La Bellezza, Leopardi e Giovanni

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Il Poeta si era innamorato di una donna, poi di un'altra,


poi di un'altra ancora, ma capiva che era un'altra cosa quella che


cercava dentro il volto di una donna: la Bellezza, a cui nessuna figura


di donna rendeva totale giustizia.


Scaturì allora in lui quella che si può giustamente chiamare preghiera,


la preghiera di un ateo:











Se dell’eterne idee




L’una sei tu, cui di sensibil forma


Sdegni l’eterno senno esser vestita,


E fra caduche spoglie


Provar gli affanni di funerea vita;


O s’altra terra ne’ superni giri


Fra’ mondi innumerabili t’accoglie,


E più vaga del Sol prossima stella


T’irraggia, e più benigno etere spiri;


Di qua dove son gli anni infausti e brevi,


Questo d’ignoto amante inno ricevi.




Leggendo il


Canto alla sua donna


ho incominciato a capire l'inizio del Vangelo di Giovanni, "Il Verbo


si è fatto carne" mettendolo a confronto con questa lirica


che esprime il livello più profondo della ricerca umana.


L'uomo è, spesso inconsapevolmente, mendicante


della Bellezza, della Verità, della Giustizia, senza poterla


trovare in alcun luogo.


Ma la Bellezza fatta carne, la Verità fatta carne, la Giustizia fatta carne


sono tra noi, sono il Verbo di Dio, sono Gesù Cristo.



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6 commenti:

  1. Questa è una bellissima preghiera. Grazie.

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  2. Leopardi è sempre una risposta giusta.
    Mi basta aprirlo a caso, trovo sempre la parola che cercavo.
    Sono sicura che sai - che sapete - che cosa si prova.

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    1. Leopardi mi spiegava le ragioni del suo essere malinconico e io non condividevo.
      I suoi lamenti li sentivo veri ma aumentavano la mia malinconia.
      Un motivo in più per essere in contrasto con lui, ma non solo non ero in contrasto, anzi mi diventava amico. Avevo compreso che uno ti diventa amico nella misura in cui tu lo interiorizzi, vale a dire, comprendi le ragioni del perché lui ti rappresenta.

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    2. Valeria cara. Il commento di Gus vale un tesoro tanto è bello. Io allora ti auguro una serena notte e "Fai bei Sogni" ma belli davvero. Ciao!

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  3. Tra i libri che Paolo si è portato in "dote" è una raccolta di poesie appunto di Leopardi. Io a scuola ne avevo imparata a memoria qualcuna, ma preferivo "La pioggia nel pineto" Di D'Annunzio. Primo amore. Era come se parlasse a me. Poi arrivò finalmente Leopardi e fatto strano, quando andavo ad Assisi, nei mesi caldi, quando i prati erano tutto un fiore, ginestre tante ginestre, ecco che pensavo a lui. E come dice Gus mi è diventato amico.

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o

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