Santa Maria Madre nostra

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Tu Maria, sei la nostra MAMMA celeste: sei la rosa che ho colto in giardino e che ho posato vicino alla foto di Valeria. Sei la dolcezza che mi accoglie quando ho bisogno di vera saggezza e di Amore puro.
Sei senza età Maria, giovane come la prima rugiada, eppure antica come il Tempo. Trovo in Te l'amore di tutte le mamme che amano profondamente le loro creature, donando loro l'amore per la vita, permettendo di accumulare gioie e dolori, di assaporare la poesia di un tramonto. Questi figli che poi  affidiamo a Te per custodirli, proteggerli e insegnar loro l'amore per il Tuo Figliolo. Tu Maria, meravigliosa mamma...Grazie. Lucia

Santa Maria, donna feriale, forse tu sola puoi capire che questa nostra follia di ricondurti entro i confini dell'esperienza terra terra, che noi pure viviamo, non è il segno di mode dissacratorie.
Se per un attimo osiamo toglierti l'aureola, è perché vogliamo vedere quanto sei bella a capo scoperto.
Se spegniamo i riflettori puntati su di te, è perché ci sembra di misurare meglio l'onnipotenza di Dio, che dietro le ombre della tua carne ha nascosto le sorgenti della luce.
Sappiamo bene che sei stata destinata a navigazioni di alto mare. Ma se ti costringiamo a veleggiare sotto costa, non è perché vogliamo ridurti ai livelli del nostro piccolo cabotaggio. È perché, vedendoti così vicina alle spiagge del nostro scoraggiamento, ci possa afferrare la coscienza di essere chiamati pure noi ad avventurarci, come te, negli oceani della libertà.
Santa Maria, donna feriale, aiutaci a comprendere che il capitolo più fecondo della teologia non è quello che ti pone all'interno della Bibbia o della patristica, della spiritualità o della liturgia, dei dogmi o dell'arte. Ma è quello che ti colloca all'interno della casa di Nazaret, dove tra pentole e telai, tra lacrime e preghiere, tra gomitoli di lana e rotoli della Scrittura, hai sperimentato, in tutto lo spessore della tua naturale femminilità, gioie senza malizia, amarezze senza disperazioni, partenze senza ritorni.
Santa Maria, donna feriale, liberaci dalle nostalgie dell'epopea, e insegnaci a considerare la vita quotidiana come il cantiere dove si costruisce la storia della salvezza.
Allenta gli ormeggi delle nostre paure, perché possiamo sperimentare come te l'abbandono alla volontà di Dio nelle pieghe prosaiche del tempo e nelle agonie lente delle ore.
E torna a camminare discretamente con noi, o creatura straordinaria innamorata di normalità, che prima di essere incoronata Regina del cielo hai ingoiato la polvere della nostra povera terra.
(Don Tonino Bello)
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2 commenti:

  1. E' la Madre che non muore e noi l'aspettiamo con amore.
    Ciao Lucia.

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  2. Lei è confortante presenza. Un abbraccio Gus. Come stai?

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