Maria Madre nostra

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Io vorrei tanto parlare con Te di quel Figlio che amavi, vorrei tanto ascoltare da Te quello che pensavi, quando hai udito che Tu non saresti più stata Tua, e questo Figlio che non aspettavi non era per Te. Io Ti ringrazio per questo silenzio che resta tra noi, io benedico il coraggio di vivere sola con Lui. Ora capisco che fin da quel giorno pensavi a noi, per ogni figlio dell'uomo che muore Ti prego così: Ave Maria, Ave Maria.


 La vita, senza che uno lo voglia, senza che uno ci pensi, un passo dopo l’altro, è un cammino verso il destino che è Dio, Colui che ci ha fatti, Colui che ci ha dato padre e madre, e Colui che ci attende alla fine della nostra fatica. 
Sì, perché la vita è una fatica: se Dio è venuto tra noi per lavorare come tutti gli altri, ma soprattutto per morire, vuol dire che la vita è una cosa faticosa.
Una madre mette al mondo un figlio perché c’è la felicità, altrimenti sarebbe ingiusto mettere al mondo figli. È una cosa faticosa, la vita,  ma, grazie a Dio, per il pellegrinaggio della vita verso il nostro destino, la personalità non ha bisogno che di una cosa, una cosa molto elementare, tant’è vero che Gesù ha paragonato chi la possiede al bambino: «Se non sarete come bambini, non entrerete mai» (cfr. Mt 18,3); e poi l’ha paragonata a chi non ha niente, al povero: «Beati i poveri» (Mt 5,3). Occorre, in una parola, una grande semplicità del cuore, che vuol dire poi povertà dell’animo, povertà dello spirito. La Madonna - guardandola - è proprio come il “tipo” di questo uomo camminatore verso il suo destino, di questo protagonista del tempo. Senza l’uomo che cammina al suo destino, il tempo cosa sarebbe? Sarebbe una cosa inutile, come buttare qualche cosa in un sacco senza fondo in cui tutto si perda.

Guardiamo alla semplicità della Madonna che l’ha resa disponibile al disegno di Dio. Anche lei, come una brava ebrea, aveva in mente come sarebbe potuto essere il Messia che tutti aspettavano, che avrebbe messo la pace nei cuori, la pace nella società, che avrebbe potuto rendere più felice, o meno infelice, il cammino della vita. Ma che Dio si sarebbe dovuto fare bambino dentro il suo seno, questo era proprio impossibile. E davanti alla proposta dell’Angelo, davanti alla proposta di quel momento misterioso, ha detto: «Sì, fiat». La disponibilità al disegno di Dio: perché «le mie vie non sono le vostre vie, i miei pensieri non sono i vostri pensieri» (cfr. Is 55,8); il disegno di Dio ci supera da tutte le parti, sempre, non può restare  imprigionato dentro il limite della nostra immaginazione. Ma se ci rendiamo disponibili, secondo quel che Dio vuole , chi è disponibile  è una persona libera. E la prima conseguenza di questa libertà è la disponibilità all'altro.
 Infatti, appena andato via l’Angelo, Maria ha subito deciso, ragazzetta di quattordici-quindici anni, di fare quel percorso lunghissimo, in mezzo alla pietraia, per andare a trovare la sua cugina Elisabetta, perché l’Angelo le aveva detto che era da sei mesi col bambino in seno. La prima cosa che ha fatto è stato condividere il bisogno e la fatica della cugina Elisabetta. 
Quando si è liberi? Si è liberi quando si è disponibili a quel che Dio vuole. È davanti all’Infinito, e solo davanti all’Infinito che l’uomo è libero, distaccato da sé.  Che insegnamento per noi! Queste sono le prime caratteristiche di un uomo che vive la vita come pellegrinaggio. 
 Il vangelo riferisce quel che l’Angelo le ha detto: «Sarai la madre dell’Altissimo», e la Madonna ha risposto: «Fiat, avvenga di me secondo la Tua parola». Punto. «E l’Angelo se ne partì da lei» (cfr. Lc 1,35.38).Pensiamo a Maria a quando non c’era più né l’Angelo né nient’altro, da sola con quell’Avvenimento, che ancora non sentiva, non poteva sentire dentro di sé, ma che  aveva capito che era accaduto e si sarebbe sviluppato. E poteva pensare ai suoi genitori, poteva pensare a Giuseppe,  e alla gente, a quello che diceva: sola, sola, non c’era più niente a cui appoggiarsi. In quel momento ha toccato il culmine di quella che si chiama «fede»: la fede. La più grande produzione della libertà dell’uomo di fronte all’Infinito è la capacità della fede, che è vedere l’Infinito, vedere il Mistero. Lei ha capito - e ha aderito.  La fede, è riconoscere la grande presenza del Mistero, il mistero del Padre e il mistero di Cristo, Verbo fatto carne, in Lei. 
Nel suo corpo di giovanissima,  Dio c’era; e in quella casupola, piena di oscurità, Dio, la luce di Dio, c’era. Vedere Dio dentro, come prospettiva: dentro la vita.  E quando lo vedeva lì, piccolo, giocare, quando lo vedeva più grandicello cercare di aiutare suo padre, quando lo vedeva lavorare oramai da giovane, quando lo vedeva parlare con la gente che lo derideva, quando vedeva quell’uomo solito, normale, lei riconosceva, senza nessun dubbio, che il grande Avvenimento stava accadendo, che il mistero di Dio era dentro quell’uomo. 
 E la fedeltà? La fedeltà della Madonna, anche quando le cose sembravano il contrario di quello che lei si poteva aspettare, di quello che le era stato detto, e invece: schiacciato,  da tutti condannato, da tutti, dal potere e dal popolo. Lì tutti erano d’accordo. Erode e Pilato, che prima erano in disaccordo, si sono messi d’accordo. Tutti contro di Lui.

 Stava lì diritta, Maria, Sua madre, vicino alla croce su cui suo Figlio moriva.  E' difficile proseguire.
Lei ha cos' partecipato al dono che Suo Figlio ha fatto al mondo,  a ogni uomo che è venuto, che è al mondo adesso, e che verrà, nel modo che il Padre sa: la salvezza. Ha collaborato a darci la salvezza. 
Senza il suo «sì», senza, come si dice, la sua mediazione, se lei non ci fosse stata, noi non saremmo salvati. Per questo, noi siamo pieni di gratitudine e la chiamiamo: «Madre», perchè Lei ci assicura il giusto, il buono il felice destino. 

Il Signore non aspetta la fine: Cristo è risorto e Cristo s’è già collocato alla radice delle cose (è la festa dell’Ascensione), s’è già collocato al posto che avrà per l’eternità. È il Signore di tutto e sua madre partecipa a questa signoria su tutto, che lentamente nel tempo viene a galla. Man mano che la gente crede, capisce, è illuminata dallo Spirito, allora s’accorge: s’accorge che il signore  è il figlio di Maria, Gesù. 

Ma io volevo accennare ai tanti miracoli che avvengono attraverso la Madonna! Ma il miracolo più grande che Maria deve fare è nella nostra vita:è che ci dia la semplicità del suo cuore e la disponibilità a Colui che ci ha creati e che ci attende alla fine. Che Maria ci dia la fede affinchè sappiamo vedere nel fratello, nelle cose che tocchiamo con le mani e nel mondo che ci circonda vedere  Cristo  perché «in Lui tutto consiste», dice san Paolo! Che ci dia la grazia della fedeltà, anche quando le cose vanno male, ci sembrano andar male, anche quando sembra che i conti non tornino per noi e per il nostro benessere! Che ci mantenga fedeli! Un uomo che riconosce Dio,  che riconosce l'uomo Cristo morto e risorto, che riconosce che Lui è il Signore di tutto, un uomo che crede e che lo dice a sua moglie e che lo dice ai suoi figli, e lo dice ai suoi compagni di lavoro, e non ha vergogna di nessuno, questo è il più grande miracolo. 
Che la
Madonna lo ripeta in ciascuno di noi.
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8 commenti:

  1. Intanto ho ingrandito il carattere. Devi mettere "normale" che trovi a sinistra del post.
    Poi leggo,
    Ciao Lucia.

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  2. Ciao Augusto (non è che ti piace di più "Gus"?) Grazie per la pazienza. E' un discorso di Giussani, che ho sistemato un po' lui a volte è un po' troppo ripetitivo! (Che criticona!)
    Il carattere è sempre sul normale, strano che non lo fosse! ...ma ci sei tu!! Se ti sembra un discorso un pochino lungo.....vedi tu! Abbracci.

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  3. Voglio essere sincero. Non mi piace il nome Augusto e per questo un po' alla volta anche per gli amici ero solo Gus.
    Maria non è solo una ragazzina. E' una donna nata senza peccato originale, che è apparse moltissime volte su questa terra. Rappresenta la purezza, il valore della verginità donata a Dio. Il tuo post parla della Madonna cercando di darle un volto. Qualsiasi cosa diciamo di Lei è in ogni caso riduttivo perché è immensa la sua grandezza.
    Ciao Lucia.

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  4. Ciao Gus. Grazie per la sincerità e per il commento bellissimo. Mentre tu, come Paolo, guardi la partita io vado nel nido. Ho fatto tardi perchè Ada aveva voglia di chiacchierare.
    Buona notte a domani!

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    1. Sì, guardo la partita, ma nell'intervallo vengo a risponderti.
      ;)

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    2. Buona Domenica! Oggi è una bellissima giornata! Mi spiace per i nostri amici marchigiani....Leggendo il tuo simpatico commento ho pensato sorridendo:"Non è che una sera d'incanto ti trovo seduto nella bella poltrona di velluto azzurro che c'è in salone accanto a Paolo a fargli compagnia, guardando la partita del momento?" Stai diventando parte della famiglia.....

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    3. E' un grande onore, Lucia.

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    4. sei proprio una bella persona! Ciao.

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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