La Sagrada Familia "La ragazza che scolpisce il TEMPIO"

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Ha visto la Sagrada Familia su di un libro di scuola e ha deciso che doveva "starle vicino". Oggi SHIHO OTHAKE, giovane scultrice giapponese, lavora a fianco di Etsuro Sotoo, tra i "discepoli" di Gaudì. Ha trovato la strada che ha sempre cercato. Il suo nome significa camminare con buona volontà. "Piano piano" questo è il suo cruccio. Ma è anche la prima a sorriderne. Lei infatti deve andare per tentativi, una prova dietro l'altra. Modella la plastilina con i piedi, con le mani, fa, guarda, rifà, con la cera, poi con il gesso. Infine passerà al bronzo. Il progetto è quello delle tre porte della Facciata della Natività della Sagrada Familia. 

 

 
 
 
 
Il piccolo laboratorio su due piani è tutto stipato, strumenti appesi di ogni tipo, modellini, fiori e frutti di gesso. In qualche punto più alto , dietro a mensole e cellophane, s'intravvedono mura di pietra, scorci di volte, e allora ci si ricorda di essere incastonati in quella che è cattedrale e cantiere.
Shiho quando si guarda attorno vorrebbe essere come l'aria: necessaria, ma trasparente". Sulla porta dello studio: "Per fare bene le cose, occorre prima l'amore e poi la tecnica. Gaudì". Scolpire è donare.
Le porte che stanno progettando saranno un prato con degli insetti. "Ciò che vive nella terra è felice, ma senza sapere perché". Il perché è appena sopra, è Gesù, tra Maria, Giuseppe e i ricami di pietra. Il prato sarà d'edera, perché è simbolo dell'obbedienza, "la condizione totale della vita".
Shiho ha lasciato la sua famiglia per una chiesa vista in foto. Ma qui si è scoperta più figlia dei suoi genitori che vivono ancora a Tokyo. "Stare vicino alla Sagrada è stare vicino a mio padre". Lo ha sempre adorato. E' un uomo felice che l'ha cresciuta facendole amare tutti i suoi desideri, tanto che ha cominciato ad averne uno più grande di tutti: essere come lui. Che è cattolico a differenza degli altri della famiglia. "Anche se non ero battezzata, avevo dentro di me il desiderio di Dio, ma avevo paura di credere, e non lo dicevo, nella nostra cultura non se ne parla..."
La notte di Pasqua ha ricevuto il Battesimo. Alla fine di una Messa solenne, raccolta, celebrata alla luce delle candele nella cripta della Sagrada. Il nome cristiano di Shiho è Montserrat. La Madonnina in cima al monte. "Avevo bisogno di qualcosa che "sta". Solo così posso camminare!
 
 
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Rainer Maria Rilke

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Uno, Signore, fallo splendido, fallo grande,
crea per la sua vita uno stupendo grembo,
e il suo pudore, innalzalo come una porta
di una bionda foresta di giovani capelli,
e schiera innanzi a lui, ch'è parte dell'indicibile,
la cavalleria, le mille armate,
i mille semi, che tutti si radunano.

E dagli una notte, così che in sé raccolga
ciò che nessun abisso umano mai comprese;
dagli una notte: le cose, tutte, là fioriscano;
più profumate falle dei lillà,
e più ondeggianti delle ali del tuo vento,
ed esultanti più di Josaphat.

E donagli una lunga gravidanza,
e fallo largo in vesti che si estendano;
offrigli la solitudine di un astro;
non lo veda lo stupore di alcun occhio
quando svanendo muterà i suoi tratti.

Con un cibo puro fallo nuovo,
con pietanza immortale o con rugiada,
con la vita - lei che, lieve come una preghiera
o calda come un respiro, sorge libera dai campi.

Fa che nuovamente conosca la sua infanzia -
l'inconsapevole, il mirabile - e dei suoi primi anni colmi di presagio
le infinite saghe, così ricche di tenebra.

E ancora chiamalo, che attenda la sua ora:
l'istante in cui partorirà la morte, sua signora:
sola e frusciante come un giardino grande,
come qualcuno che da lungi a noi si ricongiunga.
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La vita del Papa (con parole sue)

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"Sono Jorge Bergoglio, prete. Una confessione mi cambiò la vita, fu lo stupore di un incontro con Qualcuno che ti sta aspettando. Dio è Colui che ti anticipa e il fatto religioso è ciò che ti porta verso Cristo. Entrai nei gesuiti per essere in prima linea e perché erano missionari. La vocazione è misericordia e scelta, l'iniziativa è di Dio. Anche la preghiera è lasciarsi guardare da Dio. O la Chiesa è missionaria o non è, e muore di autoreferenzialità autistica. Non deve togliere precetti per rendere più facile la nostra adesione, deve scendere in strada a incontrare la gente. Vedo spesso una Chiesa che amministra la fede, vorrei una Chiesa che trasmette la fede. I laici sono una risorsa, diventano un problema quando vogliono clericalizzarsi. Invece per andare incontro alla gente, basta il Battesimo. Non dobbiamo permettere che le ideologie predomino sulla morale, sottolineare solo il negativo e ciò che  ci separa non è cristiano, Cristo ha accettato tutto e viene redento solo ciò che si accetta. La fissazione sessuale è una riduzione morale-catechetica dell'annuncio: la fede è l'incontro con Gesù. C'è chi crede di essere giusto, di seguire la catechesi e rispettare la fede, ma non prova l'esperienza di essere SALVATO. Solo noi grandi peccatori abbiamo questa grazia, perché il peccato è il luogo privilegiato dell'incontro con Cristo, cui apparteniamo.
La nostra mancanza di identità è mancanza di appartenenza."
 
Questo in sintesi, con parole sue, il cuore del libro-intervista al cardinale Bergoglio tre anni prima che diventasse Papa: se potete leggetelo!
 
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Festa della SS Trinità: il segno di Croce: Romano Guardini

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 L’odierna domenica della Santissima Trinità, in un certo senso, ricapitola la rivelazione di Dio avvenuta nei misteri pasquali: morte e risurrezione di Cristo, sua ascensione alla destra del Padre ed effusione dello Spirito Santo. La mente e il linguaggio umani sono inadeguati a spiegare la relazione esistente tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, e tuttavia i Padri della Chiesa hanno cercato di illustrare il mistero di Dio Uno e Trino vivendolo nella propria esistenza con profonda fede.
La Trinità divina, infatti, prende dimora in noi nel giorno del Battesimo: “Io ti battezzo – dice il ministro – nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. Il nome di Dio, nel quale siamo stati battezzati, noi lo ricordiamo ogni volta che tracciamo su noi stessi il segno della croce. Il teologo Romano Guardini, a proposito del segno della croce, osserva: “lo facciamo prima della preghiera, affinché … ci metta spiritualmente in ordine; concentri in Dio pensieri, cuore e volere; dopo la preghiera, affinché rimanga in noi quello che Dio ci ha donato … Esso abbraccia tutto l’essere, corpo e anima, … e tutto diviene consacrato nel nome del Dio uno e trino”
Quante volte al giorno pensiamo alla Santa Trinità: ogni volta che facciamo il Segno della Croce e allora:

facciamolo bene. Non affrettato, rattrappito, tale che nessuno capisce cosa debba significare. No, un segno della croce giusto, cioè lento, ampio, dalla fronte al petto, da una spalla all'altra.
Senti come esso ti abbraccia tutto? Raccogliti dunque bene; raccogli in questo segno tutti i pensieri e tutto l'animo tuo, mentre esso si dispiega dalla fronte al petto, da una spalla all'altra. Allora tu lo senti: ti avvolge tutto, ti consacra, ti santifica. Perché? Perché è il segno della totalità ed il segno della redenzione.
Sulla croce nostro Signore ci ha redenti tutti. Mediante la croce egli santifica l'uomo nella sua totalità, fin nelle ultime fibre del suo essere. Perciò lo facciamo prima della preghiera, affinché esso ci raccolga e ci metta spiritualmente in ordine; concentri in Dio pensieri, cuore e volere; dopo la preghiera, affinché rimanga in noi quello che Dio ci ha donato. Nella tentazione, perché ci irrobustisca. Nel pericolo, perché ci protegga. Nell'atto di benedizione, perché la pienezza della vita divina penetri nell'anima e vi renda feconda e consacri ogni cosa. Pensa quanto spesso fai il segno della croce, il segno più santo che ci sia!
Fallo bene: lento, ampio, consapevole. Allora esso abbraccia tutto il tuo essere, corpo e anima, pensieri e volontà, senso e sentimento, agire e patire, tutto vi viene irrobustito, segnato, consacrato nella forza del Cristo, nel nome del Dio uno e Trino.
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Riflessioni al pc.

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Io penso che tutti indistintamente abbiamo bisogno di Dio, anche coloro che si dicono atei hanno una specie di culto per qualcosa che è loro superiore (non so, un ideale, un concetto filosofico, la ragione). Ci sono poi persone che non negano l'esistenza di Dio, ma è come se lo facessero.
Il Signore ci viene incontro mille volte, si fa sentire in mille modi, ci viene vicino, ma noi chiudiamo gli occhi e ci turiamo le orecchie per non vederLo e non sentirLo per la paura di soffrire anche se questo soffrire ci può portare alla felicità .
A volte il Signore ci fa sentire la Sua presenza: quando ci sediamo in un prato, tra l'erba alta e il vento ci passa vicino  facendoci sentire il profumo di fiori lontani, o quando, di notte, vegliamo in silenzio coperti da pensieri che solo Lui e la nostra mente conoscono, ecco che la Sua presenza c'investe, ci avvolge ecco che allora ci perdiamo in lei.
Ed anche durante il giorno, mentre ci occupiamo di cose completamente normali, come scrivere al pc, e noi non pensiamo davvero al Signore, Egli di colpo ci viene incontro.
 Ecco quello sarebbe il momento più adatto per parlare con Lui. Invece restiamo ad arrabattarci con il cassetto che fatichiamo a chiudere o con le scarpe che non si vogliono slacciare.
Abbandoniamo al cielo la nostra anima, sentiremo il Suo aiuto, anche nelle piccole cose e saremo più lieti. "provare per credere!" 
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Giovanni e Paolo. Ricordo

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Stamattina al porto di Palermo sono giunte le navi della "legalita’ partite ieri pomeriggio da Napoli e Civitavecchia. Simbolicamente ribattezzate “Giovanni” e “Paolo”, messe a disposizione dalla Snav, portano nel capoluogo siciliano 1.300 studenti.
Ad attendere le due navi centinaia di studenti delle scuole di tutta la Sicilia.
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un pomeriggio di pioggia

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Abbiamo lavorato con carta e pennelli!
   Un dinosauro di latta per contenere i CD 
 due baci piccolissimi...
 
I bambini hanno bisogno di carta e di pennelli
per disegnare tutta la fantasia del creato,
le stelle e gli angeli
che da poco hanno lasciato.
I bambini hanno bisogno
di porte senza chiavi
di scivoli in grandissime piscine azzurre.
I bambini hanno bisogno di sorrisi,
di poesia, di favole raccontate
con voci sussurrate.
I bambini hanno bisogno di prati verdi
di nuvole bianche in cui sognare,
delle mani del papà e della mamma
e così dondolare.
I bambini hanno bisogno di parlare con Dio.
I bambini hanno bisogno d'AMORE!
 
 
Tempo fa, Rossella mi ha spedito, tra le altre cose, un libro di racconti e di poesie intitolato proprio "I bambini hanno bisogno". Scritto da Elio Fiore. Ho fatto mia questa poesia cambiandola un po'. Non pensate che mi ritenga più brava di Fiore, ma c'erano parole che non corrispondevano al mio cuore.
Questo libretto apparteneva al nostro amico Carlo. Grazie Rossella. Un abbraccio.  E grazie anche a Gus che mi ha suggerito l'ultima(la più importante) frase!
 
 

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Pentecoste

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Chiediamo allo Spirito Santo che ci dia la grazia di saper accogliere tutti, specialmente chi ci indispone.

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Essere testimone

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Oggi tutto è molto chiassoso. Il rumore della strada, in casa: la radio, il televisore, il telefono. Migliaia di parole...e tutto questo fa parte della nostra giornata. In mezzo a questo caos, un uomo che con gesti tranquilli e parole che non cambiano mai, opera il miracolo della discesa di Dio tra di noi. E' l'irruzione dell'Infinito nel nostro tempo artificioso. Ce lo ha ricordato Papa Francesco:" Noi rendiamo presente Cristo attraverso il cambiamento che Egli opera in noi. E' il concetto di testimonianza".
L'uomo di oggi attende, forse inconsapevolmente, l'esperienza dell'incontro con persone per le quali Cristo è talmente presente che la loro vita è cambiata.
"Zaccheo, scendi subito, vengo a casa tua". E noi possiamo fare la stessa identica esperienza di Zaccheo. Testimoniando a tutti che Cristo è presente nella nostra vita attraverso il cambiamento che sorprendiamo in noi.
Lo dice bene Werfel: "Ogni suo gesto, ogni saluto, ogni sorriso erano pieni di quell'Infinito che non c'era bisogno di evocare per nome".
 
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L'UOMO dietro il fucile ( stralci da Tracce)

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Combattere in Iraq e Afghanistan. Vedere i propri amici morire. Chiedersi come si può continuare a vivere dopo aver ucciso. Lo chiameremo John ed è uno dei duecento volontari del New York Encounter, come tutti gli altri la sua storia è unica da raccontare.  Ma quella della sua battaglia con Dio è la sola dalla quale non può essere congedato.
 
Il suo racconto è asciutto, senza enfasi. E' un soldato e la sua università sono stati i campi di battaglia: Iraq e Afghanistan. Attualmente è di servizio sul territorio americano.
 
Non è bravo a tergiversare, va subito al cuore del problema: "Sono arrivato a chiedere a Dio: Tu che sei l'Onnipotente, Colui che può tutto, perché continui a trattarmi così? Perché continui a far morire i miei compagni? Il mio migliore amico è morto tra le mie braccia ucciso in Iraq. Eravamo in missione. Io ero sul primo camion, lui nel terzo. Ascoltavo musica con le cuffie. Mi è parso di sentire un'esplosione. Non sapevo cosa fosse. Mi sono girato ed ho visto uno stormo di uccelli alzarsi da terra. Chiedo e mi rispondono che il terzo camion era saltato sopra una mina. L'artigliere scagliato fuori dal veicolo. Il medico che sedeva sui sedili posteriori, tagliato in due. L'autista..."  John continua la terribile descrizione, io, Lucia, ve la risparmio.
 
 
John ha solo 27 anni e per lui è giunto il momento dei bilanci: pensa alla gente che ha ucciso e a quella che ha salvato. Al perché è finito a fare questo lavoro.
"Dio dà dei talenti. Qualcuno sa parlare bene e farà l'avvocato, a qualcuno piace cucinare e farà il cuoco. Io sono bravo a combattere, mi piace guidare i soldati, essere al fronte...E' per questo che faccio il soldato. 
Per alcuni siamo eroi, per altri dei cowboys assetati di sangue. Non siamo né l'una né l'altra cosa. E' una guerra assurda. Forse non ci tornerò. Ora ho bisogno degli amici che mi aiutino a non essere triste."
 
La sua battaglia con Dio è ancora in corso.
Questa storia è alquanto diversa da quelle che normalmente trovate sul mio blog, ma mi sembrava giusto parlare di un soldato, delle tante prove (che vi ho risparmiato) che ha vissuto e che, grazie a Dio, è ritornato a casa. 
 
L'Amico di cui John ha bisogno ora, non è lontano ed è un Padre che vede dentro il cuore dell' UOMO e che non giudica, ma che ci conosce meglio di quanto noi stessi siamo capaci di conoscerci e soprattutto  che ci Ama.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 




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Anniversario papà

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21 ottobre 1908                          14 maggio 1985
 
Pochi giorni fa, per la festa della mamma, ho postato una fotografia della mamma, ieri, vagavo nei ricordi, e quindi, oggi: eccomi a scrivere di te. Quante cose avrei da dire: eri un papà presente!
Voglio parlare di ciò che oggi ho nel cuore! Sei tu che ci facevi recitare le preghiere, che oggi sono una parte importante di me, che ci portavi a Messa e magari, prima, ad ascoltare Nenni o Lelio Basso, i tuoi amici!.
E ricordo che insistevi sulla la dignità di ogni uomo, di ogni essere umano che va sempre considerata, perché non è una "cosa" di cui servirsi, ma è sempre e solo un "soggetto" dotato di coscienza e libertà a cui va il massimo rispetto. Cosa mi diresti di questa società in cui spesso non mi ritrovo?
Mi manchi.
A domenica con Valeria e Luca, nell'Eucarestia. E stasera nella preghiera.


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Madonna di Fatima

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Ieri, Festa della Madonna di Fatima, sono riuscita a fare una puntatina nella mia chiesa parrocchiale e dire una breve preghiera. Oggi cercherò di celebrarLa  un pochino di più.
E' importante per noi accorgersi che abbiamo bisogno di attingere alle acque cristalline che sgorgano purissime dalla sorgente della salvezza: immergiamoci più spesso nelle pagine della Buona Novella. Fatima, come fonte rinfrescante nella montagna, ci aiuta nel cammino quotidiano. Preghiamo Maria per la pace nel mondo e nel cuore.
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La madre speciale

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Vi è mai capitato di chiedervi come vengano scelte le madri di figli handicappati? In qualche maniera riesco a raffigurarmi Dio che dà istruzioni agli angeli, che prendono nota in un registro gigantesco.
«fam. Rossi: Mario, figlio. Santo patrono, Matteo» «fam. Bianchi: Anna, figlia. Santa patrona, Cecilia» «Luca e Gianni, gemelli, Santo patrono diamo Gerardo. È abituato alla scarsa religiosità», Finalmente, passa un nome a un angelo e sorride: «A questa, diamole un figlio handicappato».
L'angelo è curioso. «Perché a questa qui, Dio? È così felice».
«Esattamente», risponde Dio sorridendo. «Potrei mai dare un figlio handicappato a una donna che non conosce l'allegria? Sarebbe una cosa crudele»
«Ma ha pazienza?», chiese l'angelo.
«Non voglio che abbia troppa pazienza, altrimenti affogherà in un mare di autocommiserazione e pena. Una volta superati lo shock e il risentimento, di sicuro ce la farà». «Ma, Signore, penso che quella donna, non creda nemmeno in Te». Dio sorride. «Non importa. Posso provvedere. Quella donna è perfetta. È dotata del giusto egoismo». L'angelo resta senza fiato. «Egoismo? È una virtù?» Dio annuisce. «Se non sarà capace di separarsi ogni tanto dal figlio, non sopravvivrà mai. Sì, ecco la donna cui darò la benedizione di un figlio meno che perfetto. Ancora non se ne rende conto, ma sarà da invidiare. Non darà mai per certa una parola. Non considererà mai che un passo sia un fatto comune. Quando il bambino dirà "mamma" per la prima volta, lei sarà testimone di un miracolo e ne sarà consapevole. Quando descriverà un albero o un tramonto al suo bambino cieco, lo vedrà come poche persone sanno vedere le mie creazioni. Le consentirò di vedere chiaramente le cose che vedo io -ignoranza, crudeltà, pregiudizio -, e le concederò di levarsi al di sopra di esse. Non sarà mai sola. Io sarò al suo fianco ogni minuto di ogni giorno della sua vita, poiché starà facendo il mio lavoro infallibilmente come se fosse al mio fianco».
«E per il santo patrono?», chiede l'angelo, tenendo la penna sollevata a mezz'aria. Dio sorride. «Basterà uno specchio».

Erma Bombeck
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La mia mamma

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In questa "foto formato tessera" è tutta la storia della mia mamma. Rosa Maria. Nata nel 1919 da una famiglia di contadini dove le carezze e i baci non si usavano. Bastava lo sguardo. Ho conosciuto la cascina dei miei nonni dove lei è cresciuta fino a 10 anni per poi andare a lavorare a Trieste. Il suo cognome potrebbe benissimo essere Lavoro.
A Trieste ha conosciuto il mio papà e sposati, sono andati ad abitare a Milano.
Anche lei, non è mai stata prodiga di carezze con noi, ma appena poteva permetterselo, ci comperava un po' di felicità. Ha avuto una vita che si potrebbe riassumere in lavoro e preoccupazioni e "la fabbrica".
Adesso che ha 92 anni, il suo grande rammarico (confessa) è di averci lasciato molto sole a badare a noi stesse.
 
Mamma ci hai dato tutta te stessa, di più non era possibile! Il nostro amore per te è immenso anche se non lo vuoi sentire. Domani è la tua festa: Grazie Mamma dal profondo del cuore!|
 
 
 
Una carezza e nel suo volto un sorriso.
Pietre preziose.
Trieste-Grignano 1953

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una giornata particolare

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Dopo il bellissimo temporale di ieri sera, questa mattina il cielo era limpido e azzurrissimo. Grazie mio Dio! Lo aspettavamo da giorni!
Abbiamo la giornata libera da impegni. "Andiamo a Milano?" Andiamo. Da Pasqua non vedo la mia mamma, per i suoi 92 anni, sta bene, ma ho voglia di vederla e di farmi abbracciare. Mi assale un grande entusiasmo. Quando gli avvenimenti non sono programmati tutto è novità, tutto è gioia. La mia mamma, che non ci aspettava, rimane sorpresa, brontola un po' ma poi sorride..."Se avessi saputo ti avrei preparato...." Povera mamma, le gambe le fanno male, fa fatica a stare in piedi..."se avessi saputo..." e già si perde raccontando i suoi molteplici malanni. I so e le sorrido...lei pensa che la prendo in giro e, tanto per cambiare, mi sgrida.
L'abitudine a rimproverarci quella non l'ha persa!
 
Torniamo a casa: ho assaggiato un briciolo di felicità.
 
E' il crepuscolo di una bella sera dei primi giorni di maggio. Paolo guida immerso nei suoi pensieri e molto attento alla strada. Io ho il cuore che canta. Canta il dolore e la speranza, la tristezza e la gioia. Il vento è profumato di primavera, l'aria è tiepida. Negli alberi che costeggiano l'autostrada si intravvedono i nidi di uccelli che rientreranno alla loro casa. La campagna lombarda-piemontese è piatta e i paesini che sembrano presepi, qui non si vedono e penso che le luci delle loro case si staranno accendendo. Nel cielo brilla la stella del Vespro e sembra proprio il lumicino di una semplice casa abarbicata al cielo. Il rosario lo abbiamo recitato subito, appena partiti: ora siamo in silenzio. Sto bene, distaccata dai pensieri quotidiani. Ma la mia mente,improvvisamente, torna alla notizia di questa mattina: i morti al porto di Genova. Signore portali tutti con Te, e Tu Maria consolatrice degli afflitti, prega per le loro famiglie e dona loro la pace del cuore.
 
Ora il cielo trascolora lentamente fino a diventare blu. Gli alberi e i prati svaniscono alla vista. Si riesce a distinguere una strada amica. Una moto rombante ci supera. Tra pochi minuti saremo a casa dove  volti amati ci attendono. Grazie mio Dio!

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Antonia Pozzi Bellezza

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Bellezza 
 
Ti do me stessa,
le mie notti insonni,
i lunghi sorsi
di cielo e stelle
bevuti sulle montagne,
la brezza dei mari percorsi
verso albe remote.
Ti do me stessa,
il sole vergine dei miei mattini
su favolose rive
tra superstiti colonne
e ulivi e spighe.
Ti do me stessa,
i meriggi
sul ciglio delle cascate,
i tramonti
ai piedi delle statue, sulle colline,
fra tronchi di cipressi animati
di nidi
E tu accogli la mia meraviglia
di creatura,
il mio tremito di stelo
vivo nel cerchio
degli orizzonti,
piegato al vento
limpido della bellezza;
e tu lascia ch’io guardi questi occhi
che Dio ti ha dati,
così densi di cielo
profondi come secoli di luce
inabissati al di là
delle vette




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Da dove incomincio?

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Quando arriva il primo caldo e si spengono i riscaldamenti, è il momento di iniziare le pulizie di primavera. Questa è sicuramente una delle attività che stressano di più le casalinghe. Proprio per questo è necessario partire con le idee chiare e organizzarsi per tempo, onde evitare di trascinare il lavoro fino all'estate,  quando il caldo lo renderebbe insopportabile.
Ora ho le idee chiare: incomincerò a sentire la Ludmilla chiedendole quanto tempo può concedermi.
Le tende, gli armadi, i letti... sono già stressata! Oggi non ci voglio pensare più!
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Maggio: Mese dedicato a Maria SS.

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Quando penso intensamente a Maria, provo un brivido di emozione.
L'Angelo, quando si presentò, Le disse: "Ti saluto, o piena di grazia". E Maria, visitando Elisabetta: "...tutte le generazioni mi chiameranno beata..." E' un'emozione! La profezia si avvera quando penso a queste due frasi! Ti chiameranno beata!
Maria dimostra che già sapeva di appartenere ad un Altro.
La Sua, come la nostra vita è una vocazione.
 
(Lc 1,38)"Allora Maria disse "Ecco la serva del Signore..." E l'angelo partì da lei"
Penso a Maria che rimane sola, sola di fronte a ciò che era avvenuto. A ciò che era stato detto, proposto.
Poteva dire che non aveva sentito niente, che era solo un'illusione! Ecco la forza dell'abbandono di Maria nel Signore, Lei ha risposto "Fiat".
 
Se fosse successo a me avrei detto che non era possibile, che non era vero! Maria è sola, fa fatica, ma è determinata e "ferma". La sua è una semplicità con una forza grande, semplice. Persino Abramo si era lamentato, Mosè aveva tremato: Maria è certa nella sua solitudine.
Maria è una fortezza grande e semplice.
 
Affidiamoci a Lei e impareremo ad essere più saldi nella fede in Gesù Suo Figlio.

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Rainer Maria Rilke

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E' così dunque il nostro primo tacere:
ci doniamo interamente al vento
e, vibrando, in rami ci mutiamo,
 nel maggio che avanza ascoltiamo.
Là dov'è un'ombra sui nostri sentieri,
noi lo sentiamo - e scroscia una pioggia festosa:
il mondo danza intorno a Lei,
per farsi prossimo al Suo dono.
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Giorni

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Eccoci a giovedì.Sono parecchi giorni che non apro il mio pc., il mio diario. Lo aggiorno. Sabato mattina mi alzo, piove, decido di fare subito la doccia. Mi ero appena lavata i capelli che posando sulla mensola lo shampoo, scivolo, tipo candela, e la testa, non trovando altro spazio libero, picchia contro il muro. Ho pianto dal dolore... Paolo, che si trovava in cucina, sentendo il botto accorre in mio soccorso. Avete presente le albicocche? Beh, non è ancora stagione, ma io ne ho una sulla testa! Ghiaccio e distesa sul divano. Tutto il santo giorno! Il giorno dopo compaiono tutti i dolori, specie quelli della cervicale. Mia figlia decreta:"No, non ti muovere, è come se tu avessi preso un colpo di frusta!" Ancora distesa sul divano in tinello.
Ogni giorno la sua pena. Oggi c'è finalmente il sole che dà inizio a questo nuovo mese di maggio. Spero porti anche un briciolo di salute in più. Ciao a tutti!
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