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                                                                          Padre di Claudio Chieffo

Tu non sapevi ancora come ti avrei chiamato,
il volto che ti ho dato, la vita che hai vissuto:
tu non sapevi ancora...
Quando giocavi sulla porta della casa
a fare la signora,
io preparavo alla tua vita grandi cose
che non sapevi ancora
Poi conoscesti il dolore che toglie gusto alle cose,
ma riempie le parole, di vita le colora:
tu lo vivesti allora!
Poi ti ho donato quell'amore sincero
così misero e grande,
perchè il dolore diventasse più lieve
e il tuo amore infinito.

Ora ti voglio con Me: non devi avere paura,
devi lasciarti andare,
Tutto si compie ora
tutto si compie:
ora qui non esiste più il buio,
c'è la luce negli occhi di Dio,
c'è la pace nelle mani di Dio,
c'è la gioia nel cuore di Dio


Lucia

Ora so che il Tuo Amore è grande,
che Lui m'amerà e m'amerà per sempre,
e so che Lui resterà fedele e che
poi mi seguirà in ogni strada che io,
che io prenderò e luce ai miei passi
sarà il mio Signor!
Lui m'assicura che
fatica e dolore non sono senza una,
senza una speranza, per questo io lo seguo
e Lui è il mio Signor.
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C'è qualcuno con te di Erich Fromm

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l'Aspetto più gratificante della vita è scoprire che, al di là dei valori e realtà meravigliose della nostra persona, c'è qualcuno, c'è una persona che ti ama e che da un pezzo, senza che te ne rendessi conto, ti stava cercando e aiutando. La vita diventa allora scoperta dell'amore: non del proprio amore, quanto piuttosto dell'amore di un Altro; e si è resta incantati nel vedere quest'Altro che ti ama. Si resta stupiti perchè sembra impossibile,  perchè non si capisce cosa possa trovare in noi da essere amato. Nel rapporto d'amore - in quello umano come in quello con Dio - il punto non è meritare l'amore dell'Altro, ma essere totalmente presi dall'amore dell'Altro. Se ci si pensa bene, questo è il solo modo di uscire veramente da se stessi, dal proprio egocentrismo ed egoismo, che è come dire liberarsi totalmente dal motivo base di ogni atteggiamento errato e di ogni incomprensione e incomunicabilità con l'uomo e con Dio.

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Annunciazione Salmo 44

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Rallegrati,Maria, il Signore è con Te

Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio,
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre.
Al re piacerà la tua bellezza.
Egli è il Signore: prostrati a lui.
La figlia del re è tutta splendore,
gemme e tessuto d'oro è il suo vestito;
è presentata al re in preziosi ricami.
Farò ricordare il tuo nome
per tutte le generazioni,
e i popoli ti loderanno in eterno, per sempre.


Maria è Colei in cui è cominciato tutto. Tutto con il Suo FIAT. Tutto è cominciato con Lei!


RALLEGRATI, O PIENA DI GRAZIA, IL SIGNORE E' CON TE



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Raissa Maritain I grandi amici

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La mia famiglia sarai tu, e i nostri figli. Così abbiamo deciso. E tutto somiglia tale e quale a papà e mamma, ai tuoi, ai miei, ai figli che siamo noi. Non vorrei vederti costretta, poco per volta, tra i lavori di casa ed i bambini, a dimenticare quella che sei ora: una ragazza viva, che legge, discute, partecipa a tutto quanto avviene nel mondo. Non vorrei vederti, poco per volta, appesantita, chiusa in un vestito da "signora" per bene: devi rimanere bella e spiritosa, e capace di vestirti senza fronzoli grotteschi, come sei ora.
Non fa niente invecchiare: non importano i segni del tempo sul viso, sul corpo. Anch'io invecchierò con te. Conta non invecchiare di dentro: ho visto, qui in città, donne straordinarie, che potevano avere l'età di mia madre o di tua madre, ma con gli occhi pieni d'intelligenza, sorrisi senza sottintesi, facce qualche volta aggrottate nel lavoro, nell'impegno a pensare. Ho pensato alle facce serene di mia madre, di tua madre: su di loro il tempo è passato come un'onda, lasciando dolcezze e amarezze, ogni anno una ruga in più, un lampo di meno, sempre di meno.
Vorrei che sulla faccia passassero lampi irrefrenabili - di collera, d'amore, di gioia, di dolcezza - sempre, come ora, fino alla vecchiaia.

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Giacomo Poretti quello di Aldo Giovanni e lui

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"Una grande gara con Dio, per fare di ogni giornata un'opera d'arte"
 



Così è la vita di Giacomo Poretti, 55 anni e due occhietti birichini come quelli di un bimbo.
Dice Giacomo:" Siamo tutti inquieti: ci affanniamo in miliardi di cose, senza occuparci dell'essenziale, di quel qualcosa che da' senso alla vita." Che lui ha sempre cercato e che un prete di 78 anni gli ha fatto incontrare. Per caso, ma nulla accade per caso, è stato invitato a presentare, nel cineforum del San Fedele, centro culturale dei gesuiti a Milano, Chiedimi se sono felice, ed ha incontrato questo sacerdote che sapeva andare al cuore delle cose.
"In realtà le cose che faccio sono le stesse di prima solo che è cambiato il modo in cui le vivo. Con dentro quell'incontro, cerco di fare tutto al meglio. Come i miei soci, anche se apparentemente non credono: ognuno ha dentro il senso del bello, sia che faccia il giornalista, la mamma o il comico. E' innato, ce l'ha regalato Lui. Fare bene quello che abbiamo tra le mani. Gareggiare con Dio. Lui ha creato, ora tocca a te. Il resto viene di conseguenza".

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Nessun inverno è sconfitto da un'idea di D. Rondoni

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Marzo, dicono che inizia la primavera. Ma la primavera deve iniziare nel cuore tutti i giorni. Perchè la primavera deve sempre contrastare l'inverno. L'inverno di tutti i giorni. L'inverno è la solitudine. La primavera è l'amicizia, l'amore, la fertilità. Il calore. La primavera è l'inizio sempre del calore. E il calore che dà inizio alla vita può venire solo dalla vita. Non da una decisione, non da una necessità. Nessun inverno è mai stato sconfitto da una idea. Ma da una vita, e la vita procede per incontri, incroci, adesioni. E quando la primavera inizia non si accampa come un sole allo zenit. Non esplode subito con tutta la gioia e i colori e le infinite variazioni del vivente. Inizia piano, da minimi segni. Piccoli cambi di colore.Lievi variazioni dell'aria. Così la vita di un uomo non sfugge all'inverno perchè la primavera lo assale. Ma la "miccia verde della vita" come diceva il grande poeta Dylan Thomas, potente e invincibile, nel segreto ha dato inizio a tutto. E il suo splendore si propaga piano, fino ad invadere marzo, e aprile e il tempo intero.

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Prego di G. Sacino

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Ti contemplo, Signore Gesù,
trasfigurato sul monte,
riflesso eterno del Padre;
tutto il creato Ti adora
il cielo e la terra si inarcano
di fronte alla Tua maestà.
Neppur l'universo può farti da tenda
e la terra è solo sgabello ai tuoi piedi.
Sei troppo bello per ogni creatura...
Vederti e lasciar gli affetti più veri,
tutto scompare o perde valore,
rimanere con Te è sola beatitudine.
All'ombra di una quercia
Abramo Ti fermò
e i greggi e gli armenti
difesi lottando
valsero nulla
guardando le stelle
e la sua discendenza,
riflesso di Luce, riflesso di Te.
Noi non sappiamo più guardare le stelle
nè vogliam più rimanere sul monte,
ci bastano veloci liturgie
e chi vuol contemplarti ci pare un illuso.
Che almeno nel cuore della Chiesa,
Tua sposa e mia madre,
abbiano onore i contemplativi.
Amen.




 

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Signore perchè?

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Ieri sera, durante il telegiornale, sono stata colpita da un'immagine. Era un reportage dal Giappone. Le case distrutte, lo tsunami che spazza via ciò che rimane in piedi. Ad un tratto hanno inquadrato due persone, anziane.
Gli occhi attoniti guardano ciò che rimane della loro casa. Macerie. L'uomo, lasciata la mano della donna, sale sulle macerie... grida un nome. la voce roca. Il nome del figlio. Forte, più forte... poi il silenzio. La sua schiena si curva sotto quel silenzio. Guarda verso la donna. Porta le mani al volto... Scende dai calcinacci e con la donna si allontana.
Quest'immagine non mi abbandona!
Signore perchè?
Quando il grigio colora i capelli e le spalle si fanno più curve, non è il momento di abbandonarsi ai ricordi della vita? Non è il tempo della festa?
Mi è venuta alla mente una preghiera del padre De Foucauld:

Padre mio
mi abbandono a Te.
Fa' di me ciò che Ti piace.
Qualunque cosa Tu faccia a me,
Ti ringrazio.
Sono pronto a tutto, accetto tutto
purchè la Tua volontà si compia
in me e in tutte le Tue creature.
Non desidero nient'altro, mio Dio.
Rimetto la mia anima nelle Tue mani.
Te la dono, mio Dio,
con tutto l'amore del mio cuore
perchè Ti amo.
Ed è per me
un'esigenza d'amore
di donarmi, di rimettermi nelle
Tue mani, senza misura.
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Sulla riva del fiume di Tagore

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Sulla riva del fiume
i lavoratori dell'ovest
tagliano la terra
per preparare la fornace.
La loro piccola bambina
va e viene dal molo,
portando piatti, bicchieri,
stoviglie ben lucidate:
viene in fretta, con premura,
cento volte al giorno:
i braccialetti d'ottone
tintinnano battendo
contro i vasi di rame;
occupa così l'intero giorno.
Il piccolo fratellino,
con capo tosato, sporco di fango,
senza vestiti addosso,
come un animale domestico,
la segue
e pieno di pazienza
ai comandi della sorella
si siede in alto sulla riva.
Con l'anfora piena sul capo,
sul fianco sinistro i piatti,
la fanciulla cammina
stringendo con la destra
la mano del bambino.
E' rappresentante della madre
la tanto piccola sorella maggiore,
china sotto il peso del lavoro.

 

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Il Sorriso di Bruno Ferrero

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C'era una volta un sorriso che se ne andava a spasso per il mondo. Era un sorriso cordiale, allegro, affettuoso. Era felice come può esserlo un sorriso che ogni tanto fischiettava.
Arrivò, un giorno, in una cittadina dove gli abitanti e il traffico erano particolarmente nervosi. Stava giudiziosamente aspettando il verde ad un semaforo, quando due auto si urtarono. Si arrestarono stridendo, sul ciglio della strada, le portiere si aprirono e dalla prima, balzò fuori un uomo con un cipiglio feroce. In modo fulmineo il sorriso si attaccò alla sua bocca e gli illuminò il volto con una luce arrendevole, disponibile, amichevole. La signora irritata, che stava venendo fuori dall'atra auto, con i pugni chiusi, rimase interdetta, sorpresa, stupita. Poi, sorrise anche lei.
"Chiede scusa, è colpa mia" disse subito.
"Capita! Pazienza..." rispose l'uomo. "Prendiamo un caffè insieme?".
Il sorriso riprese il suo cammino.
Fece sorridere l'impiegata dell'ufficio postale e tutta la fila di gente in attesa, fiorì di chiacchere.
Passò sul viso di un'isegnante e gli studenti, ricominciarono a stare attenti.
Si fermò sulla faccia di un professore del policlinico e gli ammalati si sentirono meglio.
Poi toccò ad un capufficio, alla cassiera del supermercato, ad un marito che tornava a casa, a due ragazzini che si erano sempre detestati...
Alla sera il sorriso ripartì. Era un po' stanco, ma la cittadina era più felice.

Un sorriso è la luce attraverso la finestra del tuo viso che dice alla gente che il tuo cuore è in casa.
Allora sorridi! Ancora!
La susina, cicciotella e graziosa, quando ha smesso di farlo, è diventata una prugna rinsecchita.

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Domenica delle tentazioni - Prego di G. Sacino

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Perchè vincere le tentazioni mie?
esse sono belle e della vita un vanto;
mangiare, comandare, possedere,
è tutto ciò che il cuore chiede.
Lo fanno tutti,
poveri affamati e ricchi mai contenti
vivon per questo e
se Dio c'è a questo serve.
E' un pensiero inconfessato.
E' l'idolatria di sempre
da Adamo ad oggi e domani ancora
la tentazione ritorna
dolce, suadente, continua.
il sì al tentatore.

Che almeno la Tua Chiesa
gli resista, Signore Gesù. 
Amen.

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Tempo di Quaresima

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 La Quaresima è un tempo di ricerca della propria identità.Essa trova fondamento nel fatto che noi abbiamo fatto Pasqua fin dal giorno del nostro Battesimo.
In quel giorno ognuno di noi, ha abbandonato definitivamente il mondo del peccato ed è entrato nel numero dei Figli di Dio.
Per farci penetrare in questa grande realtà la Chiesa ci propone  i grandi temi della catechesi prebattesimale.
Sarà per noi un'occasione importante per cercare di desiderare di adeguarci a questi cinque temi.
Domenica delle tentazioni, della Trasfigurazione,della Samaritana, del cieco nato e della risurrezione di Lazzaro.
Cinque occasioni per lasciare, guidati da Dio, il mondo dell'inimicizia con chi ci è prossimo. Rinasciamo alla vita, all'amore per Dio e per noi. Abbiamo tante occasioni per camminare fino alla terra della nostra libertà.
E faremo Pasqua.

 
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Auguro una buona Quaresima a tutti;
che sia un periodo in cui fare deserto di ciò che non è vita
per trovare ciò che è vita.

(Aldo Li Volsi)

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GIOIA di L. Giussani

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Gioia: questa è la grande parola che Cristo ha introdotto nel mondo  che solo nell'esperienza cristiana è possibile. Non è possibile la gioia, se non nell'esperienza del rapporto con Cristo, nella vita vissuta alla luce di Cristo.
"Dio onnipotente e misericordioso, guidaci al possesso della gioia eterna". La liturgia parla di questo mondo, perciò eterna vuol dire vera: quella gioia che - guardata dopo - non ci fa dire: "E' stata una delusione"; non è possibile la parola delusione!
E' attraverso la gioia che l'umile "gregge dei fedeli" di Cristo giunge con sicurezza al suo destino. Camminiamo con sicurezza in quanto tu, o Signore, ci dai la gioia o "astergi ogni lacrima dai nostri occhi" (Ap 7,17).
Domandiamo la gioia. Nessuno domanda la gioia. Noi domandiamo a te, Signore, la gioia che "dà sicurezza al cammino del suo popolo". Cerchiamola nel nostro rapporto personale, nelle nostre famiglie, nella comunità, con l'estraneo.
Comunichiamo un'esperienza di gioia a chi non ne ha mai avuto neanche l'ombra, non può sapere in che cosa consista. Chi vede la tua gioia capisce che c'è il Mistero, che ti ha toccato il Mistero.
Chiediamo la gioia!

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BUONA DOMENICA




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dolore

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Ciò che il Signore ci dà, i momenti di dolore, quelli dolorosi, ripeto, quelli più dolorosi, quelli più intensamente dolorosi, sono quelli che ci danno l'occasione di andare da Gesù, di vedere la Sua vittoria. Guardiamo come il Vangelo è pieno di tante persone che andavano a cercare Gesù per il proprio dramma, e vedere quindi la Sua vittoria. E lì si svelava in continuazione chi era Gesù. Ricordiamoci che tutto il dolore che ci accade è per noi un'occasione di un rapporto più vero con Lui.

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Preghiera all'Angelo Custode di S. Teresa di Lisieux

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Glorioso custode della mia anima
tu che splendi nel cielo più bello
come una dolce e pura fiamma
vicino al trono dell'Eterno.

Tu discendi per me sulla terra,
e illuminandomi con il tuo splendore
bell'Angelo diventi per me fratello.

Conoscendo la mia grande debolezza,
tu mi prendi per mano
io ti osservo con tenerezza
mentre levi la pietra dal mio cammino.

Sempre la tua voce m'invita
a guardare solo i cieli
più mi vedi piccola e umile,
più diventi radioso.

Oh tu che attraversi lo spazio
più veloce dei lampi,
ti supplico, vola al posto mio
da coloro che mi sono cari,
con la tua ala asciuga le lacrime,
canta l'immensa bontà di Dio,
canta che soffrire è gioia
e pian piano mormora il mio nome.

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Salmo 137(136)

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Nel salmo 137 c'è un'espressione che ci fa pensare a ciò che sta succedendo in questi giorni e, se il nostro cuore sanguina, ci può scandalizzare.
Leggiamolo insieme con calma.
Si tratta della preghiera dell'esiliato, di colui che, deportato lontano dalla propria Patria, grida il suo dolore.
Ecco il Salmo:

 



Sui fiumi di Babilonia
là sedevamo piangendo
al ricordo di Sion.
Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre.
Là ci chiedevano parole di canto
coloro che ci avevano deportato,
canzoni di gioia, i nostri oppressori:
"Cantateci i canti di Sion!".
Come cantare i canti del Signore
in terra straniera?
Se ti dimentico, Gerusalemme,
si paralizzi la mia destra;
mi si attacchi la lingua al palato,
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non metto Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia.


 



Beh, i tempi erano diversi...ma non sembra che lo Spirito ce lo sussurri anche ai giorni nostri? E' comunque il pianto dell'uomo che vuole capire....

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Non tornare indietro di Tagore

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Se la porta del mio cuore
resta chiusa, o Signore,
sfondala ed entra nel mio animo,
non tornare indietro, o Signore!

Se qualche giorno nelle corde del liuto
non risuona il Tuo dolce nome,
per pietà, aspetta un poco,
non tornare indietro, o Signore!

Se qualche volta la Tua voce
non rompe il mio sonno profondo,
risvegliami con i colpi del tuono,
non tornare indietro, Signore!

Se qualche giorno sul Tuo trono
preferirò far sedere un altro,
o Re di tutti i giorni della mia vita,
non tornare indietro, o Signore!

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