primo amore

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Questa è ADA: 43 anni fa con lei conoscevo il vero amore!Scoprivo così che la vita è continuamente raccolta, rilanciata dal curvarsi di Dio su di me.
 
A U G U R I
 
 
 

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Amore

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elefante_madre.JPGUna dolcezza anche nel dolore. Queste drammatiche immagini arrivano dalla riserva di Gunung in Malesia. Ritraggono il cucciolo di elefante di appena 3 mesi che con la proboscide accarezza la madre senza vita.

Gli agenti della forestale stanno indagando sulle cause della morte dell'esemplare che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stata preda di cacciatori senza scrupoli che avrebbero violato, nonostante i controlli, la zona protetta. Quello che resta sono le immagini del cucciolo soccorso dai dipendenti del parco che hanno faticato non poco per riuscire ad allontanarlo dalla madre vegliata per ore.

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Intervista ad Adriana Zarri, teologa e scrittrice

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Credo che moltissimi di noi, aspirino, almeno ogni tanto, ad un po' di solitudine, nel senso di un'oasi di pace, mentre al tempo stesso rifuggiamo anche solo dal pensiero dell'abbandono. In questo tempo, che io chiamo di attesa, ho letto, in un vecchio libro, questa intervista fatta ad Adriana Zarri nel 1982.
 
L'intervistatrice chiede ad Adriana: "Dove sei sparita?"
L'interessata risponde così:" Al Molinasso, la cascina Perosa Canavese, dove consumo la mia esperienza eremitica dal 1975. Una cascina che è qui da secoli. Dal '600, forse anche prima: tra il ronzio delle api d'estate, nel silenzio del gelo d'inverno, dolce ed accogliente in tutte le stagioni. E le mie 2500 albe che non sono che le ultime, per ora, di una serie lunghissima...
La cappella, che ho ricavata dall'antica cantina, se piove a lungo si allaga ed io debbo raggiungere l'Eucarestia con gli stivali. In compenso è bellissma. Accanto ho posto un cero, su un candelabro in ferro battuto, dono di un prete operaio.Nell'angolo di fronte c'è una bellissima stufa monferrina.
La mensa dell'altare è posta su un'antica bigoncia che serviva per vendemmiare e pigiare l'uva-
Alla domanda:"Perchè ti sei ritirata, proprio tu, in un eremo?"
"Ritirata?! Ma un eremo non è un guscio di lumaca, io non mi ci sono rinchiusa, ho scelto di vivere la fraternità in solitudine...L'isolamento è un tagliarsi fuori, la solitudine è un vivere dentro. L'isolamento è una solitudine vuota. La mia situazione, invece, è una solitudine piena, cordiale, calda, percorsa da voci e animata di presenze.
La solitudine non è una fuga: è un incontro così come il silenzio è un continuo, ininterrotto dialogo.
.Ho scelto la solitudine per la comunione, non per stare sola ma per incontrarmi, in un modo diverso con Dio.
Si potrebbe forse dire che la solitudine è la forma eremitica dell'incontro dove la gioia e la speranza  si possono trovare anche oggi in Dio e nell'uomo.
Vivere da poveri tra i poveri, puntando a ricchezze più profonde."
 



Nell’anniversario della partenza (2011) di Adriana Zarri per l’Ovesturia vi riporto  la sua PREGHIERA D’INVERNO in cui sono queste parole che mi sono d’aiuto e che faccio mie: “Facci attendere, Dio, senza stancarci, / senza timore di morire per sempre (…) / Aprici gli occhi, o Dio, / facci vedere ciò che non si vede”.

 
 
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Ricordo d'infanzia (Anonimo)

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Ricordo d'infanzia

ricordo che, quando ero bambina
v'era una giornata particolare
e mia nonna, in viso adombrata
soleva dal suo comodino prendere
una foto sbiadita e porla in vista
sopra il cammino,
adornarla di fiori ed accendervi vicino
un lumino.

In silenzio, poi si sedeva,
col rosario in mano pregava
e per ore ed ore piangeva.
Finchè fui piccola, non mi fu data
una spiegazione
fino a quando, cresciuta
in età della ragione,
mia nonna mi svelò
chi fossero quei due sposi sorridenti
nella sbiadita foto:
sua sorella e l'amato marito.

Lui era ebreo, lei cristiana,
uniti nel nome dell'amore
osarono sfidare
le razziste leggi del regime
unendosi in matrimonio.
Ma la Gestapo e la Milizia
informati da anonima segnalazione,
per porre fine alla scandalosa situazione,
li arrestarono e li portarono
alla stazione,
Auscwitz la loro destinazione
e lì morirono tra mille tormenti,
bruciati nel forno crematorio,
dispersa la loro cenere ai venti.

A nulla valsero i tentativi
della famiglia, degli altri parenti,
si vendettero proprietà,
terreni per comperare la loro libertà,
ma nulla si potè fare
e quando mia nonna arrivò alla stazione
le dissero che il treno era partito
per l'amara destinazione.
Quel giorno che la triste storia
mi fu svelata,
mia nonna mi fece giurare
di tenerla sempre viva nella memoria
ed ai miei figli tramandare
il ricordo
per non dimenticare
affinchè simili orrori, la guerra
mai più si ripetessero sulla terra.



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La Brughiera di Rainer M. Rilke

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Un'ora sul confine del giorno,
e la terra è a tutto preparata.
Ciò che ardentemente vuoi, anima mia, puoi dirlo.
Sii brughiera; e tu, brughiera: sii vasta.
Abbi antichi, antichi tumuli,
che si innalzino ma appena si distinguano
quando va la luna sulla piana
terra già dimenticata da gran tempo.
Silenzio, datti un volto. Dallo.
Alle cose (è l'età per loro, della fanciullezza,
e saranno pronte al tuo comando).
Sii brughiera, sii brughiera, sii brughiera,
e verrà, chissà, quel vecchio ancora
che a fatica io distinguo dalla notte,
e porterà la sua grandiosa cecità
nella mia casa in ascolto.
Lo vedo, siede e pensa,
a nulla che sia al di sopra di me, nè fuori di me;
per lui, tutto è già dentro:
cielo, brughiera e casa.
Solo i canti, per lui, sono perduti,
e mai più li inizierà:
da mille e mille orecchie
li hanno bevuti il tempo e il vento:
dalle orecchie dei folli.
Eppure: così mi appare,
come se ogni canto in me per lui,
profondamente trattenessi.
Tace, lui, dietro la barba tremolante,
e vorrebbe tornare ad ottenersi
nelle proprie melodie.
Eccomi: arrivo ai suoi ginocchi:
i suoi canti, in lui, di nuovo:
scorrono, scosciando.




Agli amici e care amiche che mi hanno fatto compagnia auguro buon fine settimana!
Io per un po' "vado in vacanza"
Abbracci a tutti!



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pensieri

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Chi vive secondo la volontà di Dio non si preoccupa di nulla, si occupa, ma resta tranquillo. L'abbandono consiste nell'accogliere (non in senso passivo) gli avvenimenti che sopravvengono. In fondo nell'amore, come nell'abbandono, si tratta sempre di dare la preferenza alla volontà di Dio e non alla nostra.
Osserviamo un bambino e così scopriremo come dovrebbe comportarsi l'uomo nei confronti di Dio. Il movimento spontaneo e naturale dei piccoli è di guardare, ammirare, contemplare. Oppure, se non ha ancora perso l'innocenza dell'età infantile, il bimbo tende le braccine per abbracciare la persona che gli sorride o tende a baciare se è un volto conosciuto e caro.
Ricordo Elena e anche Giacomo: quanti baci mandati con la manina alla Madonnina della nostra chiesa.
Sia che siamo in grado di comprendere o no, l'amore scaccia dal cuore ogni timore e paura, perchè Gesù è sempre presente al nostro fianco e a Dio nulla è impossibile!
Se il male c'è, e c'è, penso se ne stia sconsolatamente in un angolino al margine del Regno dei Cieli e le persone che lo fanno, è per un rifiuto di Dio e che quando impareranno veramente a conoscerLo avranno nel loro cuore un desiderio immenso di Lui.

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Domenica del Battesimo del Signore -G. Sacino

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PREGO
 
Siamo battezzati nel tuo nome, o Dio,
Trinità d'amore, Padre, Figlio e Spirito.
Battezzati e liberati da ogni schiavitù
-è il Tuo sogno, o Dio-
perchè Tu non vuoi paure e timori
ma ebrezze di libertà;
 
battezzati e rigenerati dallo Spirito
-figlio dell'uomo e figli di Dio-,
eternamente tutti tra terra e cielo
siamo divisi tra seduzioni e grazia.
 
Gesù, Figlio prediletto,
portaci sulle Tue braccia crocifisse,
ove tutti sono accolti, perdonati e amati,
per gustare per sempre la gioia dell'uomo
che si invera in Te.
Amen
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Danza

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 Una S. Messa ascoltata tempo fa, finiva con questo canto:
"Io danzavo al mattino, mentre il mondo nasceva;
io danzavo circondato dalla luna, dalle stelle dal sole.
Danzate ovunque voi siate;
Io sono il Signore della danza..."
 
Sono parole che mettono subito allegrezza! "Il Signore della danza!" Se solo per un attimo fossimo capaci di vedere al di là del nostro dolore terreno, quello di tutte le sconfitte, di tutte le perdite, le separazioni. Se fossimo capaci di amare e di vedere il Signore della danza! Solo allora comprenderemmo la letizia perenne, quella letizia che i nostri Santi hanno tante volte cantato e che spesso ritroviamo nel Salmi "I fiumi battano le mani, esultino insieme le montagne..."
Quando ci chiediamo il perchè di questo dolore che ci pare immeritato, il perchè di un torto subito, della stupidità insanabile!
Pensiamoci e troveremo che è tutto così semplice! Dio non ha creato niente di stupido, di irrazionale, di brutto. Noi soli, solo noi rifiutando la nostra superba e splendente prima destinazione, abbiamo inventato il dolore, la solitudine, la cattiveria, la follia.
Il Dio della danza e del mondo che nasce non poteva che creare bellezza perfetta, bontà assoluta, totale perfezione.

 


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Le Beatitudini

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+ Dal Vangelo secondo Luca (6,20-26)

In quel tempo, Gesù, alzati gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete, perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo.

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Sbigottimento

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Dove sei finito, mio cuore?
A volte mi sento smarrita, non comprendo: non sono nè felice, nè triste e neanche particolarmente scontenta. Sono allibita. Non capisco le persone...Pregare è addirittura impossibile. Non resta che offrire il proprio sbigottimento. Il proprio cuore ingombro, il proprio disappunto,
Parlare liberamente, a cuore aperto, dicendo le cose come stanno, sfogarsi, è molto utile. Può aiutare a fare il punto della situazione, a capire se stessi, a rendere chiari i pensieri che  turbano. Ma a quest'ora Paolo dorme e poi non vuol sentire cose di blog!
Leggevo una poesia l'altro giorno. Parlava del silenzio che pian piano scende dentro di noi e incontra Lui. Farò così. Buonanotte cuore mio.

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prego di G. Sacino

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Anch'io, con i Magi, vengo ad adorarTi
Signore Gesù.
Ora non sei nella casa di Betlemme,
ora sei qui, nella mia comunità che Tu ami,
ora sei in me, salvato dal Tuo amore.
Con i Magi Ti adoro;
con l'oro Ti riconosco mio Re
con l'incenso Ti adoro, mio Dio
con la mirra Ti proclamo mio Redentore.
Non permettere, Ti prego,
di chiudermi, nelle mie sicurezze,
incurante degli Erode del mondo;
dammi l'ansia della salvezza universale
e se anche a uno solo
avrò fatto scoprire
il Tuo amore che salva
l'intero creato canterà la Tua gloria
e ogni cuore, la pace ritrovata,
Amen.

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sole

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Siete certi di aver già visto un sole così? Questo è un particolare di un disegno di Elena di quando aveva tre anni. Che allegrezza profonda in questo sole! Se solo io fossi capace di vedere attraverso gli occhi di quel cuore penserei che Elena ha visto il suo Dio così benevolo e sorridente!
Solo allora comprenderei il senso della perenne letizia che conoscono solo i santi e, appunto i bambini.
C'è un Salmo che dice "I fiumi battano le mani, esultino insieme le montagne"
 In questi giorni un pallido sole cerca di riscaldare le nostre giornate.Che differenza con il sole di Elena, che per me è il volto di Dio,dove non c'è il dolore, o qualcosa di brutto che Egli possa aver creato .
Noi, abbiamo creato il dolore, la solitudine, la follia, la cattiveria.
Questo disegno rappresenta il Dio della danza, e in tuttociò  che ha creato ha messo la bellezza, la bontà assoluta e la totale perfezione! Grazie Elena!
 
 
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I santi re magi (Leggenda) R. Maria Rilke

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Un giorno,quando al limitare del deserto
sè dischiuse la mano del Signore,
come un frutto aperto al tempo estivo
annuncia il nocciolo che ha dentro,
accade un prodigio: da lontano
s'incontrarono e si scambiarono saluti
tre re e una stella
 
Tre re di lunga strada
e la stella che ovunque sovrastava
si mossero concordi (pensa!):
un re alla destra e uno alla sinistra,
alla volta di uno stabbio silenzioso.
 
Che cosa non portarono con sè
alla stalla di Betlemme!
Echeggiava vasto intorno ciascun passo
e colui che un morello cavalcava
comodo sedeva nel velluto.
Chi andava alla sua destra
era un uomo rivestito tutto d'oro,
e che stava alla sinistra cominciò -
in gesti ripetuti tintinnando,
uno squillo e un altro squillo facendo risuonare -
 da un oggetto argenteo a forma tonda,
a spandere un azzurro fumo intorno.
 
Rise, allora, la stella sopra loro,
e corse avanti e si fermò alla stalla
e disse a Maria:
 
Un pellegrinaggio io ti sto portando
da grandi lontananze a questo luogo.
Tre re molto potenti,
pesanti d'oro e di topazi -
e scuri, torbidi nel loro paganesimo:
ma non ti spaventare più del giusto.
Tutt'e tre hanno in casa
dodici figlie e nessun figlio,
e ti pregano così di dare il tuo
come un sole al blu del loro cielo,
come gioia calda al loro trono.
Ma non devi credere davvero
che il tuo figlio abbia il destino
di diventare un principe brillante,
e neppure uno sceicco dei pagani.
 
Pensa, il cammino è vasto,
Vagano da tanto, come pastori,
e nel frattempo il loro regno
come un frutto maturo cade
a Dio sa chi nel grembo.
E mentre qui, come vento caldo d'occidente,
alita il bue nel loro orecchio,
già tutti forse son poveri,
oppure come senza testa.
Fa' luce tu col tuo sorriso
per questo sul confuso
mondo ch'essi sono, offri tu
il tuo viso verso oriente, e il tuo bambino;
là è disteso in linee azzurre
ciò che ognuno di loro vuole darti:
il paese di Smeralda e di Rubinia.
 e la valle del Turchese.

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Una storia reale

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Benedetto XVI ha pubblicato un nuovo volume  della Sua grande opera "Gesù di Nazaret" L'infanzia di Gesù, nel quale il Papa studia i racconti dell'infanzia che troviamo nei Vangeli canonici nei capitoli dal 2 al 4 di Matteo e Luca.
Servano da esempio queste due citazioni:"Matteo e Luca - ciascuno nella maniera propria - volevano non tanto raccontare delle "storie" bensì scrivere storia, storia reale, avvenuta, certamente storia interpretata e compresa in base alla Parola di Dio.
Questo significa che si voleva annotare ciò che, alla luce della Parola e per la comunità nascente della fede, appariva importante.
"I due capitoli del racconto dell'infanzia in Matteo non sono una meditazione espressa in forma di storie. Al contrario: Matteo ci racconta la vera storia, che è stata meditata ed interpretata teologicamente, e così ci aiuta a comprendere più a fondo il mistero di Gesù".
Inoltre:" Perchè Luca dovrebbe aver inventato l'affermazione circa il custodire delle parole e degli eventi nel cuore di Maria, se per questo non c'era alcun riferimento concreto? Perchè avrebbe dovuto parlare del suo "meditare" sulle parole, se al riguardo non si sapeva nulla?".
Credere significa sottomettersi a questa grandezza e crescere passo passo verso di essa.

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MARIA SS. MADRE DI DIO

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Sin dalla giovinezza, o Madre cara,
rapì il mio cuore la Tua soave Immagine.
Negli occhi Tuoi vedea la tenerezza,
vicino a Te mi sentivo felice.
 
O Vergine Maria, lassù nel Cielo
dopo l'esilio Ti vedrò per sempre;
ma sulla terra la Tua dolce Immagine
per me sarà Perpetuo Soccorso.
 
Nell'ascoltar l'ingenua mia preghiera
mi dimostravi l'amor Tuo materno;
nel contemplarTi, già su questa terra
le delizie del Cielo pregustavo.
 
Della mia madre immagine, per sempre
per me sarai felicità e ricchezza;
ed io vorrei che nell'ora estrema
potessi ancor su Te posar lo sguardo.
 
Volando poi alle celesti sponde
verrò a sedere sulle Tue ginocchia;
allora io potrò tutti per me
ricevere i Tuoi sì dolci baci.
 
Teresa di Lisieux
 

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