Il dolore come maestro

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IL DOLORE COME MAESTRO


L'uomo è uno scolaro,
il dolore il suo maestro:
 nessuno conosce se stesso
 
finché non ha sofferto.(ALfred de Mousset)
 
 
Giorno del dolore, il Venerdì santo sembra riassumere in sé tutta la sofferenza del mondo. Il Cristo crocifisso è l'emblema di un tormento universale che fa guardare a lui credenti e atei, come diceva lo scrittore Alfredo Oriani: «Credenti o increduli, nessuno sa sottrarsi all'incanto di quella figura, nessun dolore ha rinunciato sinceramente al fascino della sua promessa». Ritorniamo, allora, anche noi su questa realtà che temiamo e da cui cerchiamo di evadere. 
  Il dolore è una sorta di maestro che ci purifica dalla banalità, dalla stupidità, dalla superficialità, riportandoci all'interiorità, alle realtà che veramente contano, alla coscienza, al senso della vita.  Ritroviamo, allora, la capacità di attraversare il territorio tenebroso della prova non con la disperazione nel cuore, ma con l'attesa di un'alba. Anche Cristo, pur gridando la sua estrema desolazione («Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»), alla fine si placa nella fiducia: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Sarà lo stesso de Musset a scrivere: «Nulla ci rende così grandi come un grande dolore». (Avvenire: Ravasi)
 
Quando viviamo grandi momenti di felicità è allora che siamo in grado di capire il giusto valore di ciò che ci circonda. E' la sete a farci capire il valore  dell'acqua, è la separazione a farci assaporare l'incomparabile piacere del ritrovarsi. E' il sole caldo dei giorni d'estate a farci assaporare il profumo della terra bagnata per un improvviso temporale.
Quando la nostra salute vacilla e tocchiamo gli abissi della sofferenza ecco che scopriamo il valore della salute che ci porta alle vette della gioia.
"L'oasi del deserto è più verde di tutto il verde di un mondo zampillante d'acqua"!
Fermiamoci e riflettiamo: scopriremo come la nostra vita sia fatta di contrasti e di alternanze, per questo quel che ci è donato di vivere è forte, intenso e merita di essere vissuto pienamente.
 
Pensiamo alla fatica dell'incarnazione della fede nella vita. E' fatica,sì, ma ci aiuta a sorridere.
 
 
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7 commenti:

  1. E pensare che TUTTO questo DIO lo ha voluto sperimentare nel più fragile DEI gli ESSERI. UNA FtAGILE BAMBINA.
    Ora VERA DONNA del CIELO: Nostra MADRE con il SUO SANTIFICATO NOME di MARIA.

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    1. Grazie Angelo. proprio bellissime parole. Ciao

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    2. ... PAROLE, pure una sbagliata!

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    3. Dovevo dire sentimenti? Dovevo dire amore infinito per la Vergine Maria? Per quella Fragile Bambina? Lo sai che molto spesso per la fretta si conclude un commento con le parole più d'uso comune! Lo so, ti conosco abbastanza per dirti che il percorso che fai è, a modo tuo, con parole che io non userei, un percorso di...fede. Ciao Buona Domenica.

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    4. Anche io VORREI raccontarvi MEGLIO cosa VIVO da questo MIO POSTo, ma poi mi trovo a parlare con chi parla ancora di Fede e non di CERTEZZE.
      Ma in VERITA' tra le TUE PAROLE io ho letto una ESPERIENZA VERA e CERTA del MIO CAMMINO.

      Sai che io provoco per raggiungere la PERFEZIONE.
      Si può raggiungerla se la si VIVE in ogni momento NEI limiti della carne.

      Tu non hai NEI?

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  2. Quello della sofferenza è un archetipo universale, perché chiunque soffre e se ne chiede la ragione...

    Moz-

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    1. MIKI: Ah, sorte avversa!!!Ieri, alzandomi dalla sedia del pc...mi sono slogata la caviglia sinistra! Lo scorso anno a luglio quella destra!!! e adesso? Vado con le stampelle.....Bacioni

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o

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