Anniversario Valeria

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Anche nelle piccole cose
vediamo la bellezza
e una vita
seppur breve
può essere perfetta.

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Passato di D. Bonhoffer

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Te - una lacrima mi sale agli occhi;
che io dietro il velo delle lacrime
l'immagine intera
te intera
possa riacquistare?
Ma io non voglio piangere.
Aiutan solo i forti, le lacrime:
i deboli, li ammalano.

Stanco giungo a sera
e benvenuto è il mio giaciglio
che mi promette oblio
se il possesso mi è negato.
Notte, spegni ciò che brucia, dammi pieno oblio
sii con me benevola, o notte,
compi il tuo dolce ufficio
a te, sì, io m'affido.
Ma la notte è saggia e potente
più saggia di me e più potente del giorno.
Ciò che non può alcuna forza terrena
dove pensiero e senso, ostinazione
e lacrime falliscono - questo
la notte a piene mani
versa su di me.
Pura, libera,intera
il sogno te mi porta
te, passato, te, mia vita
te, giorno trascorso, te, trascorsa ora.
Alla tua presenza
nel cuore della notte mi sveglio
e mi spavento:
Sei di nuovo perduta?
Cerco te eternamente invano
te, mio passato, il mio?
Tendo le mani
e prego
e sperimento il nuovo:
il passato ritorna
come il pezzo più vivente della vita.

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Ricordi

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Ho visto un filo d'erba
intralciare il quieto saltellare
di un passerotto
che cercava la felicità
tra le briciole del cortile.
Ho visto nascere un fiore
dal selciato.
Ho visto piangere un bimbo
perchè il mondo
non era bello
come lo aveva disegnato.
Ho visto una vela bianca
sul mare.
Ho pensato:
com'è bella la vita
se il mio cuore s'accorge
che ogni giorno,ogni cosa
si ricolora!
Signore,
fa che io possa sempre ringraziarTi
delle cose che mi doni.
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Canto a sostegno della Liturgia

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Liberati dal giogo del male,
battezzati nell'acqua profonda,
noi giungiam alla terra di prova
dove i cuori saran resi puri.
Dal paese d'Egitto ci hai tratti
e cammini con noi nel deserto
per condurci alla santa montagna
sulla quale s'innalza la Croce.
Tu sei l'acqua che sgorga dal sasso,
sei la manna che sazia la fame,
sei la nube che guida il cammino
e sei legge che illumina i cuori.
Su Te, roccia che t'alzi fra noi,
troveremo difesa ed appoggio
e berremo alla fonte di vita
che ci lava dai nostri peccati.
Tu ci guidi nell'Esodo nuovo
alla gioia profonda di Pasqua:
dalla morte passando alla vita
giungeremo alla terra promessa. Amen.


"L'armonia nascosta è più potente dell'armonia manifesta" diceva Eraclito.
Quante volte, durante le funzioni religiose, il canto è ciò che più accompagna l'anima verso il suo Creatore.
Ci sono momenti in cui è come se cielo e terra, per un attimo si toccassero.
S. Agostino (mi sembra sia proprio lui) diceva: "Chi canta prega due volte)
Le S. Messe festive, nella mia parrocchia, sono accompagnate o da un coro di giovani o da singole persone che aiutano, con la loro voce, la comunità a seguire con più raccoglimento i vari momenti della funzione religiosa. Sabato scorso, dopo un canto, una signora dietro di me, ha detto:"Ci sono canti che inteneriscono il cuore".
La Messa prefestiva, normalmente, è accompagnata dalla voce di Vittoria. Ha una voce melodiosa, dolce, paragonabile a quella di un Angelo. Ecco che "servire" diventa allora essere disponibili alla cosa più grande che abbiamo; e quando il canto è intenso, dona momenti di pace e di gioia e  nasce, nello stupore del cuore,  la presenza di Cristo. Grazie Vittoria.
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Riflessioni notturne

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Eliot da "Cori da la "Rocca"":...Dov'è la Vita che abbiamo perduto vivendo?...
Signore quando Ti ho perso? Quando ho fatto cose pazze o piuttosto quando ho dato per scontato la Tua presenza accanto a me senza darTi anche il mio amore o solamente il mio pensiero?
"La vita si sgonfia. Se diminisce l'interesse per Cristo, perdiamo la Vita vivendo. Che Lui ci interessi di nuovo: questo è il problema".
Ora e qui. In qualsiasi momento può iniziare qualcosa di nuovo. Nella mia pena, nelle mie domande irrisolte, nel silenzio della mia casa, in questa notte, nel volto delle persone che amo: in tutto si propone alla mia vita la risposta del Mistero.
Perchè io non mi stupisca in questo Tuo esserci, Ti sei fatto carne, per risvegliare il mio amore diventato abitudine.
S. Agostino:"Il mio cuore è inquieto finchè non riposa in Te".
Anche questa mattina, alzandomi, Ti ho ringraziato per questo giorno nuovo che mi hai donato e ora lo rifaccio qui in questo mio "diario" in cui in me si matura il desiderio di Te.
"Il Mistero riaccade di continuo per riscattarci dalla Vita persa vivendo!".
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Annunciazione di Rainer Maria Rilke

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Tu non sei a Dio più prossima di noi;
tutti da Lui siamo lontani.
Ma splendide Tu hai
le mani benedette.
Mature fino a tanto non le ha nessuna donna,
come spiccano in luce dal Tuo manto:
sono il giorno, la rugiada,
Tu invece sei la pianta.

Sono debole, ora: il cammino è stato vasto,
perdonami, l'ho dimenticato
ciò che Lui - come dentro al sole, immenso,
sul Suo trono d'oro assiso -
per Te lasciò cadere, per Te che intendi il senso
(il vuoto spazio mi ha sconvolto).
Guarda: sono io colui che reca inizio,
Tu invece sei la pianta.
Ho disteso attorno le mie ali, e ora
è insolito per me l'essere vasto;
quasi trabocca la Tua casa, così piccola,
per la mia veste immensa.
Eppure, Tu sei sola adesso
come mai - e a stento riesci a percepirmi;
questo accade; nel bosco sono un alito di brezza,
Tu invece sei la pianta.

Così turbati sono già tutti gli angeli;
ciascuno lascia esistere per l'altro ciò che è decretato:
non fu mai così il desiderare-
così sospeso e grande.
Forse, ciò che adesso affiora appena
lo intendi Tu nel sogno.
Sii benedetta - la mia anima lo vede:
sei disposta, attendi.
Sei una porta grande, e alta:
aperta sarai presto.
Tu-prediletto orecchio del mio canto:
solo ora ti comprendo, e come in una selva
si smarrisce il mio parlare in Te.

Sono giunto, e si è compiuto
per Te il sogno ch'è rugiada.
Dio guarda verso me - mi rende cieco...

Tu invece sei la pianta.
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Rifletto G. Sacino 5a Domenica di Quaresima

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Amare è facile; è bello.
Rimanere fedele all'amato, quando la monotonia del quotidiano spegne ogni entusiasmo, è difficile, molto difficile. Continuare ad amare l'amato che tradisce è difficile, ma è possibile.
Amare sempre e comunque è divino.
Solo la grazia sostiene nell'amare così, perchè solo con l'aiuto di Dio si è capaci di mettere se stessi da parte (odiare la propria vita dice il Vangelo) e continuare ad amare.
Gesù ama così.
Mette da parte - odia se stesso - i suoi diritti di Figlio di Dio per rimanere fedele all'uomo che pecca, che si ribella, che muore.
E come il chicco di frumento in terra, muore Egli stesso, perchè l'uomo sia salvato, e una nuova eterna alleanza d'amore sia scritta tra Dio e l'uomo e tra l'uomo e Dio.
Noi siamo consapevoli di questa alleanza, noi siamo i fruitori di questo amore fedele. Ma non basta saperlo e goderne. Come gli apostoli di ogni tempo dobbiamo impegnarci perchè tutti incontrino Gesù.
Offriamo a Dio tutte le nostre sofferenze e quelle del mondo intero perchè unite a quelle di Gesù, siano semi di salvezza per l'uomo d'oggi.



Prego
Tu Signore sei il seme che muore sottoterra
tutti pensano al frutto, nessuno al "seme".
Tu sei la radice nascosta
tutti ammiriamo il fiore, nessuno la radice.
Tutti guardano la luce della stella
nessuno pensa alla stella che muore.
Tu sei quel seme, Signore.
Tu sei la radice del mondo migliore.
Tu sei la luce.
   Fa che abbia il coraggio di seguirTi
fin dove Tu sei,
senza calcoli
contento solo di essere con Te.
Al Padre, il giudizio d'amore.
Amen.
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Per non dimenticare i giorni belli.

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Non dimenticare i giorni belli...se li dimentichi non torneranno più...


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Roselline per un passerotto

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E' notte. Non mi riusciva di dormire. Ora c'è pace. C'è silenzio e la mia mente  può viaggiare e soffermarsi ai pensieri del cuore.
Sono giornate, queste che precedono la Settimana Santa, dove la riflessione è intrisa di dolore. Capita sempre così, tutti gli anni.
"Chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita?" Ce lo chiede Gesù nel Vangelo. Debbo riconoscere Chi sta all'origine di tutte le cose: Chi mi fa'. Mi sono resa conto che la vita, l'esistenza tutta, è potentemente altro rispetto alle mie capacità.
Allora penso che il Signore, avendole (a Valeria) voluto bene, avendola prediletta, l'ha presa con sè affinchè il male del mondo non la toccasse.
Ma...e io? E i suoi fratelli? E Paolo? Signore ci manca! Ci sono momenti in cui ci si ribella, siamo persone che non riducono la realtà dandola per scontata e allora, ora, in questo silenzio capisco che Chi ha la forza di generarci ha anche la forza di darci la vita per sempre.


Regina della pace,
Regina della pace,
ho il cuore ferito:
lo porto a Te,
lo consegno a Te
che hai sofferto per Tuo Figlio.
Vergine Madre Ti imploro,
lascia che volga a Te i miei occhi.
Regina della Pace Ti prego
da' speranza al mio dolore.
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Oggi

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Ci sono giorni in cui mi manca il sorriso dolce di chi amo. Ho bisogno di parole che mi accarezzano il viso o mi prendano per mano. Ho bisogno di essere consolata.
La consolazione è come una mano dolce sul capo: mi calma. La consolazione è come un'oasi inaspettata in un grande deserto. E' qualcosa di più grande nella vita di tutti i giorni. Ho bisogno di sentire, forte, più forte che Dio mi ama. E allora so dove andare, dov'è il mio rifugio sicuro. Dove il cielo mi sorride mostrandomi alcune stelle. Ma oggi non posso. Sorriderò ugualmente e andrò domani all'appuntamento del cuore.
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Primo giorno di primavera

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Ed ecco sul tronco
si rompono le gemme:
un verde più nuovo dell'erba
che il cuore riposa
(Salvatore Quasimodo)
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Tonino Guerra

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Addio a Tonino Guerra, poeta e sceneggiatore dei maestri del novecento
«Dal vólti ènca al mi poeséi u m pèr dla ròba vècia (A volte anche le mie poesie mi sembrano roba vecchia)». Con la sua tipica autoironia, Tonino Guerra scherzava sulla propria età avanzata nei suoi versi dialettali ed è riuscito a compiere novantadue anni, prima di salutare il suo pubblico in un giorno che sembra scelto accuratamente dal poeta romagnolo: la giornata mondiale della poesia proclamata dall'Unesco.

il vecchio lavatoio, un tempo luogo di ritrovo e di lavoro per le donne del paese, oggi ospita, alle pareti, le dodici targhe in ceramica con 'Le Parole dei mesi':
GENNAIO coi rumori che lasciano impronte sulla neve
FEBBRAIO i colori dei vestiti che ballano
Una delle targhe in terracotta che identificano gli alberi MARZO i fiori dei mandorli per le api affamate
APRILE con tutta la fantasia che ha sonno
MAGGIO i petali di rosa che ridono
GIUGNO coi piedi scalzi a toccare l'acqua
LUGLIO il sole rovente caduto a terra
AGOSTO col mare dentro agli occhi
SETTEMBRE la musica della pioggia negli orecchi
OTTOBRE i tappeti di foglie secche sotto i piedi
NOVEMBRE con le sciarpe di nebbia attorno al collo
DICEMBRE con le parole delle favole sul fuoco.
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il colore dei sogni

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Più di vent'anni fa, nell'estremo ponente ligure, quasi al confine con la Francia dov'era nato, viveva un'artigiano-artista, Claudio Cimolino, che un bel giorno pensò di scoprire quale forma e colore avessero i sogni della gente che incontrava nel suo continuo vagabondare.
Incominciò così a percorrere le montagne, i paesi, le spiagge della sua regione. Dopo qualche tempo, s'accorse che non gli riusciva di conoscere i sogni degli adulti ma, al massimo, quelli dei bambini che avevano ancora il cuore aperto e trasparente.
Claudio allora ideò un mezzo per conoscere anche il mondo coriaceo degli adulti che non volevano e non sapevano più esprimersi con le parole.
Nel 1981, a Diano Marina, una delle più ridenti cittadine della Riviera, in un giorno di primavera, l'idea prese finalmente corpo. Nacque così il "tendales", un quadro senza fine che ogni volta che veniva esposto aumentava in lunghezza perchè nuova gente dipingeva sulla stoffa bianca che veniva aggiunta e si arricchiva di colori, luci, emozioni, storie.
Ma Claudio Cimolino morì nel 1990 e la sua iniziativa per molto tempo fece la fine del suo promotore.
Dal 2003 i suoi amici hanno fondato l'Associazione Estendales con l'intento di raccogliere le storie del mondo e superare, simbolicamente, ogni frontiera.
Proprio a Diano Marina, nella primavera del 2004, in occasione di una manifestazione organizzata dagli amici di Claudio, il regista Piero Farina ha girato un documentario "Il colore dei sogni" che è andato in onda il gennaio del 2005 nell'ambito della trasmissione Geo & Geo su Rai 3.
Il "tendales" ultimamente ha raggiunto la lunghezza di un kilometro e mezzo.

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4a domenica di Quaresima di G. Sacino

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"Dio amava il suo popolo e la sua dimora"....
"Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati"...
"Dio ha tanto amato il mondo"...
E' un ritornello costante di tutta la rivelazione e oggi la Parola ce lo ripete ancora una volta.
Dio non si stanca di amarci e il Suo amore si fa attesa del figlio lontano, speranza di pentimento sincero; stimolo ad abbandonare le vie del male e seguire, finalmente, le vie del bene.
Dio ci ama tanto da sacrificare il Suo Figlio unigenito per noi, ma non ci impone il suo amore.
L'amore è libertà; non di prendere o lasciare per ogni capriccio del cuore, ma di scegliere per sempre, senza pentimenti, senza nostalgie.
Dio ci ama così.
E mai si pente di averci amati.



Padre ricco di misericordia
che ci hai amati
e ci ami
per il tuo grande amore
ascolta il lamento dell'esule,
il pianto della mia Babilonia.
Le vie della vita
ci portano lontano da Te
e Tu, Padre,
continui a cercarci;
innamorato, mai deluso
e ci doni salvezza.
Ascolta il lamento del mio cuore
vieni, vieni e accendi la luce del Tuo Cristo,
Lui che solo
orienta la vita
verso l'abbraccio con Te.
Amen.

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Vladimir Solov'ev

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L'imperatore si rivolse ai cristiani dicendo: "Strani uomini... ditemi voi stessi, o cristiani, abbandonati dalla maggioranza dei vostri fratelli e capi: che cosa avete di più caro nel cristianesimo?". Allora si alzò in piedi lo starets Giovanni e rispose con dolcezza: "Grande sovrano! Quello che abbiamo di più caro nel cristianesimo è Cristo stesso. Lui stesso e tutto ciò che viene da Lui, giacchè noi sappiamo che in Lui dimora corporalmente tutta la pienezza della Divinità".
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Anniversari

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Amo le ricorrenze. Festeggio i compleanni, gli anniversari, il passato. Ora siamo in tanti in famiglia: marito, figli, nipoti, fratelli, cognate e per fortuna anche una mamma, la mia, novantenne! E gli amici...E poi non le vogliamo contare le Feste che il calendario ci propone? Preparare le torte, cercare i regali e vedere tutti contenti e festosi che fanno "cin cin" tintinnando i bicchieri!
Certo sarebbe bello, ad esempio, per il mio compleanno andare in giro con un gran pacco di cioccolatini e donarli ai passanti... e tutti a cantarmi la canzoncina!
Oppure con un gran mazzo di fiori e invece di riceverli, donarli alle tante persone imbronciate!
Se tutti facessero così sarebbe un mondo più colorato e più bello, no?!
Facciamo bene a festeggiare le ricorrenze!
Anche se oggi sento il presente urlare e piangere e ridere. Sento un presente tutto pieno del passato e, perchè no, del futuro.
Il passato l'ho vissuto, se n'è già andato portandosi via i miei pianti, le mie risate, la guerra.
E' stato come un incendio.
Forse quell'incendio che nella Bibbia nascose il roveto a Mosè rivelando l'Altissimo.
A me ha rivelato l'Amore e l'Infinito grande!
Perchè la vita è un atto continuo di un Altro.

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Da: Fai bei sogni di M. Gramellini

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L'ospedale di Sarajevo fluttuava come un galeone fantasma fra edifici anneriti e strade squarciate. Le Nazioni Unite avevano approntato un aereo per trasportare a Londra quaranta bambini in condizioni disperate. I medici stilavano liste di sventurati che cambiavano di continuo perchè ogni giorno moriva qualcuno. Si era appena liberato un posto e le mamme se lo contendevano come leonesse, pronte a tutto
pur di guadagnarsi uno scatto in quella assurda lista, d'attesa. Non c'erano più cibo, nè flebo, nè lenzuola fresche. Solo la ressa dei parenti intorno ai lettini. Nell'unico senza visitatori, il più lontano dalla porta, giaceva un bimbo dai capelli così neri da sembrare blu. La sua solitudine mi attrasse. Dalla bocca gli pendeva un ciuccio primordiale e palesemente inadeguato all'età. Una pezza macchiata di sangue saliva e scendeva dal petto in sintonia col respiro. In una mano stringeva un palloncino scoppiato. Chiesi chi fosse.
"Salem è orfano. I genitori sono finiti sotto una bomba, il mese scorso. A lui invece un cecchino ha sparato allo stomaco."
"E' nella lista per Londra?" "Nessuna mamma si batte per lui." Fu come se lo starter di una corsa avesse sparato dentro la mia testa. "Proverò io a tirarlo fuori di qui".
Tormentai i funzionari dell'Onu e diplomatici inglesi, ma ognuno aveva la sua lista in tasca. Si limitarono a inserire Salem in fondo ai loro elenchi come gesto di cortesia. L'unica speranza erano i dollari che custodivo nel giubbotto antiproiettile. Ce ne vollero cento per avere un nome. Comandante Ciuka.
Esiste un confine fra umano e disumano ed è il senso di giustizia. Il comandate Ciuka non era un buono. Era un giusto. Gli raccontai la storia di Salem e misi un pacchetto di dollari sopra il tavolo.
"Li prendo ma non per me, serviranno per oliare le serrature."
Tornai il giorno dopo e mi presentò una lista con tutti i timbri in regola. Il nome di Salem era accanto al numero 11. Prima di congedarsi mi consegnò un palloncino rosso. "Portalo al bimbo da parte mia."
Attraversai la stanza 51 quella di Salem e incontrai il dottor Joza che affondò una mano sulla mia spalla.
"Ce l'abbiamo fatta!" lo investii. "Salem è in lista. Anche se vedo che starà un po' meglio perchè l'avete spostato. In quale reparto è?"
"Salem è morto. Stamattina."
Strinsi il palloncino fra le braccia così forte da farlo scoppiare.
"Vuole che l'accompagni a vederlo?" mi chiese il dottor Joza.
"Grazie faccio da solo".
Chiusi gli occhi e lo vidi. Giovane, adulto, vecchio, come non sarebbe stato mai, e poi di nuovo bambino: con quel buco nello stomaco che non avevo fatto in tempo a riempire.


Per ragioni ovvie ho tralasciato le parti descrittive che erano nel racconto... diventava troppo lungo per un blog. Lo scrittore mi perdonerà. Un palloncino pieno d'Amore.
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Crisi e...crisi

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Sono tempi difficili! Prendi l'autobus, vai al supermercato, nella sala-d'attesa del medico, insomma dove c'è gente che chiacchiera si sente parlare di crisi. D'altra parte la crisi c'è davvero! Io ho eliminato alcune spese che mi parevano superflue. I miei figli, chi per la salute, chi per il lavoro non sono poi tanto fuori dalla "crisi".  Oggi però guardo che c'è anche la crisi d'amore di un ragazzo e apro il mio cuore di fronte alla crisi di fatica di una madre; vorrei prendermi sulle spalle la ferita della crisi del dolore altrui.
Allora, ho una voglia irrefrenabile di accarezzare quelle persone e vorrei che potessero sorridere un po' di più, che il Signore doni loro un mattino con tanto sole e che un bimbo incontrandoli regalasse loro un mazzetto di margheritine come hanno fatto con Paolo un pomeriggio di Aprile di tanti anni fa.
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Rifletto alla " 1a lettura"di oggi (Sacino)

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Perchè Dio, nel Suo Amore, ha dato a Mosè i comandamenti? Perchè è un Dio geloso (1a lettura); geloso di noi, della nostra vita tentata tra il possesso della terra e la conquista del Paradiso.
Egli è un Dio geloso e innamorato e perciò non tollera alcuna offesa alla dignità della persona amata; è un Dio così innamorato della bellezza e della sacralità dell'uomo che non permette alcuna profanazione. E' uno sposo così preoccupato per la bellezza della Sua Sposa - la Chiesa - che caccia via con durezza, con severità, quanti, pur dicendosi figli, uomini, donne di Chiesa, ne macchiano la bellezza.
Dobbiamo  imparare a convertirci ogni giorno. Dio non si compra con falsa carità o con una vita ipocritamente cristiana!
Chiediamo il coraggio e la forza dello Spirito per una purificazione personale secondo le esigenze del Vangelo.
Prendiamo coscienza dei nostri compromessi perchè Dio ci dia la grazia di vincerli e rinnoviamo i nostri propositi di vita autenticamente cristiana perchè Dio ci doni la grazia di viverli.




PREGO
Perdonami, Signore,
per aver dimenticato
che la Chiesa è il Tuo Corpo,
è la Tua famiglia nel Tempo
è mia madre nella fede.
E la mamma prima di tutto
si ama così com'è:
con i suoi pregi e i suoi difetti
e il suo volto diventa più radioso
se, incominciando da me, mi
converto al Vangelo e, senza attendere
che gli altri si migliorino,
miglioro me stesso
solo perchè Ti amo.
Perdonami e convertimi.
Amen.
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Nostalgia

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Oh, Mama mia mi sun luntan
ma go la nostalgia del me Milan!

La Madonnina sul Duomo vigila e protegge Milano e i suoi abitanti da più di duecento anni, da quando nel 1774 fu collocata sopra la guglia maggiore, facendo raggiungere alla cattedrale l'altezza vertiginosa, per quei tempi, di 108 metri, che una leggenda degli anni trenta del secolo scorso vietava a qualsivoglia edificio di superare. Da allora, la Madonnina, quella che brilla da lontano, non è solo il simbolo della città, ma anche l'oggetto dell'affetto dei milanesi, protetti da quelle braccia aperte che implorano su di loro la benedizione di Dio.

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Fabio Volo

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Lo spazio di un errore è uno spazio di crescita?
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8 marzo 1908

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L'origine della Festa dell'8 Marzo risale al 1908, quando un gruppo di operaie di una industria tessile di New York scioperò come forma di protesta contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare.
Lo sciopero proseguì per diverse giornate ma fu proprio l'8 Marzo che la proprietà dell'azienda bloccò le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire dalla stessa.
Un incendio ferì mortalmente 129 operaie, tra cui anche delle italiane, donne che cercavano semplicemente di migliorare la propria qualità del lavoro.

Tra di loro vi erano molte immigrate, tra cui anche delle donne italiane che, come le altre, cercavano di migliorare la loro condizione di vita. L'8 marzo assunse col tempo un'importanza mondiale, diventando il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e il punto di partenza per il riscatto della propria dignità.

L'8 Marzo è quindi il ricordo di quella triste giornata.
Non è una "festa" ma piuttosto una ricorrenza da riproporre ogni anno come segno indelebile di quanto accaduto il secolo scorso.


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Giussani preghiera

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Uno s'arresta un istante,
pensando che quelle ore che gli incombono
sono un pezzetto del cammino al destino:
Ti riconosco come il mio scopo!
Padre nostro che stai nei cieli
nel profondo, da cui io nasco.
Ti offro la mia giornata.
Questa mia giornata la riconosco come
un passaggio ulteriore verso di Te,
un pezzo del cammino verso di Te.
Aiutami a che io non mi abbandoni alla violenza
e sia me stesso,
ami, cioè affermi l'Altro,
perché io non mi faccio da me,
e perciò debbo rispettare ciò che sono,
ciò che Tu mi hai fatto.
E debbo rispettare l'altro,
e amare l'altro,
perché Tu l'hai fatto.
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Pensando a Gesù Trasfigurato di G. Sacino

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Da qualche parte ho letto
una canzone d'autore
famoso, rinomato, osannato -
è una canzone senza speranza
una preghiera blasfema.
E' la canzone di San Giovanni (*)
di una storia sempre
uguale a se stessa
senza fede, senza fondata speranza.
Se la fede non servisse ad altro
che a sperare, già per questo
dovremmo invocarla.
Ma io credo, Signore,
che la Tua trasfigurazione
non è stata un sogno:
è il seme di ciò che saremo
quando la pianta potata
darà il suo frutto abbondante.
Trasfigurazione,
non il sogno di Giammai
ma la certezza di già e ora
della Tua redenzione
che cambia la storia dell'uomo
in storia d'amore
per chi lo vuole.
Fammi essere tra questi
o Signore.
Amen.

(*) Bertolt Brecht, poesie, Milano 2004
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Lucio Dalla

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per me sei  la Musica
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dolore

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Abbi pietà, Signore,e dona forza a tutte le ali spezzate
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Newman scrive:

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Dio ti osserva individualmente chiunque tu sia
Ti ama di più di quanto tu non ami te stesso
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