1° ottobre: festa di Santa Teresa del Bambino Gesù e del Santo Volto

10 comments
 
 
Da: "I miei pensieri" di Teresa di Lisieux
 
Ci sono giorni, sere, che i pensieri di Thérèse mi scaldano il cuore. Quanto ha amato il suo Cielo! Io , solamente dallo scorso novembre, vado presto nel letto e prego. Nel dire il Rosario, commento con le mie parole, i vari Misteri. In quei momenti, mi sento bene, sono serena. Poi leggo Thérèse e mi accorgo di quanto sono povera! Penso che i Santi mi dovrebbero dare una mano a migliorare, specialmente Lei.
 
Ecco un pensiero che amo molto:
 
"Gesù, a che cosa ti serviranno i miei fiori e i miei canti?...Ah! lo so bene, questa pioggia profumata, questi petali fragili e senza alcun valore, questi canti d'amore del più piccolo dei cuori Ti faranno piacere. Sì, queste cose da nulla Ti faranno piacere, faranno sorridere la Chiesa Trionfante!....Ah! i miei immensi desideri non sono forse un sogno, una follia?...Ah! se è così, Gesù, illuminami, Tu lo sai, io cerco la verità... Gesù, Gesù, se è così delizioso il desiderio di amarTi, che cosa è possedere, gioie dell'Amore?,,,"
 
"Un'anima imperfetta come la mia, può aspirare a possedere la pienezza dell'Amore? Oh Gesù mio primo, mio solo Amico, Tu che amo UNICAMENTE, dimmi perché Tu non riservi queste immense aspirazioni alle grandi Aquile che planano sulle vette? Io mi considero un piccolo debole passerotto coperto solo da una leggera peluria, non sono un'aquila, ne ho semplicemente gli occhi e il cuore, perché, malgrado la mia piccolezza estrema, oso fissare il Sole Divino, il Sole dell'Amore e il mio cuore sente in sé tutte le aspirazioni dell'aquila... Il piccolo passerotto vorrebbe volare verso questo sole brillante che incanta gli occhi, vorrebbe imitare le Aquile, sue sorelle, che vede elevarsi fino alla dimora Divina della Trinità Santa..,.Ahimè! Tutto quello che può fare è sollevare le sue piccole ali, ma innalzarsi non è in suo potere, questo non è nel suo piccolo potere! Che cosa diverrà? Morirà di dispiacere vedendosi così impotente? Oh no! Il passerotto non si affliggerà neppure. Con un audace abbandono, vuole continuare a fissare il Divino Sole. Nulla lo potrà spaventare, né il vento, né la pioggia e se cupe nubi vengono a nascondere l'astro d'Amore, il passerotto non cambia di posto, esso sa che oltre le nubi il suo Sole brilla sempre, che il suo splendore non potrebbe eclissarsi in un solo istante."
 
 
Vorrei trascrive tutto, perché sono pensieri che mi prendono, mi avvolgono e mi aiutano a guardare nella direzione che mi fa crescere. (Continua...)
 
 

Leggi tutto

Voglia di stare insieme...

4 comments
Ecco le amiche di Elena. Compagne nella scuola media. Attualmente anche al liceo. Manca Marta che ha scelto un altro cammino. Per ricordarle che le vogliono bene ugualmente, hanno pensato di regalarle una torta: fatta da loro tre. Nella mia cucina dove hanno preso letteralmente dimora!
Eccole.....e a me resta...l'ultima foto!


 

 
 
 
 
 
Grazie Elena, Giulia e Vittoria!
La vostra gioia di stare insieme mi ha reso felice. Ma soprattutto grazie a Marta che vi ha ispirato!
A presto!
 
 
 
Leggi tutto

Profumo di fine settembre.

11 comments






Finito di riordinare la cucina, sono uscita sul balcone.
 
L'aria fresca di queste ultime serate di settembre profuma di musica dolce di campane lontane che mi chiamano alla preghiera. E' come se Dio mi dicesse: "Vieni, voglio stare con te!" 

Lui parla ad ognuno di noi in maniera diversa.
Padre mio, Amico celeste ed invisibile hai ascoltato i miei pensieri di questa giornata in cui, non vista, guardavo mia figlia camminare da sola in un corridoio d'ospedale?
La caviglia le fa  tanto male e lei zoppica un po'.
Era mia la tristezza, il dolore, o erano suoi? Avrei voluto rincorrerla, abbracciarla e dirle di stare accanto a me, pregheremo insieme e tutto passerà. Perché Dio che è sempre presente dove alberga il dolore è anche sempre presente dove c'è la gioia.

Ho dissetato le mie verdi uniche piante, che tra poco rientreranno in salone e ora godono il tiepido sole del giorno e la fresca brezza della notte.
Ho guardato il cielo coperto di nubi. Ho assaporato ancora un poco il profumo dei tigli ancora tutti coperti di foglie. E ancora verdi. Con il pensiero ho salutato i tanti Angeli della notte che si cingevano a custodirci nel riposo, e...sono rientrata in casa.
Leggi tutto

Maria Maddalena di Jan Dobraczynski (romanzo)

14 comments
 
 
A passi lenti l'uomo andò verso Maddalena.
Tremava tutta. Aveva dimenticato
il suo corpo percosso e ferito.
L'uomo che le si avvicinava la impauriva.
Ma non aveva la forza di sollevarsi da terra.
L'uomo si chinò su di lei. Ella fissava i suoi piedi
nei semplici sandali legati con un laccio.
Al colmo dello spavento aspettava il fulmine.
Al suo posto udì una voce virile,
profonda, inaspettatamente mite:
"Nessuno ti ha condannata?"
Quella mitezza la spinse ad alzare la testa.
I suoi occhi penetravano nell'intimo,
bruciavano e confortavano.
Erano come il fuoco che cauterizza una ferita e la guarisce.
"No, rabbi...Nessuno..."
"Nemmeno io ti condannerò. Torna a casa..."

Leggi tutto

Alla Madre di Dio di Alda Merini

9 comments


 
«Quando il cielo baciò la terra nacque Maria.
Che vuol dire la semplice,
la buona, la colma di grazia.
Maria è il respiro dell'anima,
è l'ultimo soffio dell'uomo. 
 Maria discende in noi, 
 è come l'acqua che si diffonde
in tutte le membra e le anima,
e da carne inerte che siamo noi
diventiamo viva potenza».
 
«Sei la povertà e la ricchezza
il sogno e la contraddizione,
la volontà di Dio e la volontà dell'uomo,
che tu educhi alla contemplazione.
Il dolore è la tua casa, è la casa del mondo,
eppure tu sei la regina degli angeli, 
 la regina nostra, la regina di tutti i tempi». 
Leggi tutto

Che cosa cercate?

5 comments

La sera, quando è l'ora propizia al desiderio di riflessione, vado in camera mia, nel mio letto. Inizio con la "Liturgia delle Ore" e poi via via, le preghiere che sono care al mio cuore. Da giorni mi sto ripetendo questa domanda:
“Se andiamo via da te, Signore mio Dio,  dove andiamo? Tu solo hai parole che spiegano la vita”.
 
" Gli chiese una volta Pietro con la solita irruenza.  È dopo di allora che ne ha fatte di più, tanto che Gesù gli ha detto una volta: “Va’ via da me, satana! Perché tu non vuoi che io faccia quello che vuole il Padre mio, ma quello che giudichi tu”. Che umiliazione! Ma l’esito era che si attaccava ancora di più! Così che quella volta, quando la barca ha attraccato piena di pesci […] Pietro era come il pubblicano in fondo al tempio, pieno di ruberie e di peccati e diceva: “Abbi pietà di me!”; e sapeva che quella domanda sarebbe stata la cosa più accolta dal Signore»  Più accolta.   
«Quella domanda rendeva giustizia a tutto» . Questa misericordia rende giustizia a tutto perché tutti siamo peccatori e tutti abbiamo bisogno della grazia di Dio.
Questo è l’inizio delle riflessioni. In Riandare al primo incontro. Bisogna sentire in fondo al cuore, e poi, comprendere,  la sorpresa che ebbero Giovanni e Andrea, quando per la prima volta, quel pomeriggio alle quattro, videro Gesù. 
Basta la sorpresa, basta l’accenno di devozione, basta lo stupore, quando Gesù voltatosi ha chiesto: «Che cosa cercate?», Giovanni e Andrea hanno risposto con una domanda. Non hanno risposto con un discorso: “Cerchiamo la verità, cerchiamo …”. No! «Maestro, dove rimani?». Quello che cercavano l’avevano davanti agli occhi. Allora potevano solo domandare di rimanere con Lui. O meglio, che Lui rimanesse con loro. Quello che il cuore cercava l’avevano incontrato.
 
In quel momento, bisogna ripensare al momento dell'incontro di Giovanni e Andrea, al momento dell'incontro del nostro cuore, uno è tutto pieno dell’attrattiva Gesù. «E Gesù è il Gesù di Giovanni e di Andrea, della Madonna e dei pastori, è il Gesù della vedova di Nain, è il Gesù di Zaccheo. E così il Vangelo comincia a vivere; incomincia a vivere e non è solo un libro da leggere."
 
Ultimamente è stato presentato un libro di L. Giussani da cui ho tratto alcuni pensieri che collimavano con ciò che il mio cuore mi sta domandando. 
Leggi tutto

"sento le cose cantare" Rilke Parole per noi

6 comments

Era un giorno di gioia: i servi  si affannavano intorno ad una tavola imbandita, premurosi con gli ospiti in festa.
Il vino era terminato e Maria se ne accorse; li chiamò con un cenno gentile, e indicò loro Suo Figlio; sussurrò, quando l'ebbero visto: "Andate da Lui... fate quello che Lui vi dirà..."
Lo disse una volta soltanto, per quei servi e per tutti - anche per noi : conosceva il Suo Figlio, lo contemplava.
Fu un dono grande: in poche, sincere parole.

Rilke ha dedicato a Maria SS. alcune poesie che io ho già cercato di farvi conoscere attraverso il mio blog. E' bello pensarle sulle labbra di Maria. Immaginare i suoni avvolti dal timbro della Sua voce.
Il Suo modo di parlare doveva essere musicale al di là di ogni immaginazione.


Dio parla a ciascuno solamente prima ch'egli sia creato,
poi va con lui silente nella notte.
Ma le parole, quelle prima dell'inizio di ciascuno,
le parole, come nubi, sono queste:
 
Sospinto dal tuo intendere,
va' fino al limite del tuo anelare;
dai a me una veste.
 
Dietro alle cose come incendio, fatti grande,
sicchè le loro ombre, diffuse,
coprano sempre me completamente.
 
Lascia che tutto ti accada: bellezza e terrore.
Si deve sempre andare: nessun sentire è mai troppo lontano.
Non lasciare che da me tu sia diviso.
Vicina è la terra,
che vita è chiamata.
La riconoscerai
dalla sua solennità.
 
A me da' la tua mano.
Leggi tutto

La mia cuccia

11 comments
Oggi sento che è' arrivato l'autunno! La stagione dei primi freddi, dei caldi, meravigliosi, colori: i rossi bruciati, i gialli accesi, i marroni e qualche verde ritardatario....parlo delle foglie che ancora stanno abbracciate ai rami degli alberi.
 Ho guardato dalla finestra e, felice, ho visto che pioveva! Sì felice! Amo la pioggia che lava le foglie degli alberi, disseta le rose che ancora profumano nel cortile per la nostra gioia e che mi regala momenti di tranquillità e di pace.
Ho intitolato questo post "La mia cuccia" per donarvi delle immagini, della mia casa, della stanza in cui mi rifugio per trascorrere le giornate come questa.  Ho incominciato chiudendo la finestra.

 
 

 
 
E' qui che principalmente Lo incontro, come incontro il mio amato passerotto.
Parlo con loro, prego: sono con me quando guardo un film, quando leggo, quando mangio un gelato.
Quando tutta la famiglia si riunisce.
Mi sono accanto nei pensieri tristi, nei momenti di solitudine.
Ridono con me quando sono felice...
Ascoltano le chiacchiere mie e di Daniela...
Questa è la mia cuccia e la poltroncina è per Paolo. Tutta sua.
 
 
 
Leggi tutto

Non voi avete scelto Me...

19 comments
 
La mattina, quando nel bagno ci osserviamo allo specchio, non vi è mai capitato di chiedervi "Chi sono?" o "Perché esisto?" Beh, certo è difficile che succeda al mattino: troppo addormentati o troppo in ritardo sui tempi programmati. Ma la sera prima che il sonno baci i nostri occhi, può succedere. Quando per caso, ci rivolgiamo queste domande, dobbiamo pensare ad una Presenza che ci dà il diritto di sperare ad un "meglio" per la nostra vita.
 
S. Paolo ai Galati (3,26-28)
"Tutti voi infatti siete figli di Dio per la fede in Cristo Gesù, perché quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c'è più né giudeo, né greco; non c'è più né schiavo, né libero; non c'è più né uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù".
 
 
"Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi" (Gv 15-16)
E' una scelta che ti rimane nel cuore e a cui non puoi opporre resistenza.
 
Da ieri sono ferma sul divano perché mi sono slogata la caviglia sinistra...e allora leggo e penso. E prego. E mi è d'aiuto sapere, che nonostante gli errori,  insomma, una vita normale, sono stata scelta come ognuno di voi.
 
Buonanotte. La mia luna è già lì, silenziosa e luminosa ad augurare anche a me la buonanotte.
.

Leggi tutto

Il dolore come maestro

7 comments
IL DOLORE COME MAESTRO


L'uomo è uno scolaro,
il dolore il suo maestro:
 nessuno conosce se stesso
 
finché non ha sofferto.(ALfred de Mousset)
 
 
Giorno del dolore, il Venerdì santo sembra riassumere in sé tutta la sofferenza del mondo. Il Cristo crocifisso è l'emblema di un tormento universale che fa guardare a lui credenti e atei, come diceva lo scrittore Alfredo Oriani: «Credenti o increduli, nessuno sa sottrarsi all'incanto di quella figura, nessun dolore ha rinunciato sinceramente al fascino della sua promessa». Ritorniamo, allora, anche noi su questa realtà che temiamo e da cui cerchiamo di evadere. 
  Il dolore è una sorta di maestro che ci purifica dalla banalità, dalla stupidità, dalla superficialità, riportandoci all'interiorità, alle realtà che veramente contano, alla coscienza, al senso della vita.  Ritroviamo, allora, la capacità di attraversare il territorio tenebroso della prova non con la disperazione nel cuore, ma con l'attesa di un'alba. Anche Cristo, pur gridando la sua estrema desolazione («Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»), alla fine si placa nella fiducia: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Sarà lo stesso de Musset a scrivere: «Nulla ci rende così grandi come un grande dolore». (Avvenire: Ravasi)
 
Quando viviamo grandi momenti di felicità è allora che siamo in grado di capire il giusto valore di ciò che ci circonda. E' la sete a farci capire il valore  dell'acqua, è la separazione a farci assaporare l'incomparabile piacere del ritrovarsi. E' il sole caldo dei giorni d'estate a farci assaporare il profumo della terra bagnata per un improvviso temporale.
Quando la nostra salute vacilla e tocchiamo gli abissi della sofferenza ecco che scopriamo il valore della salute che ci porta alle vette della gioia.
"L'oasi del deserto è più verde di tutto il verde di un mondo zampillante d'acqua"!
Fermiamoci e riflettiamo: scopriremo come la nostra vita sia fatta di contrasti e di alternanze, per questo quel che ci è donato di vivere è forte, intenso e merita di essere vissuto pienamente.
 
Pensiamo alla fatica dell'incarnazione della fede nella vita. E' fatica,sì, ma ci aiuta a sorridere.
 
 
Leggi tutto

Kabul (vista dallo scrittore de "il cacciatore di aquiloni" Hosseini

7 comments
 
 
Non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti,
né i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri.
 (Saib-e-Tabrizi)


Si dice che il tempo guarisca ogni ferita. Ma a Kabul, non ci sono solo i fantasmi di un passato che non si può dimenticare, c'è un mondo violento, assurdo e sinistro, dove le donne sono invisibili, la bellezza è fuorilegge e gli aquiloni non volano più. Trent’anni di storia afgana - dalla fine della monarchia all’invasione russa, dal regime dei Talebani fino ai giorni nostri - rivivono in questi romanzi emozionanti e pieni d’atmosfera.Tre i libri, "Il Cacciatore di aquiloni, Mille splendidi soli  e L'eco non risponde"
L'unica cosa che una donna e i bambini devono imparare è la sopportazione.

 
                                 
“Nana le aveva detto che ogni fiocco di neve era il sospiro di una donna infelice…che si raccoglievano a formare le nubi, e poi si spezzavano in minuti frantumi, cadendo silenziosamente sulla gente. “A ricordare di come soffrono le donne come noi…di come sopportiamo in silenzio tutto ciò che ci cade addosso””

 
 
Ho avuto modo di leggere tutti e tre i libri di Hosseini. Così ho conosciuto Kabul, la sua gente, la paura e la guerra nonché la cattiveria dei  suoi invasori-
Ieri sera, seguendo la "Veglia di preghiera" di Papa Francesco,  ho letto nel suo volto, nelle sue parole, nei suoi silenzi  la paura della guerra. E la mia preghiera è diventata più intensa.
Gli avvenimenti che ci accadono hanno sempre un Disegno, tracciato da una Mano che ci accarezza posandosi sul nostro capo e che ci porta in cammini che non conosciamo.
Doniamo i nostri timori a Maria in cui cerchiamo rifugio.
 
Leggi tutto

Rilke. Sento le cose cantare

6 comments
 
Sono a casa io tra giorno e sogno.
Là dove i bambini s'addormentano, finito il gioco,
là dove gli anziani si siedono a sera,
e le stufe scaldano e rischiarano intorno il loro spazio.
 
Sono a casa io tra giorno e sogno.
Là dove lo squillo chiaro vespertino viene meno
e fanciulle, rapite nell'incanto del suo eco,
stanche s'appoggiano al bordo d'una fonte.
 
Un tiglio è l'albero che preferisco;
e tutte le estati, che in lui fanno silenzio,
si destano di nuovo in mille rami
e di nuovo vegliano, là tra giorno e sogno.
 
Lasciati cadere, tu lento canto della sera
che sciami da festose lontananze.
Io ti accolgo, sono il calice
che ti afferra, ti arresta e non trabocca.
 
Taci, fatti chiara in me -
calma, lieve, dissipata ora.
Ciò che giace edificato sul mio fondo,
lascia che si veda. Io non so che cosa sia.
 
 
 

Leggi tutto

Comincia facendo il necessario...

9 comments
 
"Comincia facendo il necessario,
poi fai quel che è possibile
e realizzerai l'impossibile
senza rendertene conto". (San Francesco D'Assisi)
 
 
Iniziare con calma, senza fretta e procedere passo passo,
 con animo tranquillo.
Intanto mettiamo in ordine i nostri pensieri.
Lasciandoci guidare.
Facciamoci modellare dalla Provvidenza. (Oggi è così che chiamo il mio Dio...)
Carichiamo il carillon della nostra giostra, avventuriamoci su quei bellissimi cavalli e iniziamo il nostro giorno, avventuriamoci, con la pace nel cuore.
Con lo spirito tranquillo, stranamente colmo di certezze quasi orgogliose, sentendoci però umili creature nate dall'Amore.
Sentiamoci folli d'amore e dell'Amore.
E questa follia ci porta alle grandi cime! 

Leggi tutto

Un rosario per la Siria

4 comments

Soldati

Si sta come d'autunno
sugli alberi
le foglie

Parafrasi: I soldati sono come le foglie in autunno
 
Anche se la poesia è breve, Ungaretti riesce ad esprimere la condizione di soldato. Egli paragona infatti il soldato ad una foglia d'albero in autunno: basta un colpo di vento per far morire la foglia, così come basta un colpo di fucile a far cadere il soldato.  
La poesia, scritta in tempo di guerra, vuole esprimere l'incertezza e la precarietà della vita dei soldati al fronte, che possono morire da un momento all'altro, come le foglie, in autunno, possono staccarsi improvvisamente dai rami.
Il poeta usa la forma impersonale (si sta) in quanto si riferisce a tutti i soldati. L'uso della forma impersonale contribuisce a creare un'atmosfera di universalità, di indefinito e, nello stesso tempo, di immobilità e di fatalità.
Il come introduce il paragone con le foglie. E ciò che unisce la vita dei soldati alle foglie è proprio l'incertezza, l'instabilità, la precarietà.
Come d'autunno basta un soffio di vento per far cadere le foglie, così in guerra basta una pallottola, che non si sa da dove arriva né quando per porre termine alla vita di un uomo. Con la preposizione semplice di (d'autunno) si rimane sempre nell'atmosfera di indefinito.
 
La poesia è stata dedicata ai soldati che andavano in guerra e di cui il destino è già scritto.
Ma  forse non si riferisce solo a loro, bensì a tutti. Siamo tutti come delle foglie, non conosciamo il nostro futuro. Abbiamo una sola certezza...la morte.
 Il non senso, il buio, il terrore, è dovuto a questa profonda e reale incertezza che l'uomo ha da sempre. Solo un grande come Ungaretti poteva racchiudere il pensiero di molti in poco meno di un verso.
 
Non passa giorno che il nostro Papa Francesco non ci chieda di pregare per il susseguirsi degli avvenimenti che accadono in Siria. Ho paura. Dio solo sa cosa  turba il nostro cuore  e come, per misteriose vie, Lui prepari le nostre giornate. Ci sarà un momento in cui questo mondo ci sarà pace?
 
Ecco a come io vorrei che tutti gli uomini pensassero alla pace.
Un  passo, da un libro di Hosseini.
 
"Se ne stava seduta sulla sedia, le mani abbandonate in grembo, gli occhi persi nel vuoto, lasciando che la mente volasse altrove. La lasciò volare finchè incontrò un luogo dove sarebbe stata al sicuro, il luogo dove crescevano campi d'orzo, dove l'acqua scorreva limpida e migliaia di semi di cotone danzavano nell'aria; dove il padre leggeva un libro sotto un'acacia e Tariq faceva un sonnellino con le mani intrecciate sul petto e dove lei poteva tuffare i piedi nel torrente e sognare sogni felici...( Si trovava a Kabul).
 
E' una mattina di riflessioni. E finisco sempre per imbattermi in Dio ed è sempre un bell'incontro. Lui l'Amato.
Leggi tutto

Settembre

4 comments
 
Un caro saluto al mare, alle vacanze il dolce settembre ci porta nuove esperienze: nuove classi per tutti e tre e tanta speranza di pace e serenità.
A Giacomo e Francesco è arrivata anche la cagnolina "Bella"!
 
BUON NUOVO SETTEMBRE A TUTTI!

Leggi tutto
Post successiviPost più recenti Post precedentiPost più vecchi Home page
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...