Gioia piena

mercoledì 30 maggio 2012




C'è un libro che parla mirabilmente della "gioia piena" è di Henry J. M. Nouwen, un sacerdote olandese che ha vissuto in un monastero trappista ed ha raccontato la sua esperienza in un "diario". A pagina 156 c'è scritto:
"Questa mattina ho fatto visita a Fra' Elias in compagnia di Jay. E' stato bello. Alle 7,15 ci siamo inoltrati nei boschi verso l'eremo. La natura si stava svegliando. Le nuvole erano grevi e i sentieri coperti di foglie colorate, strappate dai rami dalla pioggia violenta.
"Elias ci ha dato il benvenuto allegramente, con una sorta di eccitazione divina. Dopo una breve preghiera silenziosa davanti all'altare della cappella, abbiamo conversato. Gli occhi di Elias erano tanto radiosi per l'esperienza di cui parlava che Jay ed io abbiamo avuto la netta sensazione di trovarci alla presenza di un santo. "Il Signore è tanto, tanto buono con me" ha ripetuto più volte. Poi ha parlato del sole, delle nuvole, delle piogge e dei venti, del grano e delle erbacce, del caldo e del freddo, come di doni di Dio, elargiti tutti per condurre Elias ad una maggiore intimità con il Signore.
"Sorrisi e risate, tenerezza e coinvolgimento, osservazioni pratiche e slanci estatici, tutto fluiva da lui con grande naturalezza, rivelandoci però i contorni di un altro mondo.
""Non è bella la pioggia?" ha detto "Perchè dovremmo avere qualcosa contro la pioggia? Perchè vogliamo solo il sole, mentre dovremmo desiderare che la pioggia ci inzuppi? Il Signore vuole inzupparci di grazia e d'amore. Non è meraviglioso poter sentire il Signore in tanti modi e conoscerlo sempre meglio? Lui ci fa sentire la Sua presenza anche adesso, in tutto quanto ci circonda. Immaginate come sarà quando lo vedremo faccia a faccia!"
"Jay fissava Elias con un sorriso. Sentiva che Elias non solo parlava del Signore, ma lo rivelava. Ogni volta che pronunciava la parola "Signore", tutto il corpo gli vibrava di gioia e irradiava una beatitudine celeste.
"Abbiamo parlato di molte cose...ma era come se parlassimo di una sola: della bontà del Signore".

Terremoto



Signore è terminato un giorno faticoso. Due forti scosse di terremoto mi hanno spaventata. Ho pensato a chi ora cerca di dormire in una tenda, o in macchina perchè ha paura. Ho pensato a quegli operai che sono "andati via". Insegnami ad accettare che le persone possono prendere una strada che non è quella che li porta alla loro casa e che i loro cari non li abbracceranno più. Tu lo sai quanto è difficile salutare quando si ama molto e chiudere gli occhi per rivedere i loro volti. Aiuta tutti noi a portare questo fardello!Nel silenzio della notte mi chiedo cosa posso fare io, non voglio una coscienza tranquilla mentre in paesi vicino al mio si piange. Ti prego, Signore, per tutti quelli a cui, in questo giorno, l'orologio del cuore si è fermato.Vienigli incontro ed apri le Tue braccia perchè saranno stanchi e fa che da lassù possano consolare chi hanno lasciato su questa terra.

Giacomo e Francesco

lunedì 28 maggio 2012


Ho voluto postare la fotografia dei miei due monelli, Giacomo e Francesco, che il prossimo venerdì, come ogni estate, andranno dal parrucchiere a "raparsi"!In questa foto i capelli sono "lunghi"!

Una vecchia serie TV



Negli anni '70 una serie televisiva ha accompagnato i pomeriggi dei miei figli. Era "Una casa nella prateria". Oggi ho rivisto, con dolce rimpianto, una delle prime puntate. Su Rai3.
Non so se è stato un caso o, come spesso succede d'estate, una rivisitazione della tanto applaudita serie TV.
Narra le vicende, spesso strappalacrime, della famiglia Ingalls. Questi episodi, mi hanno fatto riflettere. E' vero: erano intrisi di amore, giustizia, povertà, dolore. Forse troppo. Ma oggi di questi valori, nei programmi per i nostri bambini, non ne troviamo neppure uno.
 "Mi hanno accompagnato nella crescita (ho guardato i commenti) e li sentivo veri."
Magia delle piccole cose...

Pentecoste G. Sacino

domenica 27 maggio 2012


RIFLETTO
Dio mantiene le promesse fatte. Tutto l'Antico Testamento è anche il racconto delle promesse di Dio al suo popolo; promesse fedelmente mantenute, anche quando il popolo, allontanandosi da Dio, ne diventa indegno.
Dio mantiene le promesse e Gesù - glorificato - mantiene la promessa e manda lo Spirito Santo nel cuore della sua comunità.
La Chiesa non si può capire senza lo Spirito Santo; e la Chiesa è, essa stessa, il luogo ordinario della presenza dello Spirito di Gesù.
Lo Spirito dona alla Comunità la gioia e la forza di attuare il mandato missionario che Gesù le aveva affidato e a tutti i popoli parla il linguaggio dell'Amore di Dio; lo Spirito consola la Chiesa nelle difficoltà che essa deve affrontare nel volgere della storia e la guida perchè di fronte ai nuovi e continui problemi che la ricerca culturale pone alla coscienza dell'uomo, possa dire una parola che illumina e salva.
Invochiamo con rinnovato ed entusiastico amore una nuova e sconvolgente effusione di Spirito Santo e offriamo noi stessi perchè ancora una volta ci lasciamo santificare dallo Spirito Santo e il nostro cuore sia inondato dalla sua gioia.

PREGO
Nel mondo c'è solo un bisogno inappagato:
bisogno d'amore.
C'è bisogno di gioia
in questo mondo che offre solo piaceri.
C'è bisogno di ponti di comunione
tra i popoli che alzano muri che dividono;
c'è bisogno di aria pura,
di sorrisi genuini.
C'è bisogno di Te, Spirito Santo.
Tu che sei Amore, Luce;
Gioia, Purezza, sospiro della vita.
Vieni Spirito Santo, vieni e
rompi le nostre resistenze.
Ti invochiamo intercedenti Maria
Trasparenza umana della Tua presenza;
esempio dell'umanità che è ripiena di Te.
Vieni Spirito Santo e cambia il mondo
incominciando da me.
Amen.

Non avere paura, sono io Rainer Maria Rilke

sabato 26 maggio 2012



Non aver paura, sono io. Non senti
che su te m’infrango con tutti i sensi?
Ha messo ali il mio cuore
e ora vola candido attorno al tuo viso.


Non vedi la mia anima innanzi a te
adorna di silenzio?
E la mia preghiera di maggio
non matura al tuo sguardo come su un albero?


Se sogni, sono il tuo sogno
ma se sei desto sono il tuo volere;
padrone d’ogni splendore
m’inarco, silenzio stellato,
sulla bizzarra città del tempo.

La pace in se stessi

venerdì 25 maggio 2012



"Quando non si trova pace in se stessi
è inutile cercarla altrove"
(La Rochefoucauld)


"Dov'è il Paradiso?" a volte ci chiediamo. "E' nel tuo cuore, se ami".
Il disagio, l'insoddisfazione avviene se ci ripieghiamo su noi stessi, quando diffidi degli altri, quando si ha paura del mondo specialmente di chi ci sta vicino o del futuro. Il paradiso è quando provi un sentimento di fraternità nei confronti di coloro che ti circondano.
La pace è un sentimento da conquistare.
Nel silenzio di una Chiesa, nella preghiera, nel seguire la strada percorsa dai nostri amici santi: ecco il cammino per conquistare la pace!

Amore

giovedì 24 maggio 2012


Vorrei tentare di descrivere ancora una volta l'amore che Dio nutre per noi. Da dove cominciare se non dire che se l'amore umano è davvero una bruttissima copia dell'amore divino, sarà davvero meravigioso esistere nell'amore di Dio, un giorno.
Giovanni, un bambino dawn, scende una mattina le scale per andare a scuola. Un suo compagno di classe gli trotterella al fianco, poi si ferma e prende l'altro per le braccia per fermarlo a sua volta. Lo guarda bene in faccia e cercando di parlare nella stessa lingua del compagno, un po' incomprensibile, gli fa notare che oggi hanno le scarpe uguali!
Significato di una bellezza grandiosa! Un bimbo sano vuole far sentire l'altro unificato, uguale a sè. E parla come lui per essere compreso.
Questo tipo di amore deve essere molto simile, ne sono convinta, all'amore che Dio nutre per noi.
Questi due bimbi mi hanno spiegato ciò che il Giussani mi dice: che l'Essere sia comunione spiega come mai quanto più l'uomo ama, afferma un Altro. E tanto più afferma se stesso.

Dimmi che non sarà la morte di Donata Doni

mercoledì 23 maggio 2012



Sarà come incontrarTi
per le strade di Galilea
e sentire il battito di luce
delle Tue pupille divine
riscaldare il Tuo volto.
Sarà la Tua mano
a prendere la mia
con un gesto d'amore
ignoto alla mia carne.
Sarà come quando parlavi
a chi era respinto
per i suoi peccati,
sarà come quando perdonavi.
Dimmi che non sarà la morte,
ma soltanto un ritrovo
di amici separati
da catene d'esilio.
Dimmi che non saranno paludi d'ombra
a sommergermi,
nè acque profonde
a travolgermi.
Solo il Tuo volto,
solo il Tuo incontro, Signore.

Rose per S. Rita



Alla Santa delle Grazie impossibili queste bellissime rose.
Abbandoniamoci e lasciamoci guidare!
Tanti auguri a tutte le Rita che passeranno di qui.


Pensiero di San Francesco

domenica 20 maggio 2012

"Ricordatevi che quando lascerete questa terra, non porterete con voi nulla
di ciò che avete ricevuto
ma soltanto ciò che avete donato
(San Francesco d'Assisi)


Un pensiero che ci fa riflettere: lasceremo su questa terra soltanto ciò che abbiamo donato, compiuto con amore.
Gli unici beni che hanno valore sono quelli che non possiamo possedere ma che doneremo a mani piene.
Dobbiamo ispirarci ai nostri Amici Santi, anime benevole e generose secondo le quali il dono, o meglio ancora, il dono di sè, porta frutto come i "tralci potati", allora  fruttificheremo il bene e moltiplicheremo i benefici condivisi e trasmessi.

Ascensione del Signore di G. Sacino

sabato 19 maggio 2012






RIFLETTO
Colui che è disceso dal Cielo, terminata la Sua missione che il Padre gli aveva affidato, sale al Cielo e siede alla destra di Dio, nella maestà della Sua divinità.
Gesù sale al Cielo e porta con sè e in sè, anche la nostra umanità; quel corpo che aveva accolto dalla Sua santissima Madre, con cui aveva pianto per l'amico morto e per la durezza dei cuori, quelle mani che avevano accarezzato i bambini e il lebbroso, quelle piaghe che, seppur gloriose, rimangono per l'eternità come segno di fedeltà all'uomo crocifisso di ogni tempo.
Gesù sale al Padre, ma rimane con noi nella Sua Chiesa in cui ognuno ha il proprio compito al fine di edificare l'unico corpo, nell'unica fede, nell'unico amore del Figlio.
Col cuore in cielo e con le mani verso ogni uomo: questo è il tempo della Chiesa ed è l'impegno che Gesù ci chiede, perchè tutti abbiano il dono della vita divina e il Regno di Dio si realizzi nel mondo.
Se partecipiamo all'Eucarestia preghiamo perchè essa non si riduca solo ad una celebrazione gratificante ma ci sconvolga la vita con lo stesso ardore missionario di Gesù.
Solo così potremo dire in verità, il Padre nostro.

PREGO
Ti adoro o Gesù
asceso al Padre e Ti
ringrazio per aver portato
nel vortice dell'amore divino
la Tua umanità,
pegno della nostra umanità
creata per la gloria!
Ti adoro Gesù
asceso al Cielo
e assiso alla destra del Padre
governi il mondo con bontà.
Ricordamelo sempre, specie
quando penso che il male è più forte
e l'amore mi sembra un sogno
impossibile.
Tu sei il Re, Tu sei il vincitore
e con Te l'amore vince
se lo lascio vivere in me.
Ti adoro Gesù, asceso al Cielo
seduto alla destra del Padre
costituito giudice dell'ultima ora.
Con un giudice come Te
anch'io spero di essere assolto
e i miei peccati,
per le Tue piaghe, perdonati
saranno il segno
del Tuo amore che salva.
E canterò per sempre
la Tua misericordia.
Amen. Alleluja.

Il Mistero (canto)di Sicari e Bracchi

giovedì 17 maggio 2012



Rit.:  Chi accoglie nel suo cuore
il volere del Padre mio
sarà per me fratello
fratello, sorella e madre

Con occhi semplici voglio guardare
della mia vita svelarsi il Mistero
là dove nasce profonda l'aurora
d'un'esistenza chiamata al Tuo amore. Rit.

M'hai conosciuto da secoli eterni,
m'hai costruito in un ventre di donna
ed hai parlato da sempre al mio cuore
perchè sapessi ascoltar la Tua voce. Rit.

Guardo la terra e guardo le stelle
e guardo il seme caduto nel campo.
sento che tutto si agita e freme
mentre il Tuo regno Signore già viene. Rit.

Se vedo l'uomo ancora soffrire,
se il mondo intero nell'odio si spezza
io so che è solo il travaglio del parto
d'un uomo nuovo che nasce alla vita. Rit.

Nessun luogo è lontano di Richard Bach

martedì 15 maggio 2012



“Può forse una distanza materiale separarci davvero dagli amici? Se desideri essere accanto a qualcuno che ami, non ci sei forse già?”
 
Rae, cara!

Grazie per avermi invitato per il tuo compleanno!
La tua casa è distante mille miglia dalla mia, e io sono uno che si mette in viaggio solo quando ne vale la pena.
Ebbene, ne val proprio la pena, se si tratta di prender parte alla tua festa.
Non vedo l'ora di essere da te!
Il mio viaggio è cominciato dentro il cuore di un piccolo uccello,
un colibrì che conoscemmo insieme, io e te, tanto tempo fa.
Lo trovai cordiale come sempre, anche stavolta.
E tuttavia - quando gli dissi che la piccola Rae stava crescendo
e che io stavo andando alla festa per il suo compleanno
con un regalo lui rimase perplesso.
Per un pezzo badammo a volare in silenzio, e alla fine lui mi disse:
"Ci capisco ben poco, in quel che dici,
ma men che mai capisco come mai tu ci vada, a questa festa".
"Ma sicuro che vado, alla festa" dissi io.
"Cos'è che ti riesce tanto difficile da capire?"
Lui non rispose niente, lì per lì, ma quando arrivammo alla casa del gufo, mi disse: può forse una distanza materiale separarci davvero dagli amici?
Se tu desideri essere da Rae, non ci sei forse già?".


.:*:.



"La piccola Rae sta crescendo, e io vado alla festa per il suo compleanno
con un regalo" dissi al gufo.
Mi parve strano di re vado, è vero, dopo quanto mi aveva detto il colibrì,
ma lo stesso mi espressi in quel modo, perché Gufo mi capisse.
Lui pure restò zitto per un pezzo, seguitando a volare.
Un silenzio tutt'altro che ostile.
Ma quando mi ebbe condotto sano e salvo a casa dell'aquila, così mi parlò:
"Ci capisco ben poco in quel che dici, ma men che mai capisco
perché chiami piccola, la tua amica".
Ma sicuro che è piccola" dissi "dal momento che non è ancora grande.
Cos'è che ti riesce tanto duro da capire?"
Gufo allora mi guardò, coi suoi occhi profondi color ambra,
mi sorrise e mi disse: "Pensaci su".


.:*:.


Il gabbiano, lo so, era molto saggio.
Volando insieme a lui, riflettei bene prima di parlare e scelsi con cura le parole, dimodoché capisse che qualcosa pur avevo imparato.
"Gabbiano" gli dissi alla fine "perché mi porti in volo da Rae,
quando sai che in realtà io già sono con lei?
Di là dal mare, di là dai monti, finalmente
il gabbiano calò e si posò sopra il tetto di casa tua.
"Perché l'importante mi disse che tu sappia la verità.
Finché non la sai - finché non la capisce veramente -
puoi soltanto afferrarne qualche stralcio, o brandello,
e non senza un aiuto dall'esterno: da macchine, uomini, uccelli.
Ma ricordati" disse "che l'essere ignota non impedisce
alla verità d'essere vera".
Ciò detto disparve.


.:*:.



E' venuto il momento di aprire il regalo.
I regali di latta e lustrini si sciupano subito, e via.
Io invece ho un regalo migliore, per te.
E' un anello da mettere al dito. E brilla di una luce tutta sua.
Nessuno può portartelo via; non può essere distrutto.
Tu sei l'unica al mondo che riesca a vedere l'anello che io ti dono,
come io ero l'unico in grado di vederlo quand'era mio.
Questo anello ti dà un nuovo potere.
Messo al dito, potrai levarti in volo con tutti gli uccelli dell'aria
- vedere attraverso i loro occhi dorati -
palpare il vento che sfiora le loro vellutate piume -
e potrai quindi conoscere la gioia di sollevarti lassù, in alto,
al di sopra del mondo e di tutte le sue pene.
Potrai restarci quanto ti parrà, su nel cielo, al di là della notte, e oltre l'alba.
E quando avrai voglia di tornar giù di nuovo, vedrai,
tutte le tue domande avranno risposta
e tutte le tue ansie si saranno dileguate.
Al pari di ogni cosa che non può toccarsi con mano o vedersi con gli occhi,
il tuo dono si fa più potente via via che lo usi.
Dapprincipio l'impiegherai solo quando sei fuori di casa,
all'aperto, guardando l'uccello insieme al quale voli.
Ma poi, più in là, se l'adoperi ben bene,
funzionerà anche con quegli uccelli che non vedi;
finché t'accorgerai che non ti occorre né l'anello né l'uccello
per volare al di sopra delle nubi, nel sereno.



.:*:.



E quando arriverà per te quel giorno,
tu dovrai a tua volta donare il tuo dono a qualcuno che sai ne farà buon uso;
costui potrà apprendere, allora, che le uniche cose che contano
sono quelle fatte di verità e di gioia,
e non di latta e lustrini.
Rae questo è l'ultimo anniversario che festeggio con te in modo speciale.
Dai nostri amici uccelli ho imparato quanto segue.

Non posso venire da te, perché già ti sono accanto.


Tu non sei piccola, perché già sei cresciuta:
sei grande e giochi con il tempo e la vita - come tutti facciamo -
per il gusto di vivere.
Tu non hai compleanno, perché sei sempre vissuta;
non sei mai nata, e mai morirai.
Non sei figlia di coloro che tu chiami papà e mamma,
bensì loro compagna d'avventure,
in viaggio alla scoperta delle cose del mondo, per capirle.
Ogni regalo che ti fa un amico è un augurio di felicità:
così pure questo anello.



.:*:.



Vola libera e felice, al di là dei compleanni,
in un tempo senza fine, nel persempre.
Di tanto in tanto noi c'incontreremo - quando ci piacerà -
nel bel mezzo dell'unica festa che non può mai finire.

6a Domenica di Pasqua. G. Sacino

lunedì 14 maggio 2012



RIFLETTO
Dopo l'intima unione con Lui necessaria per portare frutto, Gesù, che sta per salire al Padre, parla della gioia, testimonianza costante di una vita che si lascia possedere da Lui.
Non una gioia effimera, ma una gioia divina e piena. La Chiesa dovrebbe essere sempre il sacramento della gioia; il cristiano -ogni cristiano- dovrebbe irradiare gioia evangelica, non perchè ignora il dolore, lui che adora il Crocifisso, ma perchè sa che questa gioia non è frutto di volontà, ma è segno di gratitudine a Dio "che ha amato noi e ha mandato Suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati".
Lui ha pagato per noi; ha dato la Sua vita per noi e noi, già schiavi, siamo diventati liberi; già nemici siamo per sempre Suoi amici, partecipi dei misteri divini.
Non si nasce amici; lo si diventa facendo spazio nel cuore, all'altro scelto come amico; non si nasce innamorati, lo si diventa amando.
Gesù ci ha scelti come amici, facciamo spazio nel cuore a Lui, amando Lui e come Lui con verità e fedeltà e preghiamo il Padre sorgente dell'Amore perchè non ci faccia mancare il Suo indispensabile aiuto...

PREGO
(pensando al Tuo comandamento)
Se Ti avessi incontrato
sulle aride strade di Galilea
se Ti avessi visto riposare
in casa a Betania
o se ancora, ascoltandoti,
avessi vissuti brividi di felicità
quando perdonavi l'adultera
o cacciavi i mercanti dal Tempio,
penso che Ti sarei stato amico fedele.
Poi ascolto questa Tua Parola
e scopro di essermi illuso.
Non Ti avrei mai riconosciuto,
seguito, amato -
nonostante promesse -
perchè non so amare
come ami Tu.
E vedo gli altri estranei, o concorrenti o, e sono pochi,
amici con prudenza.
Se mi dai - e lo invoco -
il Tuo Spirito d'amore,
allora sarò capace di
vederTi ancora qui, tra noi.
Sul volto di ogni uomo
scoprirò un tratto del Tuo volto
e, pieno di gioia, vivrò
attendendo di essere riconosciuto da Te.
Amen.

Conversazione con la morte (inizio)

sabato 12 maggio 2012


Vieni avanti, su.
Non aver paura. Entriamo ancora una volta
nel nostro triste, umido eppure così tenero sottoscala.
Questi che ci guardano
sono tutti occhi di amici.
Ecco: sediamoci qui, come ieri,
come sempre.
Sediamoci come se fosse una sera uguale alle altre.
Così, giorno dopo giorno,
siamo arrivati alla fine della nostra grande
bellissima giornata,
com'è grande e bellissima la giornata di ogni uomo.
Un tempo pensavo di poter dire
che la mia lo fosse di più;
ma quale conoscenza dei pianti e degli affetti,
delle speranze e delle disperazioni,
delle sofferenze e delle gioie altrui
mi potrebbe consentire, oggi, un simile diritto?
Ove pur non avessi fatto che avvicinarmi a loro,
parteciparle, entrarvi dentro,
e, a poco a poco, con la prudenza che esse meritano
aprirle e conoscerle,
sempre mi sarebbe mancato in quella conoscenza
qualcosa,
qualcosa mi sarebbe sempre sfuggito;
forse il punto più alto dell'altrui felicità,
la spina più acuta dell'altrui dolore;
ed è proprio in quella punta,
su quella spina,
che le parole si fanno deboli,
denunciano le loro incapacità
e sulle bocche degli uomini,
su quelle degli animali,
come sulle verdi labbra degli alberi,
scende il bisogno d'un pudore ancor più grande
e, con esso, il sipario muto, invincibile e sacro
del silenzio.

(Giovanni Testori)

L'Amore

giovedì 10 maggio 2012




L'amore non è un'avventura.
Ha il sapore di tutto l'uomo.
Ha il suo peso specifico.
E' il peso del suo Destino.
Non può durare un solo attimo.
L'eternità dell'uomo passa attraverso l'Amore.
Si ritrova perciò nelle dimensioni di Dio.
Soltanto Lui è infatti Eternità.

(Carol Wojtyla)

Martina

mercoledì 9 maggio 2012




I bambini conoscono davvero molte più cose di noi. Ci battono in sensibilità e in allegria. E in amore. Perfino quando hanno un handicap. Vi voglio parlare di Martina. E' una meravigliosa bambina down. Ha tre anni due sorelle e due genitori meravigliosi.
E' una bimba della nostra parrocchia e fa parte della cerchia dei miei amici. Alla S. Messa delle dieci (quella dei bambini) si avvicina a tutti coloro che incontra con la manina per scambiare la pace. I suoi due codini, proprio come la bimba dell'immagine, saltellano a tutti i movimenti della sua testolina. Quando don Franco le si avvicina gli tira la barba con un gran sorriso, come per farsi perdonare. Parla ancora poco, ma i suoi occhi ti guardano con un sentimento che non ti lascia indifferente e ti fa sorridere. La sua straordinaria mamma un giorno ha esclamato stringendosela al cuore:"Ma da che stella sei scesa tu, che mi fai impazzire di gioia?!"
Martina suscita in me una struggente dolcezza, perchè mi sembra un preciso disegno della profondissima tenerezza di Dio per farmi capire che se ci amiamo non ci sono differenze tra di noi.
Mi viene spesso di pensare che se gli adulti si lasciassero un po' guidare dai bambini, invece di condizionarli, si lasciassero cioè condurre per mano sul sentiero della giustizia assoluta e dell'Amore senza incrinature e senza fine, forse il Regno dei Cieli sarebbe molto più vicino. Quando, per uno strano disegno a cui partecipiamo ci capita di assaggiare che cos'è il sorriso felice di un bimbo diventiamo pazzamente felici anche noi.

Novità del cuore



"Ritrovare la freschezza dello sguardo, dimenticare ciò che si crede di sapere,
comportarsi di fronte agli esseri umani e alle cose come
se li si vedesse per la prima volta"

Andrè Frossard



Tutti abbiamo in noi un "bimbo spirituale" non il fanciullo che non siamo più, ma una specie di eterno bambino che ci aiuta a scoprire la meraviglia delle cose che ci circondano, che ci suggerisce di amare con il cuore e di credere nel Dio che fa nuove tutte le cose. La nostra vita così sorriderà a nuovi palpiti!

Una bella giornata a Novara

lunedì 7 maggio 2012


Oggi, finalmente è una bella giornata di maggio. Il vento è profumato, l'aria tiepida.Il cielo azzurro. Ho nel cuore una canzone spagnola, che ho sentito ieri alla radio e sommessamente la canto. Mi piace perchè nel ritornello c'è la parola Dio e quindi penso che sia un po' una preghiera. Stiro un po' di biancheria con la porta-finestra aperta, perchè entri il sole a riscaldare ora che i termosifoni sono spenti. C'è silenzio. Si sta bene in silenzio distaccati dai propri pensieri quotidiani, dal fragore e dalle tante corse per recuperare figlia e nipoti. Tutto è rimandato al pomeriggio. Ora sono qui. con il ferro-da-stiro accarezzo indumenti che, poi riporrò nell'armadio o nei cassetti e che indosseranno  persone che amo.
Io sogno, per tutti i bambini del mondo, un universo in cui ci sia più spazio per la giustizia, la libertà, la fraternità. So che ci vorranno tanti sacrifici da parte di noi tutti, oggi, adesso, mi pare che tutto questo potrebbe essere possibile. Questa mattina svegliandomi ho pregato il Signore che mi dia una giornata serena, anche se con Giacomo e Francesco, non sarà senza fatica fisica. L'amore di Dio ci accompagnerà.

5a Domenica di Pasqua di G. Sacino

domenica 6 maggio 2012



RIFLETTO
L'unione tra Gesù risorto e noi, battezzati nel Suo nome, non è una semplice unione spirituale nè una pura unione morale. E' molto di più: è un'unione così intima, così reale che l'unione dello sposo con la sposa, del bimbo in grembo alla madre, del tralcio alla vite è solo un pallido esempio.
E' un'unione senza della quale non possiamo avere la vita di Dio in noi, è l'unione grazie alla quale Dio dimora in noi e noi in Lui (2a lettura).
Se l'unione è dono di grazia, essa però non cresce senza la nostra collaborazione, senza la nostra disponibilità interiore. E questa è autentica solo se osserviamo il comandamento di Gesù.
Gesù ci ricorda ancora che più porteremo frutto di santità, più saremo potati perchè il frutto si moltiplichi.
Dio permette le "potature" della vita in vista della nostra santificazione piena, totale.
Disponiamoci ad accogliere con cuore docile quanto il Signore Dio nel Suo amore vorrà darci.
Mettiamoci nelle mani di Dio, il Padre è l'agricoltore, perchè come tralci uniti alla vite ci aiuti a togliere i tralci secchi dei vizi e a far crescere i tralci buoni della virtù della santità.


PREGO
E' bello il Tuo Vangelo
ha il profumo dei campi
biondeggianti di grano
e delle viti ubertose quando
qual mucche muggenti
per le poppe ripiene,
offrono grappoli profumati
di mosto imminente.
E' bello il Tuo Vangelo
ma tra viti traboccanti di frutti
e i campi ripieni di grano,
ci sono anch'io, Signore;
io, tralcio senza frutto,
io, spiga senza grano.
Ho mani vuote che stringono foglie
ho il cuore secco, senza più amore.
Ma anche nel buio (del nulla)
una stella risplende
e sussurro con forza:
"Tu, Maria
tralcio più volte potato
per darci il frutto più pieno;
Tu terra che doni
il grano del Pane di vita;
Tu, Madre, intercedi
e aiutami a far crescere
anche in me, rinsecchito
come inutile tralcio
i frutti che il Padre si attende"
Amen.

Come è bello il mondo e come è grande Dio

sabato 5 maggio 2012



“Il titolo del post ha a che fare con un mattino pungente. Don Giussani era un bambino, viveva a Desio, in Brianza, dov’era nato. Era ancora buio, quel giorno, solo all’orizzonte si poteva cogliere qualche segno dell’aurora. Lui uscì di casa tenuto per mano dalla madre per andare con lei alla prima messa. E la donna, una povera madre intrisa di sapienza cristiana, in quell’immenso silenzio della campagna lombarda, se ne uscì con un’esclamazione spontanea che si scolpì letteralmente nel cuore del bambino: “Com’è bello il mondo! E com’è grande Dio!”.
Don Giussani ha raccontato molte volte, nel corso degli anni, questo episodio. Perché davvero in quella voce dal sen fuggita c’è tutta la bellezza dello sguardo cristiano sul creato e sulla storia. Grazie a lui, in questa notte ancora fredda e pungente d’inizio millennio, che fa intravedere le luci dell’aurora, perfino noi abbiamo imparato ad accorgerci quanto è bello il mondo e come è grande Dio, com’è immenso il Suo operare, come sono commoventi i segni della Sua presenza fra noi, nella vita dei mortali. Abbiamo sperimentato così una gratitudine che scoppia dentro al cuore”. (Antonio Socci)

Come è bello il mondo e come è grande Dio

“Il titolo del libro ha a che fare con un mattino pungente. Don Giussani era un bambino, viveva a Desio, in Brianza, dov’era nato. Era ancora buio, quel giorno, solo all’orizzonte si poteva cogliere qualche segno dell’aurora. Lui uscì di casa tenuto per mano dalla madre per andare con lei alla prima messa. E la donna, una povera madre intrisa di sapienza cristiana, in quell’immenso silenzio della campagna lombarda, se ne uscì con un’esclamazione spontanea che si scolpì letteralmente nel cuore del bambino: “Com’è bello il mondo! E com’è grande Dio!”.
Don Giussani ha raccontato molte volte, nel corso degli anni, questo episodio. Perché davvero in quella voce dal sen fuggita c’è tutta la bellezza dello sguardo cristiano sul creato e sulla storia. Grazie a lui, in questa notte ancora fredda e pungente d’inizio millennio, che fa intravedere le luci dell’aurora, perfino noi abbiamo imparato ad accorgerci quanto è bello il mondo e come è grande Dio, com’è immenso il Suo operare, come sono commoventi i segni della Sua presenza fra noi, nella vita dei mortali. Abbiamo sperimentato così una gratitudine che scoppia dentro al cuore”.

Semplicità


"Siate semplici e vivete semplicemente.
Non attirate l'attenzione, non cercate di essere interessanti, siate onesti,
combattete il desiderio di essere ben visti dagli altri".
Etty Hillesum


Essere semplici è molto difficile. Quando Gesù predicava si rivolgeva alle folle composte da gente "semplice" della Palestina. Anche nella saggezza popolare troviamo la "semplicità". La semplicità sta, a parer mio, nel non far pesare agli altri, la complessità del nostro vivere oggi, nell'obbedire alle leggi che ci vogliono uguali nell'apparire. Nelle tentazioni della vanità. Amiamo e cerchiamo la purezza del cuore: ci sentiremo uomini liberi dai condizionamenti che il vivere in comunità ci impone! Essere semplici è difficile, ma ci sarà più armonia in noi stessi, con chi abbiamo vicino o incontreremo nel cammino di ogni giorno!


Riflessione

venerdì 4 maggio 2012

" Il più felice degli uomini, re o contadino, è colui che gioisce della pace della propria casa".
Johann Wolgang von Goethe

Non è all'esterno che dobbiamo cercare le condizioni del nostro compimento, ma in noi stessi. Cristo dà completezza e respiro alla nostra vita inquieta.

Esortazione di S. Bernardo

mercoledì 2 maggio 2012


O chiunque tu sia,
che nel mare di questo mondo
ti senti sballottare tra bufere e tempeste,
non distogliere il tuo sguardo dal fulgore di questa stella,
se non vuoi essere sommerso dai flutti.
Se insorgono i venti delle tentazioni,
se urti negli scogli delle tribolazioni,
guarda alla stella, invoca Maria.

Se turbato dal pensiero della gravità delle tue colpe,
confuso dal deplorevole stato della tua coscienza,
atterrito dalla severità del giudizio,
tu stia per farti dominare dalla tristezza
e cadere nell'abisso della disperazione,
pensa a Maria.

Nei pericoli, nelle angustie, nei dubbi,
pensa a Maria, invoca Maria.

Seguendo Lei, non devierai;
invocandola, non ti dispererai;
pensando a Lei, non peccherai;
tenendoti stretto a Lei, non cadrai.

Se L'avrai come protettrice, non avrai di che temere;
sotto la Sua guida, ti sara lieve ogni fatica;
ed avendoLa propizia, perverrai facilmente alla patria beata.

Perchè t'amo, Maria di Teresa di Lisieux

martedì 1 maggio 2012


Vorrei, Maria, cantare perchè t'amo,
perchè al Tuo nome trasalisce il cuore,
perchè il pensiero della Tua grandezza
non crea nel mio cuore alcun timore.
Se Ti vedessi in tutta la Tua gloria,
che vince lo splendor di tutti i santi,
non oserei, Maria, dirmi Tua figlia
e innanzi a Te abbasserei lo sguardo.

Perchè un bambino ami la sua mamma
l'ha da sentir "presente" al suo soffire.
Regina del mio cuore, in questo esilio
quanto piangesti per attrarmi a Te!.
Leggendo la Tua vita nel Vangelo,
oso guardarTi e avvicinarmi a Te
e credermi Tua figlia, perchè sei
sofferente al par di me.