AUGURISSIMI

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A TUTTI VOI CHE PASSATE L'AUGURIO PIU' SINCERO DI UN SERENO ANNO NUOVO

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Rilke

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Sii silenzio, Tu mia vita inattingibile -
di fronte al puro ascolto, allo stupore;
sappia Tu ciò che domanda il vento
prima ancora che le betulle diano un fremito.
 
E quando parlerà il silenzio - a Te, una sola volta -,
permetti la sconfitta dei Tuoi sensi.
Per qualunque soffio fatti dono, protenditi nel dono:
vuole amarTi, esserTi culla.
 
Sii ampia, dunque, anima mia, sii ampia,
finchè per Te la vita giunga al compimento;
sulle cose assorte nel pensiero
diffondi Te come festiva veste.
 
Possiedo inni, e in me li taccio.
Esiste un essere proteso verso l'alto
al quale unicamente tendono i miei sensi:
Tu mi vedi grande, ma io sono piccolo.
Indistinto so puoi vedermi
tra le cose, in tutto ciò che genuflette;
esse sono come greggi intente al pascolo,
e io, pastore al margine del prato:
accanto passano, la sera.
Io vado, seguo loro:
e ascolto cupi i ponti oscuri;
nel fumo bianco delle loro schiene
sta nascosto il mio ritorno.
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Presentazione al Tempio

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Dal Vangelo di Luca:
Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto di Israele; lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dello Spirito Santo, si recò al tempio: e mentre i genitori vi portavano il Bambino Gesù per adempiere la Legge, Lo prese tra le braccia e benedisse Dio.
 
Carlo Maria Martini Spiega:
 
"Cerchiamo, prima di tutto, di capire l'umanità di questo incontro.
E' la scena di un vecchio che abbraccia un bambino, di due generazioni - in qualche maniera - che si passano la fiaccola. Il vecchio abbraccia il bambino, e abbracciando il bambino sa di abbracciare il proprio futuro. E' contento di questa visuale che tra le sue braccia gli rappresenta la continuità della sua vita. Lui ha sperato, ha creduto: ora la sua speranza è qui, piccola come un bambino, ma piena di vitalità e di avvenire.
L'episodio ha in sè qualcosa di profondamente umano: l'uomo che gioisce che altri continuino la propria opera; l'uomo che gioisce del fatto che, pure nella propria decadenza, vi sia un risveglio, un rinnovamento, qualcosa che vada avanti.
Se il brano ci insegnasse anche soltanto questo, sarebbe già molto valido per la vita. Non è facile infatti che il vecchio che è in noi accolga il bambino, il nuovo. c'è piuttosto il timore che il bambino non potrà continuare, che non vorrà seguire lo stesso ideale, che tradirà, che addirittura, che prenderà il posto mettendo da parte il vecchio.
Il vecchio Simeone che abbraccia un bambino è una cosa grande, è una cosa importante perchè rappresenta ciascuno di noi di fronte alla novità di Dio.
La novità di Dio si presenta come un bambino e noi, con tutte le nostre abitudini, paure, timori, invidie, preoccupazioni, siamo di fronte a questo bambino, alla novità di Dio. Lo abbracceremo, lo accoglieremo, gli faremo spazio?
Questa novità entrerà davvero nella nostra vita o cercheremo di mettere insieme vecchio e nuovo cercando di lasciarci disturbare il meno possibile dalla presenza di dio?"".
 

Un primo momento di preghiera:"Signore, fa' che Ti accolga come il nuovo della mia vita, che non abbia paura di Te, che non Ti misuri con i miei schemi, che non Ti voglia incasellare nelle miei abitudini mentali; che mi lasci trasformare dalla novità della Tua presenza.

Fa' o Signore, che, come Simeone, io Ti accolga nella Tua novità, in ogni cosa che vibra  intorno a me sia che sia buona, vera e nuova. Che io Ti accolga in tutte le persone di questo mondo, specie nei bambini, in ogni fermento di novità che Tu metti nel mio cuore.

L'immagine del vecchio che abbraccia il bambino mi è particolarmente cara perchè mi ricorda Paolo con Elena prima, e con Giacomo e Francesco poi: li teneva proprio come sono, qualcosa di estremamente fragile e prezioso.

E poi il Dio Bambino mi sembra la più bella delle invenzioni d'amore del Creatore dell'universo.



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Notte di Natale

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Come posso descrivere la notte santa? Come posso esprimere la moltitudine di emozioni e di idee che si affollano in questa celebrazione colma di giubilo? Questa notte è la conclusione di settimane di attesa, il ricordo del più intimo mistero della vita, la nascita di Dio in un mondo attento a mille altre cose, le luci, i regali, le vacanze...
In questa notte si piantano i semi della compassione, della libertà e della pace  nella speranza della nascita di un mondo nuovo. E' tutto questo e molto, molto di più...è portare un Bambinello in un mondo che non sa che sta attendendo la Luce.
Cosa si può dire in una notte simile? Tutto è molto piccolo e molto grande...in fondo alla Chiesa è stato montato un presepe... mi fermo davanti a quelle figurine che rappresentano la vita di duemila anni fa...Maria, Giuseppe e il Bimbo...c'è un raggio di luce che proietta grandi ombre sul muro della Chiesa. E questo dice tutto.
Queste ombre immense sono cariche di speranza, contro le pareti della nostra esistenza. Mentre la dolcezza dei tre personaggi mi commuove e penso: aiutaci ad essere buoni Bambino Gesù, non vogliamo più camminare nelle tenebre, nella Tua Luce ogni cosa cambia e l'immensa grandezza dell'Amore di Dio entra nel mio mondo.
 

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Marcella

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C'era un fiore su questa terra e io,
fortunata,
 ho potuto riempirmi del suo profumo.
Oggi, proprio oggi,
in un giorno in cui il Signore fa grandi cose,
 Ti ha portato con sè
perchè un Angelo in più cantasse le Sue lodi.
Ciao MARCELLA.
Ora è il tempo del dolore che
come una tiepida nebbia,
 nasconde la gioia
per questo nuovo Santo Natale.
E non ci sono parole,
solo carezze per i tuoi cari.
 

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E' nato

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NATO E' IL SALVATOR ...ALLELUIA
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AUGURI A TUTTI DI UN SERENO SANTO NATALE!

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4a domenica d'Avvento di G. Sacino

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PREGO
 
Da Nazaret ad Ain Karin, il paese di Tua cugina,
Ti vedi, o Madre, portare l'atteso.
Ad ogni Tuo passo il creato s'inchina
e perfino le foglie stan ferme, adorando.
Tu benedetta tra tutte le donne,
Arca della nuova ed eterna Alleanza,
doni un corpo di carne all'Eterno
dono d'amore per noi peccatori.
E scoppia la vita che vince la morte
ogni bimbo che nasce è Lui che ritorna
ogni giusto che soffre
è Lui che s'immola.
Il mondo continua a dir "Miserere",
ma è il Magnificat che vince la storia.
Madre aiutaci a dire con Te:
"Si compia in me la Tua volontà".
Amen
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Vangelo di Giovanni

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In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
 
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
 
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato. 
 
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Un BIMBO

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Una presenza. Da subito.
Dal primo vagito in quella grotta di Betlemme, dove chi si affacciò
vide qualcosa di così effimero da sembrare nulla:
un bambino, appena nato.
Un soffio, agli occhi di noi uomini.
Ma carico di quell'annuncio totale e straniante,
perchè diverso da qualsiasi cosa mai vista prima.
"Oggi è nato per voi un Salvatore..."
E' così che il cristianesimo è entrato nel mondo. Una presenza.
A prima vista effimera, inerme, ma colma di una diversità -
- di una promessa di pienezza -
talmente radicale da cambiare la storia per sempre.
 
Da allora c'è una domanda che scava nelle vite di chi è preso da Cristo:
che cosa vuol dire essere presenti, incidere nella realtà?
Non è accessoria: coincide con la natura dell'esperienza cristiana.
Della fede.


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Rainer Maria Rilke

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Tu, che sai, Tu che il Tuo sapere vasto
da povertà sovrabbondante hai ricavato:
fa' sì che i poveri non siano più scacciati,
ne' mai oppressi nel disprezzo.
Sono come snaturati gli altri uomini:
essi, invece, da radici come rami
d'albero s'innalzano, e hanno profumo di melissa;
le loro foglie sono fragili, dentate.

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momento di preghiera

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Un momento di preghiera per questo nuovo Santo Natale che si sta avvicinando.
Signore, fa' che Ti accolga come "il nuovo" della mia vita, che non abbia paura di essere inadeguata,e che mi lasci trasformare da questa "novità" della Tua presenza.
Dio si presenta come un bambino e io lo abbraccerò con tutte le mie abitudini, timori, preoccupazioni; saprò accoglierlo, saprò fargli spazio nel mio cuore?
Signore aiutami a vederTi in tutti i bambini di questo mondo, in ogni vita, in ogni fermento di novità che Tu metti intorno a me. Fà che Ti apra totalmente il mio cuore. Donami una speranza nuova, vera, purchè venga da Te.
Mi affido a Maria, Madre tenerissima, affinchè sia mediatrice in questo mio abbandono in Te.

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A Dio nulla è impossibile

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La parola che è risuonata nel cuore di Maria è stata:"A Dio nulla è impossibile".
"A Dio nulla è impossibile" ecco il segreto, la ragione che rende vera l'attesa; ecco la letizia profonda e discreta dell'attesa di Maria. Nel segreto della Sua semplicità nasceva il sentimento religioso.
Cioè una luce che illumina il proprio niente e con questo la conoscenza che Dio può far tutto.
La reazione che ha avuto la Madonna all'Annuncio dell'Angelo si chiama fede.
Perchè la fede è il riconoscimento della presenza di Qualcuno tra noi, Qualcuno più grande di noi che si chiama "Signore" E Lei come si è espressa? Il Vangelo dice "Fiat" Il soffio della libertà. Fiat, sì, sì.
E noi davanti alle prove di tutti i giorni, come rispondiamo? Aiutaci Signore a gridare sì, sì anche noi.

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Felicità in cinese

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Oggi: terza domenica dell'avvento. Accensione della candela rosa come i paramenti del Sacerdote.
Tutta la liturgia, oggi, ha un solo sentire: l'esplosione della gioia.
E' possibile la gioia nel mondo in cui viviamo?
La Parola di Dio ci dice che essa non solo è possibile, ma che è una realtà a noi vicina. "Il Signore tuo Dio è in mezzo a te!" Ecco il segreto della gioia cristiana! Non siamo soli! "Apriamo il nostro cuore a Cristo!" Il primo invito che ci ha fatto Paolo Giovanni II non appena eletto! " Non abbiate paura!"
Affidiamoci a Cristo che ci porta la gioia e questa fruttificherà in opere buone.
Perchè quell'immagine? Nella sua predica il nostro don Paolo ha, tra l'altro, detto che l'ideogramma della gioia, della felicità in Cina, è quello di una donna con in braccio un bambino!Eccomi qui a raccontarlo anche a voi: non è stupendo? 
 

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VOLANTONE DI NATALE - L. Giussani

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Il miracolo più grande di cui i discepoli erano colpiti tutti i giorni, non era quello delle gambe raddrizzate, della pelle mondata, della vista riacquistata. Il miracolo più grande era uno sguardo rivelatore dell'umano cui non ci si poteva sottrarre.
Non c'è nulla che convinca l'uomo come uno sguardo che affermi e riconosca ciò che esso è, che scopra l'uomo a se stesso. Gesù vedeva dentro l'uomo, nessuno poteva nascondersi davanti a Lui, di fronte a Lui la profondità della coscienza non aveva segreti.

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Prima neve 2012

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Ecco arrivata la prima neve! Dalla finestra della mia camera i rami della piccola quercia sono ormai privi di foglie ma un tenero, soffice, manto bianco li ricopre dando loro un aspetto magico!
Penso allora ad un bimbo che vede la neve per la prima volta e stupito da tutto quel candore non osa muovere un passo per paura di "rovinare" quella meraviglia! E poi si divertirà a giocare con le sue impronte! Ecco la semplice felicità! Anche a me piace la neve. Mi piace il silenzio che avvolge tutte le cose. E' un silenzio fatto di Dio. Ho cercato nel mio cuore parole che parlassero di gioia e di neve, ma in questi giorni pieni di pensieri, non trovo quelle giuste e allora:          

"Quando sei li, alla finestra, e cominci ad osservare lo scenario che hai dinnanzi ai tuoi occhi:
tutto diventa rallentato, leggero, pulito, fermo, immacolato.
Avverti quanto sia caldo il tuo repiro
Senti chiaramente il battito del tuo cuore
Nessun rumore.
I tuoi occhi seguono il movimento di un fiocco più grande degli altri.
Ti domandi come sia stato quel volo,
rifletti sulla sua piccola, fredda, intensa, vita.
Senti l’importanza di un forte abbraccio.
Noti la concentrazione di tutti i colori in uno:
Il Bianco.” ANTON VAULIGT

Più silenzio, più preghiera. Continua a cadere la neve fatta di vita e di germogli che dormono. I miei gatti s'infilano sotto i piumini e sognano tanti teneri fili d'erba con cui giocheranno appena torna l'amata stagione del tepore.

 

 


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Come un filo di paglia di B. Ferrero

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L'AMORE DI DIO NON SI PUO' SPEZZARE
 
 
 
I pastori che erano stati alla stalla di Betlemme a onorare il Bambino Gesù tornavano a casa. Erano arrivati tutti con le braccia cariche di doni, e ora, se ne partivano a mani vuote, ma con tanta gioia nel cuore.
Ma un pastore giovane giovane aveva portato via qualcosa dalla stalla santa di Betlemme. Una cosa che teneva stretta nel pugno. Gli altri, lì per lì non ci avevano fatto caso, finchè uno di essi disse:"Che cos'hai in mano?".
"Un filo di paglia" rispose il giovane "un filo di paglia della mangiatoia in cui dormiva il Bambino".
"E' solo spazzatura" risero gli altri "buttalo via"!.
"No" disse "Lo conservo. Per me è un segno del Bambino. Quando tengo questa pagliuzza nelle mie mani, mi ricordo di Lui e quindi anche di quello che hanno detto gli Angeli di Lui".
Il giorno dopo e gli altri ancora il giovane mentre lavorava ogni tanto guardava quella pagliuzza. I suoi compagni lo deridevano ma lui sempre rispondeva che era il ricordo del Bambino e che aveva un grande valore.
"Avete torto" rispondeva loro"Su questa paglia era adagiato il Bambino, su che altro poteva stare il Bambino povero com'era? Il Figlio di Dio ha avuto bisogno di un po' di paglia! Questo mi insegna che Dio ha bisogno dei piccoli, dei senzavalore, di noi che sappiamo poco".
Ed era felice nel suo cuore, di sapere, che Dio amava tanto gli uomini da farsi piccolo come loro.
Un giorno, uno dei suoi compagni, gli portò via il filo di paglia dalle mani, lo stropicciò e lo gettò nella polvere.
Il giovane rimase calmo, raccolse il suo filo di paglia, lo lisciò e lo accarezzò con la mani e guardando l'altro disse: "Vedi è rimasto come prima. Pensa a questo filo e pensa al Bambino: perchè Dio ci ha mandato un bambino, mentre ci serviva un salvatore forte e battagliero? Questo bambino diventerà un uomo che saprà sopportare tutte le rabbie degli uomini, me l'hanno detto gli angeli quella notte, rimanendo quello che è: Il Salvatore di Dio per noi".
Il giovane sorrise, con gli occhi luminosi. "No. L'amore di Dio non si può buttare via, anche se sembra fragile e debole come un filo di paglia".
 


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Natale di David Maria Turoldo

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Ma quando facevo il pastore
allora ero certo del Tuo Natale.
I campi bianchi di brina,
i campi rotti al gracidio dei corvi
nel  mio Friuli sotto la montagna
erano il giusto spazio alla calata
delle genti favolose.
I tronchi degli alberi parevano
creature piene di ferite;
mia madre era parente
della Vergine
tutta in faccende
finalmente serena.
Io portavo le pecore fino al sagrato
e sapevo d'essere uomo vero
del Tuo regale presepio
 
 
 

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La storia infinita

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Siamo nei giorni che precedono il Natale. Pensavo a cosa posso ancora dire per descrivere l'amore che Dio nutre per noi.Esistere nell'Amore di Dio. E' davvero fantastico averne consapevolezza.
 Nell'Omelia, don Paolo, questa sera ha parlato di una poesia di Montale, venuta a casa, l'ho rintracciata. S'intitola "Prima del viaggio".Parla di una persona che dovendo partire si organizza con meticolosità, prevede tutto.
 La poesia termina con le parole:" Un imprevisto è la sola speranza. Ma mi dicono che è stoltezza dirselo." Ecco noi organizziamo la nostra giornata, la nostra vita,e perchè no, il nostro Natale. Poi una telefonata confonde i nostri programmi.
Ma mi sono allontanata dal motivo per cui ho postato il fotogramma de "La storia infinita"
Perchè proprio questo film? Perchè lo vidi con i miei figli un Santo Stefano di tanti anni fa.
Chi non l'ha visto gli direi vai subito a vederlo, ma non è più in circolazione...Forse non si tratta di un'opera d'arte, non me ne intendo abbastanza per giudicare, ma lì erano presenti alcuni dei valori che spesso oggi dimentichiamo e, almeno per me, danno una grande soddisfazione.
Dopo le acrobazie fatte per riuscire ad entrare era piacevole partecipare all'entusiasmo della platea di bambini che esultavano e trepidavano per la vittoria  del protagonista che doveva vincere il grande "NULLA" che stava invadendo tutto. Mi sembra che il piccolo protagonista si chiamasse Utreiu. Amante del vero, del giusto e della lettura. Vorrei che la gente reimparasse in questo nuovo Natale a fare attenzione al cuore del prossimo, non ai suoi vestiti ed ai suoi atteggiamenti, ma a salutarsi e a guardarsi negli occhi.
 Eravamo entrati al cinema facendo quasi a botte e ne siamo usciti come alla messa di mezzanotte dei giorni d'infanzia.
E' Natale e perfino la gioia dei piccoli è come appannata dal nostro correre inutile, dal non saper guardarci attorno, dalla convulsione degli auguri e dei regali snaturati dalla loro stessa ragion d'essere. Come possiamo far sì che ritorni il Natale in noi e intorno a noi? Dando lezioni di semplicità.
Nella mia letterina a Gesù Bambino (lo facciamo tutti gli anni) quest'anno ho scritto: "Mio Dio Ho bisogno solo di Te, di speranza e...se fosse possibile...di un po' di salute! Grazie"

 
 Letterine Gesù Bambino
 



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Natale di Clemente Rebora

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Gesù il Fedele, Maestro di Fede:
verso il Padre, è fedele, a morire:
verso i Fratelli, è fedele, a vivere:
verso Se stesso, è fedele, a essere il Risorto.
Gesù il Fedele, in gracili forme
con grazia e con pace
dal Padre l'Erede mandato
ad assumere il peso
dell'universo che grava,
fino al sangue, per ogni verso,
di Colui che è, che era, e che è per venire;
Gesù il Testimonio fedele,
che ci ha amati e lavati dei nostri peccati
e ci ha col Sangue rifatti Regno
e Sacerdoti a Dio, Padre Suo:
Alfa e Omega, Principio e Fine,
Colui che è, che era, e che è per venire,
l'Onnipotente
l'Erede di tutto,
Egli che sulle nubi verrà - il tempo è vicino -
ogni occhio Lo vedrà,
anche coloro che Lo hanno trafitto:
Egli, il Bimbo diritto, venuto a rapire
quel che c'è di materno
nel cuore di pietra dell'uomo,
a farlo di plebeo superno,
se avvenga che irrompa
e prorompa dal segreto
dello Spirito Santo, come Figlio,
unicamente amato,
il conoscimento del Padre.

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Festa dell'Immacolata

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Un vocio..un canto dolcissimo...si sente nell'aria, è il mio cuore che esulta, sono i miei angioletti che lodano la Regina del Cielo..la Vergine Immacolata...in punta di piedi vado nel soggiorno...è di là che arriva questa musica celestiale:
 
 
Ave, Regina coelorum;
ave Domina angelorum.
Salve, radix; salve, porta,
ex qua mundo lux est orta.
Gaude,Virgo gloriosa,
super omnes speciosa;
vale, o valde decora,
et pro nobis Christum exora.
 
 
Salve,regina del cielo; salve, signora degli angeli. Salve, santa progenie, da cui è venuta la luce del mondo. Rallegrati, vergine gloriosa, sublime nella tua bellezza. Salve, vergine bellissima, e prega per noi Cristo Signore.

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Sento le cose cantare - R.Maria Rilke

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Le permisero di andare, di librarsi,
e nel giovane anno dare fremiti -
la loro umile vita di Maria
regale diventò, e meravigliosa:
come campane a festa in giorni santi
da una casa corse all'altra, immensa;
e Lei, svagata un tempo nella fanciullezza,
così diffusa si trovava nel Suo grembo,
così colma di quell'Uno -
per migliaia già bastante -
e sembrava tutto porLa in luce:
Lei che come vigna era, e dava frutto.
 
 

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Regina caeli di Coventry Patmore

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Dimmi, si domandavan le sorelle,
che cosa vedesse mai in Te Giuseppe,
una mite, silente fanciulletta?
Era tremendo in questa angusta casa,
con Dio per Figlio e Sposo?
No, al mondo schietto di ogni vera donna
presta a scoprirlo nel marito o figlio,
Tu una stranezza non vedevi in questo,
era stupenda gioia il Tuo stupore.
Gioia meravigliosa, chè sebbene
ogni vergine vera è persuasa,
di albergare il Signore nel seno,
il Suo nido Egli fece nel Tuo seno!
Così,
adorano le madri i piedini dei bimbi,
e baciano dove essi son passati;
ma, oh!, il Tuo dolce bambino
era il Tuo Dio davvero!

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Tempo d'attesa

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Ogni anno arriva l'Avvento,
ogni anno arriva il S. Natale.
Mentre prepariamo la casa
il nostro cuore  si commuove e si prepara
a ricevere Gesù.
 
 


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1° domenica d'Avvento Prego di G. Sacino

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PREGO
 
Tu che verrai nell'alto del Cielo,
con potenza e gloria,
donaci la Tua speranza;
la speranza
che viene dall'incontro con Te;
l'incontro d'amore di questa Eucarestia
e  avremo
menti sveglie e cuori innamorati
pronti a lasciarsi amare da Te,
per sempre.
 
 

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Maria - poesia di Rilke

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Ma come se l'avessero il carico dei frutti
la rovina degli archi e delle colonne,
e il commiato dei canti
poi oppressa,
si trovò la giovinetta in altre ore,
come da qualcosa di più grande già avvinghiata,
a ferite che giungevano
rivolta.
 
Le Sue mani, che senza suono si protendevano,
giacciono svuotate.
Ah, non ancora ha partorito Lei l'Immenso.
E gli angeli, che non rendono conforto,
Le stanno intorno, terribili e ignoti.

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Immacolata Concezione

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Domani inizia la novena per l'Immacolata Concezione- Preghiamo!

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Colletta e il ricordo di Francesco

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Sabato scorso si è vissuta la "giornata della "Colletta alimentare" A Novara l'organizzazione parte dalla nostra Parrocchia. Questo solo per dirvi che alcuni dei nostri ragazzi, una ragazza in particolare, hanno vissuto un momento drammatico perchè, quasi all'ora della chiusura del supermercato, sono entrati quattro malfattori incapucciati con l'intento di rapinare, ma l'incasso era già stato portato via, quindi si sono rifatti sui clienti che ancora erano all'interno.Hanno preso in ostaggio la ragazza, ma l'intervento inaspettato della polizia li ha fatti fuggire. La nostra Parrocchia è dedicata al Cuore Immacolato della Madonna Pellegrina. Il Suo cuore si è proprio spalancato alla grazia per tutti noi.
 
Il mio primo post era stato dettato proprio ad un momento della "Colletta Alimentare". Eccolo:

Capelli candidi e faccia buia. Era così, quel sabato, Francesco. Colpa di chissà quali pensieri che gli ballavano in testa, mentre attraversava la porta a vetri del supermercato, strascinando un poco il passo. Figuratevi poi quando ha visto venirgli incontro due ragazzine con la pettorina gialla e il volantino in mano. Due facce sconosciute. Sorridevano. Lui era ancora lì, fermo, mentre si frugava in tasca alla ricerca della monetina giusta per il carrello. Loro si sono messe a raccontare: i poveri, il sacchetto, la colletta alimentare... Francesco non ci ha visto più: "Ma io ho novant'anni e sono pensionato. Cosa volete da me?" Uno strattone al carrello e via, verso la spesa. E tanti saluti alle ragazze rimaste senza parole. Ma era durata poco. Tre passi appena e alle sua spalle era spuntata una voce:"Buorgiorno. Sa, l'ho sentita là, all'ingresso... Insomma volevo farle i miei complimenti per i suoi novant'anni". Era un uomo, stavolta, stessa pettorina gialla, stesso sorriso. Un attimo, uno sguardo e nella vita di Francesco scatta qualcosa di imprevedibile. Invece di tirare avanti inizia a parlare di sè. Della sua vita. Della famiglia, Dei momenti felici e di quelli tristi. "E io lì ad ascoltarlo: aveva scelto di spendere fiori_012un po' di tempo con me e io con lui" racconta Davide. "Alla fine gli offro lo stesso il sacchetto, invitandolo a prendere qualcosa, come gesto di carità per chi, come lui, è in difficoltà" Francesco sorride, spinge via il carrello e sparisce tra gli scaffali. Lo rivedranno all'uscita con la sua offerta in mano. Venti scatole di fagioli e venti di carne. Cerca Davide, per darli proprio a lui. E gli dice:"Ho a casa un'immagine della Madonna di Lourdes che per me è importante. Se mi prometti di tenerla da conto, te la porto." Immaginatevi la faccia di Davide. "fuori pioveva, faceva freddo. Gli ho chiesto se abitava vicino. Mi ha detto di sì. Ho accettato". Tempo mezz'ora e Francesco torna indietro. Dalla borsa bagnata tira fuori un'immaginetta incollata su di un cartoncino. Bellissima. Dietro una frase battuta a macchina: "La Madonna che si mostra è l'immagine di Dio che si è fatto Padre Nostro, perchè vuole riportarci alla libertà di figli che lo ascoltano obbedendo". E una dedica, scritta a mano:" A Davide della Colletta, da Francesco". Un abbraccio, un bacio, e se ne va.
"Ho pianto commosso." dice Davide raccontandolo ai suoi amici del suo turno. Perchè il Signore, prima di farsi avanti, non chiede se siamo pronti o no a riconoscerlo. Si presenta, quando vuole Lui. e basta.


Grazie Francesco, grazie per il tuo cuore grande e generoso. Grazie
perchè questa sera, rileggendo l'accaduto è come se sentissi la voce di Gesù che mi dice "Sono Io" .
Grazie perchè il tuo esempio è ciò di cui ho bisogno ogni giorno, ogni giorno della mia vita.
 
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Gesù Cristo Re dell'universo Prego di G.Sacino

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PREGO
 
In ginocchio ti adoro o mio Signore,
Signore dell'universo,
Signore di ieri, di oggi, di sempre.
Tu sei tutto per me:
sei l'alba e il tramonto
sei il buio della notte oscura
e la luce abbacinante della vita.
Sei la gioia della mia vita
Sei la misericordia al mio peccato
Sei la speranza al mio nulla
Sei la forza alla mia debolezza.
Sei ancora il mio compagno nel cammino
Sei il cibo che mi sostiene
Sei l'acqua viva che sgorga in me.
Sei la vita che vive in me
Tu sei il tutto nel tutto, Signore.
Non bastano le parole. Ti dico ancora
Tu sei il mio Re. Amen. Alleluia.

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Presenza di Cristo, L. Giussani

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Se Cristo è presente nella nostra vita dobbiamo imparare a guardare alle persone con occhi in cui Lui si specchia. Se un uomo vuol bene ad una donna, o viceversa, deve, guardandola, pensare che:
primo: di che cosa è fatta questa donna? Non si fa lei, perciò è fatta di Essere, è fatta di Cristo - perchè l'Essere è diventato uomo: l'Essere, in quanto ha fatto il mondo, si chiama Verbo e il Verbo si è fatto uomo -
Secondo: chi me l'ha fatta incontrare? Il padrone della storia è Cristo, perciò ogni istante è Cristo che lo decide, perciò è Cristo che me l'ha fatta incontrare.
Terzo: è Cristo la vita eterna, cioè l'eternità in questo rapporto.
Quando pensiamo a queste tre cose è come se non si pensasse più a lei, ma ci si trova pieni di commozione, di tenerezza, di gratitudine a Cristo.
Così si parte dalla persona cara che amiamo e arriviamo al- l'eternità
Il significato vero di una persona lo scopri in un Altro, perciò amiamo quella persona per il suo destino, fino al suo destino.
Chiediamo alla Madonna e a San Giuseppe che ci rendano preferenza personale, cioè nostra preferenza umana, la presenza di Cristo.

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un berretto arancione

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Ieri mattina sono uscita per fare delle commissioni. Faceva freddo. Io, avevo molto freddo. E la testa mi doleva. Ho visto un negozio di abbigliamento sono entrata e ho comperato un cappello. Arancione con tanti brillantini piccoli e anche grossi!. La commessa me lo consigliava. Tornata a casa mi sono riguardata allo specchio...terribile!
Signore, sulla mia testa non c'è più un cappello arancione, ma la Tua mano. Non mi pesa la Tua mano perciò non Te ne andare, restami accanto e aiutami ad essere un po' meno impulsiva.
Questa mattina voglio anche pregarTi per i soldati, gli uomini e donne che stanno combattendo a Gaza. Per loro e per chi toglie a loro la pace nel cuore dona  la nostalgia della casa e delle cose buone della vita.
Per quel sacerdote che sta inginocchiato a leggere il suo Breviario nella Chiesetta deserta di montagna, io Ti prego Signore, accendi per lui un bel fuoco nel camino e fa che genta allegra gli sieda intorno.
Per i ragazzi che sono nei riformatori che hanno rincorso sogni troppo grandi, mio Dio, io Ti prego, fa' che non smettano di sperare e che possano ascoltare qualcuno che parla loro di Te. Per un mio amico e una mia amica "virtuale" che sono tristi mentre amano la gioia e la vita, mio Dio accarezzali con le Tue grandi mani amorose e fa' loro sentire il calore del Tuo Amore.
Per la pace, la fame, la libertà, l'amicizia e il dolore, io Ti prego, o Signore, ma soprattutto Ti prego per l'angoscia che ci divora.
Non togliere la Tua dolce mano dalla mia testa, perchè mi riscalda di più di un cappello arancione pieno di brillantini!
 

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