All'anziano (dal video di L. Schwartzberg)

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Tu pensi che questo sia soltanto un altro giorno nella tua vita; non è soltanto un altro giorno, è un giorno che ti è dato: l'oggi. E' donato a te, è un dono. E' l'unico dono che hai qui e ora, e l'unica risposta è la gratitudine. Se non fai nient'altro che coltivare quella risposta al grande dono di questo giorno unico, se impari a rispondere come se fosse il primo e ultimo giorno della tua vita, allora avrai speso questo giorno molto bene.
Comincia aprendo i tuoi occhi e sii sorpreso dal fatto che hai degli occhi da aprire.
Guarda il cielo! Guardiamo il cielo così raramente. Notiamo così raramente com'è diverso da un momento all'altro con l'andirivieni delle nuvole.Questo giorno, ora, il tempo che fa è unico, e non sarà mai più  esattamente come oggi, quella formazione precisa delle nuvole non avverrà mai più come è ora. Apri gli occhi e guarda! Guarda i volti delle persone che incontri. Ognuno ha una storia incredibile dietro il proprio volto. E in questo momento, in questo giorno, tutta la gente che incontri tutta la vita è come un flusso unico e ti incontra qui, come un'acqua che ti dà la vita solo se apri il tuo cuore e bevi.
Ognuno che ti incontri oggi sia benedetto da te, dal tuo sguardo, dal tuo sorriso, dal tuo tocco, soltanto dalla tua presenza. Che la gratitudine trabocchi in una benedizione intorno a te, e allora sarà davvero una buona giornata.
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5 commenti:

  1. Ho appena letto racconto di Bruno Ferrero del passerotto....

    C'era una volta un passerotto beige e marrone che viveva la sua esistenza come una successione di ansie e di punti interrogativi.
    Era ancora nell'uovo e si tormentava: "Riuscirò mai a rompere questo guscio così duro? Non cascherò dal nido? I miei genitori provvederanno a nutrirmi ?".
    Fugò questi timori, ma altri lo assalirono, mentre tremante sul ramo doveva spiccare il primo volo: "Le mie ali mi reggeranno? Mi spiaccicherò al suolo... Chi mi riporterà quassù ?".
    Naturalmente imparò a volare, ma cominciò a pigolare: "Troverò una compagna? Potrò costruire un nido?".
    Anche questo accadde, ma il passerotto si angosciava: "Le uova saranno protette? Potrebbe cadere un fulmine sull'albero e incenerire tutta la mia famiglia... E se verrà il falco e divorerà i miei piccoli? Riuscirò a nutrirli ?".
    Quando i piccoli si dimostrarono belli, sani e vispi e cominciarono a svolazzare qua e là, il passerotto si lagnava: "Troveranno cibo a sufficienza? Sfuggiranno al gatto e agli altri predatori ?".

    Poi, un giorno, sotto l'albero si fermò il Maestro. Additò il passerotto ai discepoli e disse: "Guardate gli uccelli del cielo: essi non seminano, non mietono e non mettono il raccolto nei granai... eppure il Padre vostro che è in cielo li nutre!".
    Il passerotto beige e marrone improvvisamente si accorse che aveva avuto tutto... E non se n'era accorto.

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  2. Ehi cari amici, volete proprio farmi piangere?

    Due racconti così belli!!!

    Ciao Lucia,buonanotte :-)

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  3. Abbandonarsi allo stupore che ogni giorno porta con sè. Ho avuto tanto dalla vita: amore, dolore,gioia... ora...ieri mi sono accorta che cantavo sottovoce "prendi pure la mia vita, io la dono a Te..."
    Grazie Ricc e grazie Dani. Buonagiornata.

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  4. Ogni giorno di più sperimento quanto siano sagge queste parole. Tanta serenità e unabbraccio.

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  5. Ciao Anto! Domani vengo a prendere un caffè. Buonanotte

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Grazie amico/a mia. Grazie se hai letto tutto e ti decidi a scrivere un commento. qualunque sia la tua risposta, scrivi.
Però non amo gli insulti volgari o le parolacce
Arrivederci sarai sempre la benvenuta/o



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