Volontariato

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Quando i miei nipoti erano ancora nei sogni del Divino, io non ero molto occupata: il catechismo il mercoledì, la casa, il marito non ancora in pensione, Ada e Enrico già impegnati nel lavoro.
Un giorno Ada mi chiese se mi fosse interessato fare volontariato in ospedale. Verso settembre-ottobre si sarebbe tenuto il corso in preparazione. Non ci pensai troppo e mi iscrissi. Il corso durò circa due mesi, se ben ricordo, e alla fine ci fu un piccolo esame. Beh, lo superai e quando mi chiesero in quale reparto preferissi andare, senza esitazione risposi "radioterapia". "Perchè proprio lì?" "Se devo aiutare qualcuno, trovo sia meglio farlo dove è più importante la mia presenza". "Bene!"
Fu così che per cinque anni, ogni martedì pomeriggio dalle tre alle cinque mi recavo al mio appuntamento con il dolore.
Prima di uscire di casa, dicevo una decina di Ave Maria, poi prendevo il pullman e ancora pregavo il mio Angelo Custode perchè mi aiutasse a trovare le parole giuste da dire a chi avrei incontrato.
 Io, in quel reparto, riconoscevo la presenza di Cristo
Vivere quei rapporti, vivere ogni particolare di quelle persone era proprio diventare più coscienti della "grazia" che mi era ed è ,data.
Ascoltando Radio Maria, con alcune pazienti, recitavamo il rosario. Se qualcuna non poteva alzarsi dal letto, mi sorrideva invitandomi a incominciare il Rosario proprio da lei.
La persona che è rimasta la più cara al mio cuore è stata una professoressa d'italiano: ammalata di un tumore alle ossa doveva rimanere sdraiata completamente, senza neanche il cuscino. Sdraiata mangiava, pensate: leggeva e così anche dialogava.
In un giorno d'estate in cui faceva molto caldo, mi guardò e mi chiese:"Perchè lo fa?" Non risposi subito, guardai alla sua compagna di camera che incuriosita, anche lei aspettava una mia risposta.
"Lo faccio perchè in voi io trovo una risposta alla mia fede. Io trovo Gesù."
"Signora", mi disse "faccia la brava, guardi che giornata abbiamo oggi, vada a passeggiare in centro, a vedere le vetrine, a comprarsi un gelato, non venga a perdere il suo bel sorriso proprio qui!".
"Sono io che ho bisogno di voi, per capire il mio dolore (Valeria era già morta e io porto al collo una sua immagine) per far tesoro di ciò che il Signore mi dona tutti i giorni: soprattutto la vita di chi mi sta accanto. Da quest'incontro con voi io ne esco più ricca". Mi stavo commuovendo. Giulia e Maria sorrisero entrambe e a toglierci d'impaccio giunse un'infermiera con il tè che versai nelle loro tazze porgendoglielo.
Ho iniziato a non dare le cose per scontate e capire maggiormente il segno della contemporaneità di Cristo in mezzo a noi. Anche se ogni tanto me ne dimentico!.
Questa è la carità, che non è qualcosa che facciamo noi, ma che riceviamo: "Ti ho amato di un amore eterno e ho avuto pietà del tuo niente" (Ger 31,3)

Il mio "volontariato" si è concluso perchè Ada, che era rimasta incinta, aveva bisogno di me. Sempre.
Questa esperienza mi ha insegnato e segnato. So con sicurezza che se incontro una persona che mi rappresenta quel TU in cui credo, e che ha pietà del mio niente, io sono così commossa che, sotto la pressione di questa commozione, investita da questa presenza, io so di poter trattare tutto e tutti in un modo diverso.
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6 commenti:

  1. Il tuo post è bellissimo e sono felice di esser passata qui per puro caso. Non ti dico che ti ammiro, perchè sono parole che non fanno piacere a chi fa volontariato. Ma spero da questo post di trovare il coraggio di fare questo corso, perchè ho visto, assistendo per anni i miei anziani nei vari ospedali, di quanto bisogno ci sia di queste persone che aiutano i malati. Spesso quando avevo i miei ricoverati, mi informavo se nel reparto passavano i volontari. Se la risposta era affermativa avevo un sospiro di sollievo. Capitava a volte che non ce la facessi passare due volte al giorno all'ospedale. Essendo figlia unica era tutto tanto faticoso. Capisco bene cosa intendi nel veder Gesù nelle persone ammalate, io lo vedevo nelle facce stanche e sofferenti di quei vecchietti soli, bastava un sorriso e un piccolo aiuto per vederli contenti. Senza saperlo, assistendo i miei genitori, facevo un pò di volontariato anche per gli altri. Ora che mia mamma è morta da poco, mi manca questo contatto con gli anziani. Un caro saluto a te e grazie ancora.

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    1. Lucia ogi sono andata dalla sciura Rita,abbiamo parlato anche di te, ci aspetta.
      Ci sentiamo al tel. ciao bella
      baci♥ 'notte!

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    2. Saray: In questi giorni sento tanto il problema della "carita" che non è elemosina,ma ..."E' donando che si riceve". Perchè a volte qualcosa manca nella nostra vita, nell'affanno ad essere giusti, persino nel sacrificio commosso. Se puoi, e te la senti, fallo: ti sentirai bene anche se vedrai molta sofferenza.Un abbraccio!

      Dani: Ada domani, anzi oggi, ha la visita alla medicina del lavoro per vedere se le possono dare un altro incarico. Speriamo! Un abbraccio!

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  2. Grazie per il tuo consiglio. Devo solo rimettermi ora dai lunghi anni di preoccupazioni e malattie dei miei suoceri e poi dei miei genitori. Ora che l'ultima persona rimasta, mia madre, è morta, sono sfinita e svuotata. Ho bisogno di recuperare le forse, e di non tremare più per uno squillo di telefono che non portava mai belle notizie. Per fortuna ho una famiglia accanto che mi ama, e la certezza di aver fatto il possibile per tutti i miei cari.

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    1. La guarigione è lenta. Inizia affidandoci totalmente alle braccia del Padre, scoprendo che ogni cosa donata è un particolare cammino per la nostra vita! Difficile, ma non tanto!Anch'io ho avuto e ho dei pesi che dono al Signore raccomandandoGli che anche domani mi faccia scoprire che il cielo è lì, che c'è e che è proprio lì! Un bacione!(scusa il ritardo per la risposta!)

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  3. Capito per caso in questo tuo vecchio post....ho fatto anch'io per qualche anno la volontaria A.V.O. e ne serbo un caro ricordo....smisi anche io perchè mia nonna aveva molto bisogno di me e tra casa e lavoro non ce la facevo più.... io non sono così credente come te, l ho fatto perchè aiutare gli altri mi gratificava , loro mi ringraziavano ma ero io a ringraziare loro perchè quelle poche ore del volontariato mi facevano stare meglio (avevo da poco perso mia madre cui ero legatissima) ....grazie a tutti i volontari....di qualunque ramo si occupino...

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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