Clemente Remora Mater clementissima

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MATER CLEMENTISSIMA
(Clemente Rebora)

Tu, così pura, non respingi i cuori
che a Te sorgon macchiati: ma col figlio
salvarli vuoi dal mondo dei dolori.
Oh, volgi su di me quel divin ciglio.(1)
che sempre da clemenza è intenerito
verso chi prega dal suo triste esiglio!
Io t’amai da fanciullo; indi partito
torbido e perso nell’orgoglio mio
segretamente m’andavo crucciando,
un bisogno invincibile di Dio
talvolta m’assaliva; e già credevo
che sol da te mosso a sperar foss’io.
Dentro una chiesa allor mi ritraevo
cercando la tua immagine; e in quel viso
soave e celestial io tutto ardevo
di farmi santo sino al Paradiso




 



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1 commento:

  1. Un'ascesa soavissima è quell'aspirazione ultima che s'accende nelle ultime righe della poesia.

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Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o