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In mezzo scorre il fiume


di Renzo Montagnoli


 


 


Due file di salici, chinati sull’acqua,


canneti ondeggianti nel vento,


e in mezzo scorre lento il fiume.


Nell’ora che precede la sera,


solo il ronzio dei moscerini


s’accompagna al gracidio dei ranocchi.


Getto la rete, per il cibo della cena,


ma non c’è fretta a ritrarla.


È dolce lasciarsi accarezzare,


son come mani di fanciulla


gli aliti lievi della brezza


che risale dall’acqua


a ristorare i campi riarsi dal sole.


A notte le ninfe si specchieranno


alla luce di una luna prodiga


di enigmatici sorrisi.


Già dormirò, ma nel sogno


scivolerò su quest’acqua silente.


Magico incanto, tutto tace


e forte s’ode allora la voce della natura,


una melodia che solo il cuore


può ascoltare.


Ma è tempo di recuperar la rete,


di indovinare fra le maglie gocciolanti


gli argentei riflessi dei piccoli pesci.


Un ultimo sguardo prima di tornare a casa,


dove di rosso s’accende il cielo


i voli dei gabbiani disegnano le strade


che gli dei del giorno percorrono


per andare al riposo della notte.


E così, sempre,


finché questi occhi vedranno,


fino a quando saremo figli rispettosi,


di questa madre che ci ospita per il breve tragitto


che ci condurrà alla casa del tempo infinito.
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