Vi auguro di non sentire mai la mancanza del pianto

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Quando ero piccolo non mi piacevano le favole solite; mi annoiavo e me ne andavo via, lasciando il narratore, chiunque fosse, con un palmo di naso. Mi piacevano, invece, le favole paurose, quelle che mi spaventavano. I racconti gotici, per intenderci. Una, in particolare, sicuramente inventata, se non ricordo male, raccontava in mille maniere diverse sempre lo stesso accadimento: una bambina povera, moriva, ma poiché era bellissima, diventava una stella. Di solito me la indicavano pure nel cielo, se era possibile farlo. Quando, dopo le mie petulanti insistenze nel sentirlo, il racconto, che pure conoscevo, si avvicinava all’epilogo, mi mettevo a piangere e mi scagliavo, con tutta la mia rabbiosa debolezza contro chi raccontava, dimentico delle mie insistenti richieste, imputandogli la colpa del mio pianto. Ricordo che piangevo con le lacrime copiose.
Quando iniziò l’addestramento, smisi di piangere. E, da allora, non ho pianto più. Mi manca il pianto, i singhiozzi, ma ormai è tardi per i rimpianti. Mi vennero tolti il nome, il cognome, alcuni suoni familiari come mamma, papà, nonna, nonno e, adesso che ci rifletto, pure il pianto.
Da allora, non piansi più.
Che grande debolezza non piangere! Piange Achille, piange Ettore, piange Ulisse.
Fra un poco dovrò andare a consolare i cani, dovrò calmarli, accarezzarli. Li accompagnerò nella loro zona e starò un po’ con loro. Poi, tornerò a casa e loro mi riaccompagneranno come una scorta, silenziosi e vigili. Mi fermerò sui gradini, seduto accenderò una sigaretta, loro si accucceranno. Infine rincaserò, seguito dai loro sguardi che vegliano la casa ed il mio sonno che arriva sempre tardi.
Non so cosa augurarvi, anzi, no: vi auguro di non sentire mai la mancanza del pianto

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13 commenti:

  1. Purtroppo io non sentirò la mancanza del pianto...ho le lacrime in tasca,mi commuovo e lacrimo anche guardando il tg, se ci sono notizie che riguardano bambini, anziani ...
    Sono una piangiona di natura, ora poi che sono diventata vecchietta sono ancora più lacrimevole.
    Bello August il ricordo di quando eri bambino!

    Buona notte!
    Dani

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    1. Per me non è così. Non riesco a piangere, almeno esteriormente.
      Ciao Daniela.

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  2. Che VOI TUTTI POSSIATE VEDERE PIANGERE anche DIO con TUTTI NOI, nella COMMOZIONE temporale per UN PIANTO SORRIDENTE per la GIOIA ETERNA.

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    1. Tipica risposta COME CHI prima dice: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo», e poi, alla risposta di Gesù: «Togliete la pietra!», si rimangia tutto con: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni».

      Mi dispiace, ma CADI come CHI pur usando POSTi conTENENTI la VERITA', nel venir inTEerroGATI ... fanno cadere la MACHERA.

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    2. E' VERO!
      NON E' ... IN-TErROGATO.

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    3. Io non ho maschere e per questo non può cadermi.

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    4. Ci SONO MASCHERE e maschere.
      Chissà COME si spezza il "PANE" sulla VIA per e.MOUSE.
      E' dalle risposte che si riconosce chi si nasconde dietro BELLISSIMI POSTi.
      GLI SPOSI si SPOGLIANO SOLO SE SI RICONOSCONO TALI.

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    5. Anche io mi faccio un'idea sulla persona che risponde a un post.
      La tengo per me per non offendere e anche perché potrei sbagliare.

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    6. Si potrebbe sbagliare ... comunque!

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  3. Mi capita di piangere. In silenzio, di nascosto. La ritengo una debolezza. E invece fa tanto bene. Grazie Augusto. Buona giornata.

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  4. Sono stata in cucina a preparare una torta salata con gli spinaci...e ascoltando un CD ho ripensato alle parole poste da Augusto.
    Ho trascorso la prima infanzia dai miei nonni materni.(avevo 5-6 anni) Non so perchè, la mia mamma ha ritenuto giusto così. Lei aveva Elena e Ilario, c'era la guerra. Stavo bene, avevano una bella cascina in quel di Pordenone. Il mio nonno mi coccolava molto. La mia nonna no. Quando mi sgridava perchè combinavo qualche guaio, correre dietro alle galline, liberare il maiale o i conigli....allora mi rifugiavo nel granaio e, già allora, non piangevo: non mi sembrava di aver fatto nulla di male..... Sfogavo il mio risentimento cantando a squarcia gola le canzoni che sentivo cantare dalle mie zie. Poi quando tutto si era calmato, dentro di me, andavo dalla mia nonna e le dicevo, molto seria: domani torno dalla mamma! Già allora avevo un certo caratterino....

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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