La profezia di Picasso e il cuore che attende (Tracce)

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L'artista che "guarda" i volti. E quindi "vede". Perchè senza attenzione, l'attesa decade, non basta allenare l'occhio...
 
Picasso guardava i volti, molto probabilmente più di qualsiasi altra persona. Non li guardava come un fotografo, pensava a come li avrebbe disegnati. La maggioranza della gente non si ferma a guardare un volto, a lungo, tende subito a guardare da un'altra parte, ma se si dipinge un ritratto, si deve guardare il viso. Rembrandt mise più forza su un viso di qualsiasi altro pittore prima di lui, perchè vedeva di più. Era una questione di occhi e di cuore.
 
Queste semplici parole "guardare" e "vedere" ci fanno pensare al rapporto che c'è tra "attesa" e "attenzione". L'attenzione è il risvolto morale dell'attesa. Senza attenzione, l'attesa che ci costituisce decade, si riduce a sentimento, a retorica. Insomma per poter "vedere" bisogna prima "guardare" e questo non è sempre scontato. Imparare a guardare è un dono: e questo, dono, è qualcosa che ci viene regalato da Chi fa tutte le cose. Non è come una pioggia a ciel sereno, è una valorizzazione dell'umano.
 
E poi, guardiamo il cuore. Quanto sopra, non è solo questione di occhio, ma di cuore.
Non è solo una questione di allenare l'occhio a osservare tutte le sfumature, i colori: la bellezza che ci circonda, ma proprio di cuore, perchè è l'apertura del cuore a definire l'Infinito, perchè solo Lui sa veramente che cos'è un fiore, un volto, un albero, una stella.
Il grande artista non cerca la tecnica per la tecnica, egli sa che questo non si adaterebbe mai alla ricchezza della realtà.
 
 
Tutti i pensieri riportati copiandoli (aggiustandoli alla mia "apertura di cuore") da Tracce mi hanno fatto pensare ad una copertina di una rivista in cui si vedeva un deserto, un deserto vero, forse quello del Sahara, e sulla ondulata distesa di sabbia era posata una cesta contenente un Bambino Gesù di terracotta, di quelli semplici e invitanti, proprio come le "Piccole Sorelle" sanno fare. Dietro il bambino una religiosa era inginocchiata in preghiera. Lontano sullo sfondo solo dune smussate dal vento e un cielo chiaro.
Così la nostra stessa vita può essere deserta, cioè priva di amore: dobbiamo imparare, se già non lo facciamo, a guardare e vedere. Insomma il palcoscenico della nostra anima può essere totalmente vuoto oppure totalmente pieno a seconda che sia o non sia abitato dall'Amore e dall'amore.

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13 commenti:

  1. Attendere e attesa hanno la stessa radice. Sono formati dalla preposizione ad che significa "verso" e dal verbo "tendere, che significa andare, essere volto, spinto verso qualcosa o qualcuno.( Ad)tendere è forma attiva, di azione nel suo farsi, divenire, (ad)tesa è participio passato dello stesso verbo, di significato passivo, di azione già compiuta non da te, ma da qualcun altro, in questo caso Qualcuno che ti ha volto verso, ti ha fatto vibrare, ti ha fatto aprire gli occhi al mistero.
    Per questo l'attenzione è salvezza donata e accolta ogni momento è eternità vissuta nel momento presente.
    Ciao Lucia. Non so se si è capito qualcosa, ma ci ho provato.
    Il POST è di un'attualità sconvolgente. Peccato che di questo argomento si parli così poco. Grazie

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    1. Grazie Anto! Si è capito tutto! La profondità è proprio un tuo dono! Bellissimo. Buona giornata.

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  2. E' la cristologia di Luigi Giussani. Un maestro tradito dai suoi alunni.
    Ciao Lucia.

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    1. Ho detto a Paolo che cosa mi hai scritto...Mi ha risposto:" Eh,... non si respira la stessa aria di quando c'era Lui!"
      Grazie Gus! Buona giornata.

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  3. Molte volte la nostra distrazione ci porta a guardare superficialmente,mentre, il vedere passa dall'occhio al cuore,diretto senza il filtro del cervello,donando uno stupore istantaneo.
    Buonanotte e un abbraccio♥
    Dani

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    1. "Il vedere passa dall'occhio al cuore!" Grazie Dani. Buona giornata

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  4. E' bellissimo veramente..Picasso mi piace in tutte o quasi le sue opere.
    Se passi qui c'è il ritratto di Dora Maar di Picasso. Baci ^_^

    http://www.lagiostra.biz/sites/default/files/cover/arte/copia_di_picasso_legend_6_portrait_de_dora_maar.jpg?1357552645

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    1. Saray l'immagine è proprio " il ritratto di Dora Maar" probabilmente in una versione diversa! Ciao! Verrò a trovarti!

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    2. Infatti, avevo questo dubbio, per quello ti ho mandato il link, alcuni particolari come il collo dell'abito di colore diverso...l'avrà immortalata in momenti diversi. Baci :)

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  5. 07/gen/2013 – Tutti nasciamo in un quartiere. Ci cresciamo anche. Nelle sue strade percorse migliaia di volte, nei suoi negozi popolati da personaggi dai tratti ...

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  6. Ciao cara, io ho avuto moltissimo da fare (purtroppo per i miei genitori ammalati) con le assistenti sociali del comune di Muggia. Dico purtroppo, perchè quando si arriva a certi problemi di invalidità totale guai se non ci fossero gli aiuti sociali. Devo dire che al distretto di Muggia, ho avuto tutti gli aiuti possibili, economici e medici. Ho un'amica che è addetta proprio ai servizi per gli anziani nella cittadina, ma non voglio far qui nomi, lei lavorava prima a Trieste al Sert come assistente sociale. Se la incontrerò le chiederò della persona che hai menzionato.
    Quando sono tornata nella casa di riposo dove sono stati i miei genitori, ho avuto un groppo alla gola e non sono stata bene, ho avuto come un ritorno di tutto quello che ho passato, i problemi, le preoccupazioni. Quando ho visto la vecchina con i peluche che era sempre uguale, mi ha reso felice, e poi la signora che condivideva la stanza con mia mamma stava benissimo, veramente bene e camminava da sola, pensare che all'inizio era alettata come mia mamma...E' bello vedere che anche nelle case di riposo si migliora, e si riprende le forze, non sono lager dove gli anziani vengono abbandonati nei letti. Questa di Muggia è comunale, quindi molto controllata e ben tenuta. Credo sia così, anche per il fatto che se il paese è piccolo, tutto funziona meglio, pure gli uffici e tutto il resto. Baciotti cara *_*

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    1. Mia cugina penso abbia la responsabilità solo per Trieste. Più di tanto non so. Mi spiace per i tuoi genitori. Mi è capitato, facendo la catechista, di organizzare delle "recite" con i bambini delle elementari, proprio nelle case di riposo. Vedere queste persone felici era veramente una grande gioia!Un bacione e allungherò le mie preghiere.

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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