nella Chiesa e quelli no, e così via...

Difficile non essere preoccupati.

 Buona notte piccoli figli di questo mondo. Che il sonno baci i vostri occhi. Appoggiate la testa su questa spalla e dormite sereni. Io pregherò per voi.

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2 commenti:

  1. Per arrivare all'eremo di Sant'Alberto di Butrio occorre lasciare l'automobile qualche chilometro prima ed incamminarsi tra i monti dell'Oltrepò pavese. E' la primavera del 1963 quando Pier Paolo Pasolini intraprende anch'egli la lunga passeggiata per l'eremo Sta lavorando al "Vangelo secondo Matteo" , e non è la prima volta che cerca ispirazioni in colloqui con uomini di fede o visitando luoghi di preghiera. Pasolini parla in particolare con Cesare Pisano e rimane stupito per l'attenzione che gli dedica il frate. Era un colloquio straordinario, diceva Pasolini, perché quel frate dialogava con naturalezza, pur nel suo linguaggio religioso, da risultare non solo rispettoso, ma affascinante. Non si stupiva dello scetticismo dell'intellettuale e aveva parole di conforto consapevole che Gesù ama i più lontani che i vicini, che non si scandalizza di niente, e che solo Lui conosce il cuore umano. Pier Paolo, di fronte al frate, un originale come lui e creativo, si sentiva a casa sua. Definiva Cesare Pisano un figlio d'arte perché riusciva a trasformare in bella e straordinaria una vita che, analizzata razionalmente, è la morte civile. Quasi una follia. Di quell'incontro restano questi versi: " E questa fu la via per cui da uomo senza umanità, da inconscio succube, o spia, o torbido cacciatore di benevolenza, ebbi tentazione di santità".

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  2. E pensare che ho sempre trovato più interessante un mondo dove il nero e il bianco non erano netti... Un mondo di mille (altro che 50) sfumature di grigio!!
    Buonanotte Lucia!

    Moz-

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