Il paese che chiamano vita di R. M. Rilke

2 comments


Solo prima di crearli, Dio, parla agli uomini
poi lascia muto la notte con loro.
E così parla, parole buie
nuvole, prima che la loro vita inizi.

Lascia accadere ogni cosa: bellezza e terrore.
Andare si deve: nessun affetto è troppo lontano.
Non lasciarti dividere da me.
Vicino è il paese
che chiamano vita.

 

Leggi tutto

Aquilone di G. Pascoli

Leave a Comment



   



C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole,
anzi d'antico: io vivo altrove, e sento
che sono intorno nate le viole.

Son nate nella selva del convento
dei cappuccini, tra le morte foglie
che al ceppo delle quercie agita il vento.

Si respira una dolce aria che scioglie
le dure zolle, e visita le chiese
di campagna, ch'erbose hanno le soglie:

un'aria d'altro luogo e d'altro mese
e d'altra vita: un'aria celestina
che regga molte bianche ali sospese...
sì, gli aquiloni! È questa una mattina
che non c'è scuola. Siamo usciti a schiera
tra le siepi di rovo e d'albaspina.

Le siepi erano brulle, irte; ma c'era
d'autunno ancora qualche mazzo rosso
di bacche, e qualche fior di primavera

bianco; e sui rami nudi il pettirosso
saltava, e la lucertola il capino
mostrava tra le foglie aspre del fosso.

Or siamo fermi: abbiamo in faccia Urbino
ventoso: ognuno manda da una balza
la sua cometa per il ciel turchino.

Ed ecco ondeggia, pencola, urta, sbalza,
risale, prende il vento; ecco pian piano
tra un lungo dei fanciulli urlo s'inalza.


S'inalza; e ruba il filo dalla mano,
come un fiore che fugga su lo stelo
esile, e vada a rifiorir lontano.


S'inalza; e i piedi trepidi e l'anelo
petto del bimbo e l'avida pupilla
e il viso e il cuore, porta tutto in cielo.

Più su, più su: già come un punto brilla
lassù, lassù... Ma ecco una ventata
di sbieco, ecco uno strillo alto... - Chi strilla?

Sono le voci della camerata mia:
le conosco tutte all'improvviso,
una dolce, una acuta, una velata...


A uno a uno tutti vi ravviso,
o miei compagni! E te, sì, che abbandoni
su l'omero il pallor muto del viso.

Sì: dissi sopra te l'orazioni,
e piansi: eppur, felice te che al vento
non vedesti cader che gli aquiloni!

Tu eri tutto bianco, io mi rammento:
solo avevi del rosso nei ginocchi,
per quel nostro pregar sul pavimento.

Oh! te felice che chiudesti gli occhi
persuaso, stringendoti sul cuore
il più caro dei tuoi cari balocchi!

Oh! dolcemente, so ben io, si muore
la sua stringendo fanciullezza al petto,
come i candidi suoi pètali un fiore


ancora in boccia! O morto giovinetto,
anch'io presto verrò sotto le zolle
là dove dormi placido e soletto...

Meglio venirci ansante, roseo, molle
di sudor, come dopo una gioconda
corsa di gara per salire un colle!

Meglio venirci con la testa bionda,
che poi che fredda giacque sul guanciale,
ti pettinò co' bei capelli a onda tua madre...

adagio, per non farti male.
 

 



 

Leggi tutto

Baglioni : Sabato pomeriggio (passerotto)

1 comment


 







 Oggi, come sempre, mi manchi.
vorrei la tua mano per camminare un po'
in un pomeriggio di sole.

Leggi tutto

Goethe: Faust

Leave a Comment




Voi figli di Dio veri, gioite
della ricca bellezza della vita!

Leggi tutto

vivere la felicità

Leave a Comment




Abbiamo bevuto il the insieme.
A Giacomo mancavano le "macine". Poi i biscottini "di Novara" lo hanno soddisfatto.
Per Francesco è importante mangiare.
Per gli "altri" l'importante è stare insieme.
Ho guardato la Mia Famiglia riunita e, mentre pensavo "la mia famiglia" ho sentito un tuffo al cuore.
Era la felicità.
Cristo guarda a ciò che è importante per la nostra vita, al desiderio del cuore, e lo nobilita.
L'amore, prima di darlo, lo abbiamo ricevuto da Lui.
Lui ha dato la Vita per primo.
Ha dato la Sua Vita per me.
Perché io possa donarla.
Perché possa dire:"Sorridi ai tanti doni che il Signore ti dà e ti ha dato e sii felice.
Felice con i tuoi figli, con i tuoi nipoti, con tuo marito".
(Qualunque cosa accada).

Leggi tutto

26a Domenica del T.O. Prego di G. Sacino

Leave a Comment


Signore Gesù, Tu sei in me e io in Te.
Ti amo, Ti lodo,Tti adoro dal profondo del mio essere.
Ti amo, Ti lodo, Ti adoro per chi,
mai,
innalza
il pensiero e il cuore a Te.

Donami una particolare effusione dello Spirito Santo
affinchè non cada nel peccato
della presunzione di salvarmi,
di essere ormai immune dall'offenderTi gravemente.

Che non diventi cieco,
incapace di riconoscere
i miei peccati passati
e le mie deficienze attuali.

Donami la grazia di un pentimento profondo
e di non considerarTi mai
così occupato
da non disturbarTi per le mie debolezze e miserie.

Signore,
liberami dalla presunzione della salvezza
che è via all'ostinazione nei peccati
e all'impenitenza finale,
e donami continuamente il vivo pentimento
per ogni peccato,
prima che azione da fuggire,
significa non amare Te,
non corrispondere al Tuo amore,
non amare come ami Tu.

Donami questo amore e il pentimento necessario,
perchè ogni giorno impari ad amare
come ami Tu.
Amen.

Leggi tutto

tempo d'amicizia di Giovanni Colciano

2 comments


le amicizie
sono volti che descrivono silenzi
sono anime
che parlano d'incontri
in un digiuno
gustoso e celestiale
è un sentirsi abbracciati
in semplici istanti
di tempo.

Leggi tutto

cecità dell'anima di Antonio Sabia

2 comments



La cecità dell'anima



Una notte ho sognato un bambino,
da solo giocava in mezzo al prato.
Aveva gli occhi chiusi, sfiorava i petali.
Mi chiese: "Come sono questi fiori?"
"Belli." Gli risposi.
"Perchè sono belli?",
mi guardava con gli occhi chiusi
e mi sentii stringere il cuore.
"Perchè sono colorati di giallo, rosso, verde e blu." riposi,
"E com'è il giallo? Il rosso? Il verde? Il blu?" mi chiese,
mi guardava con gli occhi chiusi
e mi sentii mancare il fiato.
"Non lo so." Risposi.
"Te lo spiego io." mi disse.
Con gli occhi chiusi si avvicinò a me, mi fece sedere.
Mi chiuse gli occhi, mi accarezzò, mi baciò, mi abbracciò.
Con gli occhi chiusi, sorrideva.
La mattina mi svegliai e mi accorsi che avevo ancora gli occhi chiusi.
Provai ad aprirli, ma non ci riuscii.
Provai ad immaginare, non ci riuscii.
Con gli occhi chiusi non ho ancora imparato a sorridere.
 

Leggi tutto

Giovanni, l'amato discepolo, da vecchio. di Gibran

Leave a Comment




Vorresti che ti parlassi di Gesù, ma come si può raccogliere l'ardente canto d'amore dell'universo nell'incavo di un'esile canna?
In ogni palpito del giorno Gesù, riconosceva il Padre Suo. Lo scorgeva nel profilo delle nuvole e nelle ombre che esse proiettavano sui campi. Vedeva il volto riflesso nelle acque tranquille dei laghi montani, e nell'impercettibile impronta del Suo piede sulla sabbia; e sovente socchiudeva le palpebre per contemplare i Santi occhi del Signore.
La notte gli parlava con quella voce che solo il Padre può udire, e nel silenzio della solitudine ascoltava il bisbiglio dell'angelo del Signore che pronunciava il Suo nome. E quando finalmente si abbandonava al riposo, il Suo sogno si faceva eco del soave mormorio dei cieli.
Spesso, quando era con noi, sembrava felice. e ci chiamava fratelli.
Pensa! Egli, il Verbo, la Parola prima, ci chiamava fratelli: noi che non eravamo che piccole sillabe pronunciate non più del giorno innanzi.
Mi domandi per quale ragione io parli di Lui come della Parola prima.
Ascolta, ed avrai la tua risposta:
in principio dello spazio era Dio, e dal Suo incommensurabile moto nacquero la terra e le sue stagioni.
E ancora Dio si mosse. e sgorgò la vita; l'anelito vitale cercò le vette e gli abissi, ma ancor di sè non fu sazio.
Allora Dio parlò, e furono l'uomo e le sue parole, e fu lo spirito generato dallo Spirito di Dio.
E allorchè Dio parlò, fu il Cristo la Sua prima Parola, e quella Parola fu perfetta. E quando Gesù di Nazareth venne al mondo, la Parola prima fu pronunciata per noi ed il suo suono si fece carne e sangue.
Gesù, l'Unto del Signore, fu il primo Verbo di Dio sussurrato agli uomini, come un melo che germogli e fiorisca un giorno prima degli altri alberi del frutteto. E nel frutteto di Dio quel giorno fu mille e mille e mille secoli ancora.
Noi tutti siamo figli dell'Altissimo, ma l'Unto ne fu il primogenito, ed Egli dimorò nel corpo di Gesù di Nazareth, e camminò in mezzo a noi, e potemmo vederlo.
Ti dico questo affinchè tu possa capire, e non solo con la mente, ma in Spirito. La mente soppesa la misura, ma è lo Spirito che penetra il cuore della vita e ne abbraccia il segreto; ed il seme dello Spirito non conosce la morte.
Il vento può infuriare e posarsi, e il mare si gonfia e si placa, ma il cuore della vita è una sfera quieta ed immobile, e la stella che vi rifulge non avrà mai tramonto.

Leggi tutto

25a Domenica del Tempo Ordinario: Prego di G. Sacino

1 comment


Devo dirti, o Gesù, mio Dio, che a prima vista
questa pagina evangelica
mi lascia perplesso e allibito:
come è possibile, mi chiedo,
che Tu, giustizia infinita,
paghi chi lavora per un giorno intero
e chi per pochi minuti,
con lo stesso stipendio?

E' antisindacale.
E' ingiusto.
E cerco così spiegazioni edulcorate
per carcare di difendere la "Tua" giustizia.

Poi, il Tuo Spirito, mi apre il cuore
e allora comprendo con gioia che ciò che TU offri
non è l'umile paga per il pane di un giorno,
per il quale basta la salute e la buona volontà,
ma la salvezza eterna, il paradiso.

E lì non ci sono primi o ultimi.
Ci sono i salvati dal Tuo amore misericordioso.
Da Maria, Tua e nostra Madre,
all'ultimo peccatore che Ti ha sussurrato con fede:
"Ricordati di me nel Tuo Regno".
E Tu pieno di gioia per il figlio salvato all'ultima ora
rispondi:"Oggi sarai con me in paradiso".

O Signore, ricordalo sempre
a tutti e soprattutto a me,
perchè ho ancora un cuore di pietra.
Amen.

Leggi tutto

Emily Dickinson

1 comment


Sentivo, come se non avessi orecchio
finchè una parola vitale
fece tutta la strada dalla vita a me
e allora capii che sentivo.

Vedevo, come se l'occhio fosse
di un altro, finchè qualcosa,
e ora so che era la luce, perchè
gli si adattava, entrò.

Abitavo, come se fossi fuori,
e dentro solo il corpo
finchè una forza mi scoprì
e pose in me il nocciolo.

Lo spirito si volse alla polvere
"Ti conosco, vecchia amica",
e il tempo uscì a dare la notizia
e incontrò l'eternità.

Leggi tutto

Sting Englishman in New York

Leave a Comment




Leggi tutto

11 settembre 2001

2 comments


I morti risorgeranno incorrotti
e saranno trasformati.
E' necessario infatti
che questo corpo mortale
si vesta d'immortalità

(San Paolo ai Corinzi)
Leggi tutto

Canto di Clemente Rebora

Leave a Comment


Inaridita la terra,
protende la bocca:
implacabile il cielo di sopra.
- Signore scende la pioggia,
che aiuti nei beni del tempo
ad ambir con fiducia gli eterni.-
Ecco cade, nel silenzio, una goccia:
qua, là, crepita l'acqua:
ora scroscia sonora,
su alberi in fiore, patiti,
e zolle in malati germogli:
ovunque giunge, s'intende: si estende
la fecondazione gioiosa.
In poco volgere d'ora
l'arido aspetto d'ogni cosa,
il grigio no della morte si sperde
nel sovrano della vita
fra trilli d'uccelli e fremiti e fruscii:
fresca appare la quiete del verde:
al Creatore amante  tutto s'intona.
O Gesù, aver sete,
anelarti così!
O anima, alla grazia
del Suo amor che ci si dona,
così, anima, indiata, ringrazia.

Leggi tutto
Leave a Comment


 I miei tre nipotini sono tornati a prendere possesso della casa. Non so postare le loro fotografie, ma vi assicuro, che sono bellissimi e vivacioni. Francesco, un anno e mezzo, biondissimo, il che contrasta con una stupenda abbronzatura, non mi vuole se non per prendere la mia mano o ciò che gli serve in quel momento. Come un piccolo Grauco Marx, non parla se non con tanti "he, he" indicando l'oggetto dei suoi desideri. Giacomo (4 anni) anche lui biondo e abbronzato, è un parlatore nato. E' sempre pronto a correggermi se non uso la parola appropriata per illustrargli un concetto. E poi c'è Elena, la cugina preferita (11 anni) è stata lei che per prima mi ha fatto innamorare.
Con loro mi sento infinitamente ricca e ringrazio Dio per avermeli dati. E' anche attraverso loro che imparo a conoscere meglio Dio. Danno tante preoccupazioni, questo è vero, ed esigono che i loro Angeli Custodi siano più che attenti, ma, Signore, so che Ti sono particolarmente cari e che il loro sorriso rallegra anche il Tuo cuore.


 
Leggi tutto
1 comment


Dio non permette il male se non per trasformarlo in un bene maggiore (Sant'Agostino)

Leggi tutto

Settembre di Hesse

1 comment


Triste il giardino: fresca
scende ai fiori la pioggia.
Silenziosa trema
l'estate, declinando alla sua fine.

Gocciolano foglie d'oro
giù dalla grande acacia.
Ride attonita e smorta
l'estate dentro il suo morente sogno.
S'attarda tra le rose,
pensando alla sua pace;
lentamente socchiude
i grandi occhi pesanti di stanchezza.

Leggi tutto

settembre

2 comments


Leggi tutto

settembre

Leave a Comment


Campagna Toscana a Settembre

C'è un proverbio che dice che "dovrebbe essere sempre Settembre".
Un mese mite, dolce, venato appena di nostalgia, di una sottile malinconia.
Un mese che i poeti sentono vicino al loro cuore.



 

Leggi tutto
Post successiviPost più recenti Post precedentiPost più vecchi Home page
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...