La famiglia universale di Tagore

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Così la terra,
immersa nel silenzio,
alla fine del lavoro quotidiano,
stretta al giorno passato,
guarda verso l'orizzonte.
Lenti rivi di luce fluiscono avanti
nel cielo infinito, a passi lenti.
Da dentro il cielo
ad una ad una, nell'oscurità,
vengono fuori le stelle
accendendosi una alla volta,
come le luci del villaggio lontano.
Una immagine di nostalgia
si posa adagio adagio
sul batter d'occhi dell'universo:
quante passate immagini di secoli,
quante garrule storie di vita!
Mi viene in mente
quella informe nebulosa,
poi la fiamma bruciante
della tua giovinezza,
poi il tenero verde
nella casa piena di frutti,
il lavoro della Madre,
datrice di vita,
stringente in seno
migliaia di vite:
quante pene, quanti affanni,
quante lotte, quante morti
senza alcun fine!
Scende lenta l'oscurità:
la famiglia universale
inconscia s'addormenta
in un silenzio profondo.
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2 commenti:

  1. Ciao Lucia.
    Ma esiste la famiglia universale?

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  2. sì, nei nostri cuori! Ciao Gus.

    RispondiElimina

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Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
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