Auguri di un sereno 2012

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E così lascio qui per chi passerà i miei più sinceri auguri di un sereno Anno Nuovo!


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Amicizia

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L'amore dell'amicizia! E' un tipo di amore che porta alla luce, alla gioia profonda. Se è vera amicizia non delude mai, lascia l'altro libero.
Ho un grande amico e mi aiuta a credere nell'uomo: voglio farvelo conoscere anche se lui non lo saprà mai. Si chiama Roberto. Non parla molto, ma in tempi passati mi apriva il suo cuore e io lo ascoltavo. Avevamo un'amica in comune, che ci ha lasciati, ora lui mi parla con gli occhi. Sempre, qualche giorno prima del Santo Natale, arriva e mi regala uno stupendo mazzo di fiori che appendo, in cima, là sulla porta della cucina, e resterà appeso fino al Natale successivo, momento in cui arriveranno dei fiori nuovi.
Roberto non crede. Quando dona la sua amicizia lo fa per sempre. Per lui è importante vivere bene l'oggi.
Non condivido le sue idee ma gli voglio bene e questo basta. Vorrei che fosse catturato dalla meraviglia per tuttociò che lo circonda, dagli affetti al lavoro, dalla natura all'uccellino che canta nel cielo, ma lui sorride, mi dice:"Ma va là..." e ritorna serio. Io so che se scoprisse che Dio abita in lui, il suo sguardo cambierebbe e, sotto gli occhiali, perennemente sulla punta del naso, spunterebbe un sorriso rinnovandogli il cuore.
Ciao Roby ti auguro un sereno anno nuovo!

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Il dono misterioso di B. Ferrero

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Era l'alba a Betlemme. L'ultimo pellegrino se n'era andato e la stella scomparsa. La Vergine Maria guardava dolcemente il Bambino che si era addormentato. Lentamente e cigolando, si aprì la vecchia porta della stalla. Sembrava spinta da un soffio di vento più che da una mano. Sulla soglia comparve una donna anziana, coperta di stracci. Maria sussultò, come se avesse visto una fata cattiva. Gesù continuava a dormire. L'asino e il bue strappavano bocconi di fieno e paglia da un mucchio che avevano davanti al muso e non degnarono di uno sguardo la nuova venuta.
Maria la seguiva con lo sguardo. Ogni passo della sconosciuta sembrava lungo come dei secoli. La vecchia continuava ad avanzare, finchè fu accanto alla mangiatoia.
Gesù Bambino spalancò gli occhi di colpo e Maria si meravigliò vedendo brillare negli occhi del Bambino e della donna la medesima luce di speranza.
La vecchia si chinò sul Bambino. Maria trattenne il fiato. La vecchia frugò nei suoi abiti stracciati, cercando qualcosa. Parve impiegare dei secoli a trovarla. Maria continuava a guardarla con inquietudine. Finalmente, dopo un tempo lunghissimo, la vecchia estrasse dai suoi stracci un oggetto, che rimase però nascosto nella sua mano, e lo affidò al bambino.
Maria vedeva solo la schiena della vecchia curva sull'improvvisata culla di Gesù.
Poi la vecchia si drizzò, come se si fosse liberata di un peso infinito che la tirava verso terra.
Le sue spalle si sollevarono, il suo capo si elevò e quasi toccava il soffitto, il suo viso ritrovò miracolosamente la giovinezza, i suoi capelli ridivennero morbidi e lucenti come seta. Quando si allontanò dalla mangiatoia, per scomparire nell'oscurità da cui era venuta, Maria potè finalmente vedere il dono misterioso.
Nelle piccole mani di Gesù, brillava una  mela rossa.
Quella donna era Eva, la prima donna, madre dei viventi, che aveva consegnato al Messia il frutto del primo peccato.
Perchè ora, con Gesù, era nata una Creazione nuova.
E tutto poteva ricominciare.
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Prego di G. Sacino

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Anche io, Divino Bambino
vengo davanti a Te, come i pastori di Betlem;
vengo per portarTi i miei piccoli doni:
una volontà rinnovata nel bene
una coscienza purificata dal Tuo perdono,
una capacità nuova,
almeno lo spero,
di aprirmi ai piccoli e ai bisognosi.
Proprio come i pastori che Ti portarono i loro doni,
poche cose, ma date con amore.
Ti adoro, divino Bambino e
Ti riconosco come il mio Salvatore
come l'unico Signore della mia vita;
un Signore che non comanda ma chiede
non domina ma serve,
non trattiene per sè, ma invia in tutto il mondo
a raccontare le Tue meraviglie.

Ti adoro e Ti chiedo:
aiuta anche me a conservare nel cuore
come Tua Madre,
la meraviglia della fede;
l'abitudine e lo scontato non spengano
la gioia del credere in Te
e sarà Natale ogni giorno,
anche per me.
Amen.
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Natale: pensieri

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Natale: ecco la notte della più grande esaltazione dell'uomo: in essa egli trova la sua nascita.
La mangiatoia: il primo luogo dell'incontro tra Dio e gli uomini.
Colui che è nato in tutta la debolezza dell'uomo è nato per aiutarmi ad essere persona, pienamente cosciente di essere figlio di Dio poichè il Figlio di Dio si è fatto uomo.
Non tutti sono felici in questa ricorrenza del Natale: c'è chi è disperato dentro, chi si sente solo, lontano dalla vita. Gesù, il bambino che giace nella mangiatoia è già una promessa: nel cuore stesso di chi non ha emozioni può germogliare una briciola di speranza, nel cuore delle tenebre può risplendere una luce se noi, poveri in spirito, se le nostre mani, normalmente vuote, diventano incontro donando speranza.
In questi momenti di perenne confusione cerchiamo il silenzio e la pace delle nostre chiese e preghiamo che Dio si manifesti principalmente nei nostri cuori.
Buon Natale a tutti.

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La Storia più bella di C. Bianchi (1°)

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Dall'alto del cielo immenso e stellato
Dio misterioso che tutto ha creato,
chiama a gran voce la stella più bella,
la più lucente, sì proprio quella:
"Vola a Betlemme, o bella cometa
ad indicare a tutti la meta:
presto fra gli uomini verrà un piccolino,
il Salvatore, Gesù Bambino".
La stella cometa comincia il suo viaggio
portando nel cielo il lieto messaggio.
La voce rimbomba fin su in Paradiso
e gli angeli sveglia così all'improvviso:
"Che c'è, che succede?", ripeton tra loro
e Dio misterioso risponde a quel coro:
"Andate angioletti laggiù tra i pastori
cantate con gioia, apritegli i cuori,
a loro annunciate che nasce un bambino
che viene per tutti, che è un dono divino!".
E gli angeli presto si mettono in volo
e "Gloria a Dio" cantano in coro.
A quel bambinello che presto verrà
di notte dal gelo chi lo scalderà?
Pensa e ripensa Dio misterioso
mentre il creato attende gioioso:
"Oh tu Madre terra che accogli ogni seme,
proteggi, riscalda il bimbo che viene!".
Ed ecco una grotta è pronta laggiù
e lì nascerà il Bimbo Gesù.
Però anche Gesù che nasce piccino,
come ogni bambino vorrà il suo lettino:
con un sussurro, chiamando pian piano
Dio misterioso risveglia anche il grano:
"Tu che agli uomini il pane sai dare
con le tue spighe una culla puoi fare!
Il Salvatore si accontenterà
di quello che ognuno donare potrà!".
Ed ecco di paglia è pronto il lettino
e lì dormirà Gesù Bambino.
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La notte più bella (2)

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Giuseppe e Maria si mettono in viaggio
fino a Betlemme con grande coraggio:
per il censimento che è stato ordinato
il loro nome va registrato.
Giungon laggiù che si è fatta sera,
è stanca Maria e di un letto già spera,
ma non c'è posto nelle locande
e la tristezza or si fa grande.
Ma Dio che tutto ha già predisposto
dentro la grotta gli fa trovar posto
e per scaldar dal gelo quei due
vi mette lì anche un asino e un bue.
E in questa notte che è la più bella
sopra la grotta si posa la stella,
il cielo scuro si tinge ora d'oro,
giungono gli Angeli e cantano in coro:
"A Dio sia Gloria! E agli uomini pace!".
e mentre intorno ogni cosa tace
sopra la paglia, nella Sua culla
nasce Gesù, così...senza nulla!
Ma quale dono è più prezioso
di quel che ci ha fatto Dio misterioso!
Sulle colline, là in mezzo ai prati,
alcuni pastori si sono accampati:
"Presto svegliatevi! Seguite la stella!".
annunciano gli Angeli, "Sì, sì, proprio quella!".
Ed i pastori con semplicità
trovan la grotta fuori città,
guardano il Bimbo con grande stupore
e adesso lo sanno: è Lui il Salvatore!
Porgono allora i doni più belli,
latte di pecora, lana ed agnelli.
Maria sorridendo un grazie gli dice
ed ogni pastore ha il cuor più felice.
Son questi i doni del primo Natale
che Dio misterioso ha voluto donare:
la stella, la grotta, la culla e la paglia
il canto degli Angeli e una famiglia,
i cuori stupiti di tanti pastori,
i Magi verranno portando i loro tesori.
Ma un dono anche noi possiamo ora fare
al Bimbo Gesù in questo Natale,
con tanta fede proprio come i pastori
andiamo a guardarlo! Apriamogli i cuori!
Restiamo in ginocchio là nella capanna
e piano cantiamogli una ninna nanna.

E in questa notte che è la più bella
sopra la grotta si posa la stella,
il cielo scuro si tinge ora d'oro,
giungono gli Angeli e cantano in coro:
"A Dio sia Gloria! E agli uomini pace!",
e mentre intorno ogni cosa tace
sopra la paglia, nella Sua culla
nasce Gesù, così...senza nulla!
Ma quale dono è più prezioso
di quel che ci ha fatto Dio misterioso!
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Il Messia promesso - Isaia

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Il popolo che camminava nelle tenebre
vide una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia,
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a Te
come si gioisce quando si miete
e come si gioisce
quando si divide il bottino.
Poichè Tu, come al tempo di Madian,
hai spezzato il giogo che l'opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle
e il bastone dell'aguzzino.
Poichè ogni calzatura di soldato nella mischia
e ogni mantello macchiato di sangue,
sarà bruciato,
sarà esca del fuoco.
Poichè un bambino è nato per noi,
ci è stato dato un figlio.
Sulle sue spalle è il segno della sovranità
ed è chiamato:
"Consigliere ammirabile, Dio potente,
Padre per sempre, Principe della pace".
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4° domenica d'Avvento: PREGO

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Non è facile attendere il Natale
quando il cuore si bea
di fiori, luci e canti
carichi di nostalgia e di ricordi.
Questo è il Natale di ieri,
dell'infanzia lontana,
della giovinezza sfiorita.

Il Natale del passato non dice nulla
e persino i bimbi di oggi
finiscono con l'annoiarsi.
Attendere il Natale con TE
è sentire il bisogno inconscio di Dio.

Sentire il bisogno di proclamare la fede
con la vita e la parola,
con la gioia e il canto
di chi sa che nulla è impossibile
a TE, Dio innamorato dell'uomo;
di chi testimonia che fede
in TE è vera libertà.

Questo Natale affascina e sconvolge.
Il mio, il nostro Natale
sia sempre così:
inquieto e inquietante.
E TU SIGNORE, nascerai davvero.
Amen.(G. Sacino)
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Prego (3° domenica d'Avvento)

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Cantare la Tua lode,
cantare e sorridere
e vivere in perenne Alleluja,
anche quando il dolore incombe
e rattrista la mia anima.
Cantare e gioire
per i Tuoi doni,
la Tua presenza, la Tua grazia
e la forza dello Spirito
dovrebbe essere il segreto di chi Ti ha incontrato,
o Signore.
Donaci uomini e donne
innamorati di Te,
pazzi per Te, e, come Francesco d'Assisi
-giullare di Te- e
Giuseppe da Copertino che
al suono del Tuo nome,
ballava di gioia
lanciandosi in voli d'amore...
Donaci un popolo di uomini e donne
capaci di vivere il Magnificat
e il mondo scoprirà
che Tu, solo Tu, sei
la vera gioia;
già da questa terra.
Amen (Giuseppe Sacino)
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Elio e le storie tese: Presepe imminente

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Natale è alle porte

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Ancora pochi giorni è arriva la festa più "cara" dell'anno: il santo Natale. Enzo Bianchi, nel suo libro "il pane di ieri" scrive che il Natale, ormai, è una festa non solo riservata ai cristiani ma sempre più carica di una valenza antropologica. I valori della quotidianità, del tessuto della vita, le relazioni umane, l'amicizia, l'amore, la fraternità sono ormai legati a questo giorno al punto che anche là, dove vi è contrapposizione tra  credenti e non credenti (è sempre Bianchi che scrive) la festa rimane uguale per tutti: magari, invece di "Buon Natale!" i non credenti si augurano un più generico "Buone Feste!", ma il clima dell'incontro, della gioia, dell'intimità è da tutti condiviso.
Il Natale è un'autentica occasione per riaccendere la speranza che riguarda l'umanità intera.
Per questo e per tante altre ragioni che sono fisse nel mio cuore e nella mia memoria, ricopio la poesia di un bambino che ho trovato sfogliando pagine preziose:

Non nacque Gesù in primavera, ma al freddo d'inverno di sera.
Lui re. Lui Signore. Lui tutto: d'amore porgendoci il frutto.
Ad ogni Natale penso con tristezza che non ho conosciuto della cometa la bellezza,
non ho conosciuto il silenzio delle stelle,
quella notte in cui erano tutte belle,
lucide, splendenti, brillanti e incantate,
ad ascoltare degli arcangeli le serenate;
non ho conosciuto lo sguardo di Maria,
il sorriso di Giuseppe in quella notte pia,
non ho conosciuto nulla in quel tempo lontano,
rotola una lacrima sul mio viso e sulla mano,
ma non è tempo di piangere: è nato il mio Signore,
Gesù, mia vita e mio Salvatore.
Gesù, piccolo grande amore, io non ero con Te,
ma da quando sono nato lo so, Tu sei con me.

L'ha scritta un bimbo di 10 anni e mi piacerebbe averla scritta, perchè più che una poesia è una preghiera.


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Festa dell'Immacolata Vergine Maria

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Il DOGMA DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE della Vergine Maria fu proclamato da Papa Pio IX l'8 dicembre 1854 nella Basilica di San Pietro.
Il dogma afferma come dottrina rivelata da Dio che la Vergine Madre di Dio nel primo istante della Sua concezione, per grazia singolare e in vista dei meriti di Gesù Cristo Salvatore, è stata preservata immune da ogni macchia di colpa originale.


 



Presso di Te, o Vergine Maria,
veniamo noi a cantare questa sera.
Ti preghiamo per l'umanità intera
di cui Tu sei l'unica speranza.

Nel giorno benedetto dell'"attesa"
molto felice Tu rendi il suo cuore.
E in questo giorno della vita sua
 ricopri col Tuo santo manto. 

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Dicembre

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Inizia il mese di dicembre. In queste giornate fredde la nebbia" la fa da padrona"! Così ci capita di assaporare giornate fredde e umide, tristemente buie dove le basse nuvole gravano su di noi come una cappa oscura. Dalla mia finestra osservo le persone, dai contorni sbiaditi, camminare frettolosamente, attente a dove mettono i piedi e sembra abbiano fretta di rientrare...Una ragazzina porta a spasso il suo cagnolino...Le macchine sembrano frettolose anche loro.
Non ci sono nella mia via e in quelle vicino, negozi.  Sono poco più in là...risplendenti di mille luci e annunciano, a modo loro, che arrivano le feste!  C'è pace intorno il che contrasta con questo formicolio di gente.
Gli alberi, ora spogli, hanno abbandonato la loro livrea rosso-arancio e penso che la loro bellezza sia tutta nascosta...aspettano la primavera, ora si riposano.
Ecco in lontananza il rintocco delle campane della chiesa della mia Parrocchia...è l'ora della Messa Vespertina. Sono i giorni della novena per la festa dell'Immacolata e nel mio cuore nasce una canzone dando anima al mio corpo...
Lui mi aspetta. Dio non è soltanto festivo! E tra pochi giorni si farà "piccolo" perchè possiamo comprendere la Sua infinita grandezza.

 

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Vegliate di Enzo Bianchi

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Viene da chiedersi a cosa pensi oggi la gente quando usa la parola "Vigilia" di Natale. Quasi sicuramente pensa al giorno prima della festa, niente di più. E tuttavia la parola "vigilia, vigilie" ha una lunga storia, ha conosciuto significati differenti a secondo di come la si vive. Io la vivo, ancora oggi, da cristiano e da monaco: sì, perchè vigilia significa in primo luogo, la veglia nella notte, il montare la guardia, dunque il restare svegli e l'essere vigilanti, preparati, attenti a ciò che può accadere.
Già gli ebrei, vivevano la vigilia in preparazione alle feste, ma è soprattutto con l'Avvento del cristianesimo che si afferma la vigilia contrassegnata dal vegliare nella notte. Nelle comunità cristiane, la domenica (giorno, appunto, del Signore), come testimonia già Plinio, si celebrava ante lucem, "prima del sorgere del sole", cioè nelle ore normalmente dedicate al sonno, una liturgia in cui si cantava a Cristo quasi Deo, "come a un Dio". Queste veglie delle comunità furono ben presto chiamate vigilie.
Nel IV secolo, poi, i monaci, sia in Oriente che in Occidente, scelsero proprio queste ore della notte per vegliare e pregare, in attesa del Signore Gesù Cristo, affermando così la loro fede nella Sua venuta gloriosa, una venuta che va attesa, invocata, accelerata. E i monaci lo fanno ancora oggi: prima dell'alba, quando è ancora buio, nella propria cella con la faccia che a volte cade sul libro santo della Bibbia, oppure cantando insieme i salmi: essi meditano, contemplano, invocano il giorno della venuta del nuovo Sole, della Luce senza tramonto, dello Sposo, del Vincitore della morte. Caratterizzate da canti che diventano particolarmente solenni e gioiosi quando spunta l'alba. La veglia è un'esperienza che si fa con tutto il corpo, non solo con la mente: gli occhi devono restare aperti, il corpo non deve riposare, tutte le membra devono essere in stato di vigilanza...

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Volantone di Natale

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Cristo non è "qualcosa" di giustapposto, ma è "qualcosa" "dentro": dentro la tua gioia, dentro la tua stanchezza, dentro la tua convivenza, dentro la tua repulsione o dentro la tua simpatia.
La coscienza del Mistero presente rende la nostra vita un flusso continuo di novità. Con questa presenza in cui abita corporalmente la divinità, "inizia" qualcosa di nuovo: oggi alle undici, all'una, alle tre, alle quattro.
In qualsiasi momento inizia qualcosa di nuovo.  (L. Giussani)

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Giorni dell'Attesa di Enzo Bianchi

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Da un po' di anni, al sopraggiungere dell'Avvento, spontaneamente mi interrogo sui profondi mutamenti che ha conosciuto nel corso della mia esistenza, in un paese di antica presenza cristiana come l'Italia, il tempo che precede il Natale e mi domando: chi riesce a vivere ancora il Natale nella sua dimensione di mistero, di evento della fede? Infatti, già dopo la festa di Ognissanti e la memoria dei morti, il Natale si preannuncia come la festa imbandita dai commercianti: è la chiamata alla corsa per gli acquisti e i regali, alla ricerca di cibi sempre più ricercati, inediti e costosi, al lusso da ostentare e all'organizzazione delle "feste", da protarsi almeno fino all'Epifania. Ormai c'è un'ideologia del Natale e tutto concorre a che non ci scandalizzi più, non ci si pongano domande, non ci si senta interpellati.
Tutto questo, poi, avviene nell'indifferenza verso coloro che la povertà tiene lontani dalla festa e anzi precipita in una frustrazione sempre più accentuata. Ma ricordarsi dei poveri quando si è intenti a godere dell'opulenza e a dedicarsi al consumo è oggi giudicato moralismo: se uno osa anche solo porre l'interrogativo se tutto questo sia necessario, viene giudicato, ben che gli vada, un guastafeste. Così ci troviamo impreparati a interiorizzare la festa del Natale e finiamo per essere catapultati in una celebrazione di cui riusciamo a malapena ad afferrare alcuni brandelli di senso, lasciandoci sfuggire il senso del messaggio.

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AVVENTO

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Con le parole dell'Evangelista Marco, la Chiesa inizia un nuovo anno liturgico e il periodo d'Avvento
Quindi l'invito urgente del Vangelo: vegliate!
Non la veglia di chi è schiavo e teme il ritorno del padrone, ma la veglia di un figlio che attende con ansia amorosa il ritorno del Padre. Cerchiamo di essere attenti ai "segni" della Sua venuta per essere pronti all'incontro con Lui.

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Colletta alimentare: carità nel carrello

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Il prossimo sabato ci sarà nuovamente la "Colletta alimentare"
Un milione e mezzo di persone: questa è la cifra impressionante che il Banco Alimentare, tramite le strutture convenzionate, sfama ogni giorno. "Il momento storico che stiamo vivendo rimane molto delicato e drammatico" si legge sul volantino della campagna "i poveri sono in costante crescita e sono sempre più prossimi a noi"
Rileggiamo il Vangelo di oggi 20 novembre: ...perchè ho avuto fame e mi avete dato da mangiare...."
Facciamo nostro questo invito affinchè, facendo la spesa per chi è nel bisogno, si ridesti tutta la nostra persona, cominciando a vivere all'altezza dei desideri del nostro cuore.
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33a domenica del Tempo Ordinario-Prego di G. Sacino

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Fare le cose piccole ma con cuore grande,
dare un bicchiere d'acqua fresca
come se lo dessimo a Te,
Signore Gesù,
essere fedeli nel poco per ricevere il molto,
sono regole di vita che abbiamo imparato da ragazzi.
E vivendole abbiamo sperimentato la gioia,
quando, a sera, registravamo
di aver fatto il nostro dovere,
e la giornata ci appariva come un terreno
ricco di tanti umili fiori di campo.
I fiori delle piccole cose fatte bene, per Te, Dio mio.

Poi siamo cresciuti e il mondo ci ha provvocati:
cerca il primo posto, mettiti in vista,
compi azioni che richiamino l'attenzione su di te,
mostrati orgoglioso di te stesso.

E abbiamo ceduto.

Forse, per qualche attimo, ci siamo lasciati ubriacare dal successo,
ma abbiamo perduto la pace del cuore
e il gusto del vivere.

Perdonaci, Signore Gesù,
per questa vita così frenetica e fatua
e ridonaci il gusto delle piccole cose ben fatte,
compiute per amor Tuo.
Forse non saremo famosi,
ma certo saremo più santi
amandoTi ogni giorno un po' di più;
nella fedeltà di una vita che, come fiore,
fiorisce per Te.
Se poi ci chiami ad opere grandi,
tutto sia sempre per la Tua gloria
e il nostro vero bene.
Amen.

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Pensiero d'autunno di Ada Negri

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Fammi uguale, Signore, a quelle foglie
 che vedo oggi nel sole
tremar dell'olmo sul più alto ramo.
Tremano sì, ma non di pena: è tanto
limpido il sole, e dolce distaccarsi
dal ramo, per congiungersi alla terra,
S'accendono alla luce ultima, cuori
pronti all'offerta; e l'angoscia, per esse,
ha la clemenza di una mite aurora.
Fa' ch'io mi stacchi dal più alto ramo
di una vita, così, senza lamento,
penetrata di Te come del sole.
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Luigi Giussani

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I più grandi sacrifici si mutano sempre, anzi, sono le più grandi gioie, perchè si tramutano in grandi atti d'amore.

 

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La cosapiù bella di Gibran

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Le cose che il bambino ama
rimangono nel regno del cuore
fino alla vecchiaia.
La cosa più bella della vita
è che la nostra anima
rimanga ad aleggiare
nei luoghi
dove una volta giocavamo.

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Tutto e ovunque : Kahlil Gibran

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Dio è tutto
ed è ovunque.
La cosa più divina dell'uomo
è il suo meravigliarsi della vita
- l'interezza della vita -,
la sua unicità,
la sua semplicità.
In momenti di profondo amore o di passione,
molti uomini hanno questa visione.
Visione
non è altro che aprire gli occhi.

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Stupore e conversione

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A volte parliamo dello "stupore" senza "stupirci".
Per "stupirci",come ha detto il Papa, "dobbiamo spalancare le finestre per vedere nuovamente la vastità del mondo, il cielo e la terra".
A parer mio per imparare a riscoprire la fede è importante Convertirsi ogni mattina e convertendosi ogni giorno, la nostra fede diviene più forte e più nuova. E questo porta nella vita di ciascuno il risveglio del proprio io. La parola "conversione"  mi creava un po' di disagio: ("certo che mi sono convertita!" dicevo) Poi ho capito che si tratta di una specie di pellegrinaggio ai luoghi del cuore, là dove c'è l'impronta di Dio, dove è bello andare. E così  si incontra la felicità. Dio, nella Sua infinita tenerezza, ci ha creati per amarci e in quell'amore che io scopro lo stupore per la realtà che mi circonda.
Ma capiamo che cosa sarebbe la vita di ciascuno di noi se perdessimo questa capacità di stupirci? E quale dono è la fede cristiana che ci rende più capaci di stupirci di tutto!
Ha ragione Heschel:"Privi di meraviglia, restiamo sordi al sublime".

 

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Preghiera del montanaro (ricopiata da un quaderno di appunti)

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"Lasciati agganciare, Signore, come il mio moschettone. Tu sei il primo di cordata ed io Ti seguirò fedelmente, perchè ho fiducia in Te che sei mio amico da tanto tempo e conosci, molto meglio di me, qual'è la via migliore da seguire. Quando sono incerto, Tu mi rassicuri, quando ho paura mi consoli, quando sono in pericolo, mi salvi. Quando sono felice mi sorridi e canti con me. Divido il Tuo mantello, il Tuo pane, la Tua gioia. Porti anche il mio sacco e la mia fatica. Si sta bene con Te e si sale facilmente. La corda che ci unisce tocca a me costruirla, giorno per giorno e tenerla con cura, perchè non si rovini o vada perduta. I chiodi che mi assicurano alla parete, devono essere senza incrinature, come la roccia e senza falle. La roccia è dolce e dura ad un tempo. Anche Tu sei come lei: duro con Te stesso, dolce con gli altri. Io, invece, sono un po' pazzo come la mia montagna, ma Tu mi ami così come sono e non mi chiedi di cambiare. Mi chiedi solo di fare bene quello che faccio. La vetta è lontana e da solo non la raggiungerei mai mentre la Tua presenza mi dice che presto saremo lassù seduti a riposare.
Per arrampicare bisogna avere la pace dentro di sè. Ci deve essere tanto silenzio per sentire la melodia ininterrotta della nostra vita. Un silenzio grande e completo, perfetto come quello di una chiara giornata piena di sole in cui scendere veloci sulla neve fresca, scivolare felici e belli come i Tuoi Angeli.
Io non so quando correrò l'ultima avventura, quando mi caricherò il sacco sulle spalle, srotolerò la corda, salirò faticosamente per un ghiaione, sognerò, cantando nelle soste, per l'ultima volta. Sempre Tu sarai con me."

 

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Le tue mani son piene di fiori...

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Commemorazione dei defunti: Prego di G. Sacino

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Oggi non è un giorno triste, Signore Gesù,
anche se il cuore è pieno di rimpianti.
Un fiore al cimitero e una preghiera
non placano il rimorso di amori offesi,
di errori compiuti verso persone amate
che non sono più. Ormai passati a Te.

Oggi è la memoria della Pasqua, la Tua, o Gesù,
Tu che vinci la morte per Te e per noi.
La pasqua dei nostri morti.

Tutti li mettiamo sul Tuo cuore,
tutti li affidiamo a Tua Madre;
per tutti Ti chiediamo la grazia di contemplare,
in eterno, il Tuo volto.
E quando anche per noi
verrà l'ora di separarci dal corpo,
voi, anime belle, aiutateci
perchè la morte non ci colga impreparati,
ma. prima, recitando il Miserere
poi, come la sposa attende lo sposo,
cantare per sempre il Magnificat
della vita che non muore.
Amen.

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sogno

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Ho sognato di volare, così in alto che il blu diventava nero. Di lassù si poteva vedere tutto e sembrava che per tutto ci fosse una ragione.

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1 novembre: Tutti i Santi. Prego di G. Sacino

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Santi e sante del Paradiso
oggi ci rivolgiamo direttamente a voi.
Non conosciamo il vostro nome,
non abbiamo visto il vostro volto,
non sappiamo nulla della vostra storia,
ma sappiamo che siete Santi.
Avete realizzato lo scopo più importante della vostra vita;
non avete avuto paura del soffio dello Spirito
e avete aperto la vela della vostra vita a Lui,
lasciandovi portare dove Lui voleva,
seguendo la rotta che Lui voleva.

Avete attraversato il mare burrascoso delle passioni
abbracciati con fede al timoniere divino,
giungendo così al porto sospirato;
avete scalato le montagne della carità
e, senza girarvi indietro,
avete conquistato le vette,
nonostante asperità e cadute;
nel buio delle calunnie e delle incomprensioni,
siete andati avanti,
fidandovi della Luce, spesso opaca, della fede
e, quando stanchi, avete pensato di mollare
e forse siete caduti,
vi siete fidati della mano che Maria,
mamma del Santo e regina dei Santi,
vi ha teso.

Ed ora siete lì nella gloria
ove, come miriadi di stelle in un cielo d'estate,
fate luce al nostro cammino.

Vogliamo sentirvi vicini,
perchè dove siete voi vogliamo giungere anche noi,
per cantare insieme ed eternamente la gloria
del Padre, del Figlio e dello Spirito.
Amen.
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Beata Madre Teresa di Calcutta:

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Il Santo Padre, Benedetto XVI, a Friburgo ha ricordato che Madre Teresa in risposta alla domanda :"Che cosa cambierebbe nella Chiesa?" ha risposto:"Lei ed io".

 

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31 Domenica del Tempo Ordinario: Prego di G. Sacino

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Gesù, Rabbi divino, Ti amo, Ti adoro
in me e nel cuore della Chiesa,
Tua sposa.
Senza la Chiesa
io non avrei la grazia, il perdono, L'Eucarestia,
lo Spirito Santo.
Senza la Chiesa, saremmo servi,
schiavi del demonio,
privi del cibo spirituale della Tua Parola
e del Tuo Corpo.

Grazie per questa Madre che amo,
ma proprio per questo,
perchè sono un figlio geloso,
Ti prego di liberarla da ogni ruga,
di purificarla dalla ricerca del potere o dell'onore,
esentandola anche dall'apparenza
dell'attaccamento al denaro.
Rendila umile, generosa, disponibile, sobria,
materna e misericordiosa.

Tu che sei l'unico Maestro,
dona al nostro Vescovo,
ai nostri sacerdoti,
la grazia di superare ogni ostacolo
e ogni fragilità umana
e di crescere spiritualmente,
tenendo gli occhi fissi sulla Tua icona,
quando, ginocchioni per terra,
hai lavato i piedi ai Tuoi apostoli.


Concedi anche a noi, Signore Gesù,
lo spirito di comprensione, di umiltà,
di docilità e di amore filiale
alle nostre guide spirituali,
affinchè possiamo camminare spediti
nella via della perfezione evangelica
a cui ci hai chiamati con il Battesimo.
Amen.

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compleanno Valeria

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Ho camminato
lungo viali che cambiavano colore
Ti ho cercata
tra ragazze che cambiavano stagione,
per ritrovare il tuo sorriso
l'allegria della tua voce.
poi, Valeria,
un giorno ti ho incontrata:
negli occhi di tuo padre.

Buon compleanno,scricciolo!

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Pregare

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Signore oggi Ti prego per quelli che se ne vanno via. Questa è una settimana santa per il mio cuore che sente il vuoto lasciato da coloro a cui ho voluto tanto bene. Fa' che io porti il mio fardello fino in fondo.
Grazie, per tutti i momenti belli che abbiamo passato insieme. Donami speranza e forza per affrontare i giorni che verranno e per aiutare Ada e Enrico che sono fragili davanti al dolore.
Vienimi incontro, Signore, ed apri le Tue braccia, perchè quando arriverò da Te sarò molto stanca.
Più che in ogni altra cosa Ti prego, Signore, fa' che nessuno dei miei cari manchi all'appello.

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30a domenica del Tempo Ordinario di G. Sacino Prego.

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Oh Gesù, Tu sei venuto in me con la Tua Parola
per ricordarmi che tutta la legge e i Profeti
si riassumano nell'amare Te e, amando Te,
amare il prossimo.

Fa' che me lo ricordi
in ogni momento della vita:
quando il Tuo comandamento mette le ali al mio cuore,
ma anche quando avverto la spinta
a farmi giustizia da solo.

O Cristo, ricordami sempre
che è un inganno del demonio
dimenticare Te, la preghiera, l'adorazione,
la meditazione della Tua Parola,
con l'alibi di badare al prossimo.

Se cado in questo inganno, rovino me stesso,
finendo poi con lo stancarmi degli altri.
Perciò, con tutte le mie forze, Ti dico:
fa' che Ti ami sempre, prima di tutto e più di tutto.

Come posso dire di amare Te che non vedo
se non amo il prossimo che vedo?
Illuminami Signore, Tu che sei la Luce
che illumina il cuore di ogni uomo.

Dammi questa Luce perchè veda,
su ogni volto d'uomo, i lineamenti del Tuo volto
e, riconoscendoTi nei fratelli,
Tu mi riconosca quando giungerò a Te
per rimanervi per sempre, Tu
Amore mio, mia nostalgia e mio tutto.
Amen.



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Barbra Streisand: People

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People, La gente,
People who need people Le persone che hanno bisogno di persone
Are the luckiest people in the world Sono le persone più fortunate del mondo
Were children needing other children Erano bambini che necessitano di altri bambini
And yet letting our grown-up pride E tuttavia lasciare che i nostri adulti orgoglio
Hide all the need inside Nascondi tutte le necessità all'interno
Acting more like children than children Agire più come i bambini rispetto ai bambini
Lovers Amanti
Are very special people Sono persone molto speciali
They're the luckiest people in the world Sono le persone più fortunate del mondo
With one person, Con una persona,
One very special person Una persona molto speciale
A feeling deep in your soul Un sentimento profondo nella tua anima
Says you are half now you're whole Dice che sono la metà ora sei tutto
No more hunger and thirst Non più la fame e la sete
But first be a person who needs people Ma prima di essere una persona che ha bisogno di persone
People, people who need people La gente, le persone che hanno bisogno di persone
Are the luckiest people in the world Sono le persone più fortunate del mondo

With one person Con una persona
One very special person Una persona molto speciale
A feeling deep in your soul Un sentimento profondo nella tua anima
Says you are half now you're whole Dice che sono la metà ora sei tutto
No more hunger and thirst Non più la fame e la sete
But first be a person who needs people Ma prima di essere una persona che ha bisogno di persone
People, people who need people La gente, le persone che hanno bisogno di persone
Are the luckiest people in the world Sono le persone più fortunate del mondo
 

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Parlare con Dio

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Signore, Tu lo sai, è venuto da Te. Oh, come sempre, hai ragione Tu: qui non sarebbe stato felice e adesso invece gioca con Valeria, si fanno compagnia e Ti pregano per tutti noi. Questa era la soluzione migliore: ma Tu aiutaci perchè, Luca era piccolo, ma Valeria era uno scricciolo pieno di gioia di vivere. Come possiamo andare avanti senza di loro? Certo che Tu ci chiedi di farla fruttare questa passeggiata che facciamo prima di raggiungerTi; altrimenti cosa Ti porteremo e che cosa Ti racconteremo domani? Ho anche scoperto che l'unica tristezza che invade i nostri cuori è riconoscere la cattiveria. Hai visto domenica quei ragazzacci che in nome di nonsochecosa hanno picchiato, distrutto e anche preso a calci una povera Madonnina di gesso e anche Te in quel Crocifisso, messo lì per ascoltare le preghiere di persone con il cuore gonfio di speranze in Te e nella Tua tenerissima Madre! Per non parlare dell'altro...
Signore oggi il mio cuore piange. Tu sai perchè e questo basta.
Sì, il Paradiso sarà bello, perchè ci saremo finalmente tutti e per sempre. Che sospiro di sollievo allora, Signore!
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Oggi 18 ottobre: San Luca Evangelista

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San Luca con Marco e Matteo hanno scritto i Vangeli detti "sinottici", perchè, disposti su tre colonne parallele, si possono (in una certa misura) osservare con uno sguardo solo. Numerosi i parallelismi nella struttura, nei fatti raccontati e nel modo di raccontarli, nelle frasi e persino nelle parole. Restano comunque, accanto a queste somiglianze, altrettante differenze. Luca è l'unico però che fa seguire al suo Vangelo la storia della prima Chiesa: gli Atti degli Apostoli. Vangelo e Atti costituiscono, in un certo senso, un'opera sola.
Oggi è la festa del suo ricordo.

E' anche il ricordo del mio primo nipotino: Luca, appunto. E' vissuto solo pochi giorni a causa di una deformazione dei polmoni. E' stato subito operato, ma, il mio piccolo principe, come lo chiamo, se n'è volato in cielo portando al Signore tutto il bene con cui lo abbiamo atteso, le nostre preghiere perchè restasse con noi e le nostre lacrime. Ci ha lasciato la tenerezza di un corpicino che solo mamma e babbo, hanno potuto accarezzare. Noi, nonni ti assicuriamo che non ti dimenticheremo mai. Piccolo Angelo proteggici e guidaci sulla strada della vita che con la memoria di te, stiamo percorrendo.

 

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29a Domenica del Tempo Ordinario: Prego di G. Sacino

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Ti preghiamo, Maestro divino, per i cristiani
attivamente impegnati in politica,
per coloro che, con le leggi
e le decisioni programmatiche,
decidono della vita di un paesino, di una città,
di una provincia, di una regione, di un popolo
o di molti popoli.

Tu, o Gesù,
che ci insegni a non mettere Cesare al posto di Dio,
non permettere che esaltiamo gli uomini politici
tanto da credere che essere loro amico
significa avere tutto e subito!
Non permettere di idolatrare gli uomini politici
nè che essi,
peccando di orgoglio e d'ingiustizia,
dimentichino che il loro è un servizio
e non un potere,
un servizio a tempo determinato,
di cui devono rendere conto a Te,
prima ancora che agli uomini.

Dona ai politici,
credenti e non credenti,
atei o materialisti,
a tutti - nessuno escluso -
la capacità di alzare lo sguardo
al di là del perimetro ristretto del loro partito
per guardare in faccia l'uomo,
ogni uomo,
e servirlo con giustizia e trasparenza.
Se faranno questo, serviranno la storia
e serviranno Te,
perchè ogni uomo è Tua immagine
e la politica diverrà una lenta fatica
per rendere il mondo migliore.
Come piace a Te.
Amen.

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Abbè Pierre ha detto:

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Svegliatevi, la crisi economica non è un brutto quarto d'ora che passerà presto; durerà!
I tempi della crescita e dello spreco sono finiti.
Credere che stiamo vivendo una parentesi è un'illusione mortale.
La crisi impone altre scelte alla vita

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Atto d'Amore di Ada Negri

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Non seppi dirTi quant'io t'amo, Dio
nel quale credo, Dio che sei la vita
vivente, e quella già vissuta e quella
ch'é da viver più oltre i confini
dei mondi, e dove non esiste il tempo.
Non seppi; - ma a Te nulla occulto resta
di ciò che tace nel profondo. Ogni atto
di vita, in me, fu amore. Ed io credetti
fosse per l'uomo, o l'opera, o la patria
terrena, o i nati del mio saldo ceppo,
o i fior, le piante, i frutti che dal sole
hanno sostanza, nutrimento e luce;
ma fu amor di Te, che in ogni cosa
e creatura sei presente. Ed ora
che ad uno ad uno caddero al mio fianco
i compagni di strada, e più sommesse
si fan le voci della terra, il Tuo
volto rifulge di splendor più forte,
e la Tua voce è cantico di gloria.
Or - Dio che sempre amai - t'amo sapendo
d'amarTi; e ineffabile certezza
che tutto fu giustizia, anche il dolore,
tutto fu bene, anche il mio male, tutto
per me Tu fosti e sei, mi fai tremante
d'una gioia più grande della morte.
Resta con me, poi che la sera scende
sulla mia casa con misericordia
d'ombra e di stelle. Ch'io Ti porga, al desco
umile, il poco pane e l'acqua pura
della mia povertà. Resta Tu solo
accanto a me Tua serva; e nel silenzio
degli esseri, il mio cuore oda Te solo.
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Abbè Pierre ha detto:

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quando mi viene posta la domanda sul perchè veniamo sulla terra, rispondo che è per Amore, per imparare ad amare.

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28a Domenica del Tempo Ordinario: Prego di G. Sacino

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Padre Santo, ascolta la mia preghiera,
la Tua misericordia esaudisca il mio desiderio
che non riguarda solo me,
ma vuol farsi voce di ogni uomo
(cf S. Agostino, Conf. 11,2)

Grazie per il dono della fede,
grazie per avermi invitato alle nozze del Tuo Figlio,
grazie per il banchetto eucaristico
al quale anche oggi mi sono accostato.
Ascolta il desiderio dei popoli
che anelano alla salvezza,
scegli tra noi i Tuoi servi e mandaci
ad annunciare a tutti il Tuo amore.
Liberaci dalla tentazione di confondere
l'invito di salvezza, che viene da Te,
con quanto invece dipende anche da noi,
per portare la veste bianca
dell'innocenza battesimale
o indossare le gramaglie della penitenza,
perchè il Tuo cuore di Padre
non vuole che i suoi figli si perdano.
Amen.

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Ivano Fossati - Decadenza

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Artemisia Gentileschi

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Artemisia Gentileschi, condivise con il padre, Orazio Gentileschi, una vera passione per la pittura. Il padre, esponente di spicco del caravaggismo romano. le fu maestro. Di lei, viene allestita a Milano, nel Palazzo Reale, una mostra con ben 40 opere in cui presentano al pubblico ogni singolo aspetto della carriera di questa , camaleontica, artista italiana. La mostra, storia di una passione, si tiene dal 22 settembre a tutto il29 gennaio prossimo. Per informazioni 02/54911.

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parlando di Valeria

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Ieri sera, sarebbe più giusto dire ieri notte, cercavo nella libreria un libro da leggere prima di addormentarmi e, felicità, ho trovato il quaderno di religione del mio piccolo scricciolo. Vi scrivo un pensiero dell'ultima pagina:
"...queste cose, senz'altro, mi aiuteranno a scoprire la mia vocazione. Sarò mamma oppure il Signore mi vorrà suora? Gesù parlami e fa che io sappia scegliere bene la mia vocazione. Sei Tu Gesù il mio più grande amico."
Non c'è data sul foglio perchè poi parla di due persone a lei tanto care, Sr Anna e don Zeno, di cui ammirava l'intensità della vocazione! ....poi pagine bianche perchè è andata nella luce del suo Amico Gesù.Ciao Amore.
Signore, oggi non starmi lontano!
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Dio risponde al cuore adolescente di M. Quoist

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Ascolta, piccolo.
Fermati,
e fa' silenzio,
un lungo pellegrinaggio sino al fondo al tuo cuore.
Cammina lungo questo tuo amore nuovo,
come si risale il ruscello per trovarne la sorgente,
e al termine, laggiù in fondo,
nell'infinito mistero della tua anima turbata,
Mi incontrerai,
perchè Io mi chiamo l'Amore, piccolo,
e non sono che Amore, da sempre,
e l'Amore è in te.

Io ti ho fatto per amare,
per amare eternamente;
e il tuo amore passerà per un'altra te stesso.
Lei sta cercando;
rassicurati, è sulla tua strada,
in cammino dall'eternità,
sulla Via del mio Amore.
Bisogna attendere il suo passaggio,
lei si avvicina,
tu ti avvicini,
vi riconoscerete.
Vi cercherete nella notte,
nella "Mia" notte,
che diverrà Luce se mi date fiducia.

Conservati per lei, piccolo,
come lei si conserva per te.
Io vi custodirò l'uno per l'altra,
e, poichè tu hai fame d'amore,
ho posto sul tuo cammino
tutti i tuoi fratelli da amare.
Credimi, è un lungo tirocinio l'amore,
e non vi sono diverse specie di amore:
amare è sempre lasciare se stessi
per andare verso gli altri.
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La scatola dei colori

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Ho ricevuto una scatola di colori
in cui ogni colore esprime una sua felicità;
ho ricevuto una scatola di colori
caldi, freddi e allegri.



Non ho il rosso per le ferite e il sangue,
non ho il nero per un bambino rimasto orfano,
non ho bianco per il volto di chi è morto,
non ho il giallo per le sabbie roventi.



Ho l’arancione per la gioia di vivere,
ho il verde per i germogli e le foglie,
ho il blu per un cielo terso,
ho il rosa per i sogni e il riposo.



Mi sono seduta
e ho disegnato
la Pace.




Tali Shurek, anni 13, Beer Sheva, Israele
 



 







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Santi Angeli Custodi Preghiera di S. Thérése di Lisieux

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Glorioso custode della mia anima
tu che splendi nel cielo più bello
come una dolce e pura fiamma
vicino al trono dell'Eterno.

Tu discendi per me sulla terra,
e illuminandomi con il tuo splendore
bell'Angelo diventi per me fratello.

Conoscendo la mia grande debolezza,
tu mi prendi per mano
io ti osservo con tenerezza
mentre levi la pietra dal mio cammino.

Sempre la tua voce m'invita
a guardare solo i cieli
più mi vedi piccola e umile,
più diventi radioso.

Oh tu che attraversi lo spazio
più veloce dei lampi,
ti supplico, vola al posto mio
da coloro che mi sono cari,
con la tua ala asciuga le lacrime,
canta l'immensa bontà di Dio,
canta che soffrire è gioia
e pian piano mormora il mio nome. 
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Il paese che chiamano vita di R. M. Rilke

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Solo prima di crearli, Dio, parla agli uomini
poi lascia muto la notte con loro.
E così parla, parole buie
nuvole, prima che la loro vita inizi.

Lascia accadere ogni cosa: bellezza e terrore.
Andare si deve: nessun affetto è troppo lontano.
Non lasciarti dividere da me.
Vicino è il paese
che chiamano vita.

 

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Aquilone di G. Pascoli

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C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole,
anzi d'antico: io vivo altrove, e sento
che sono intorno nate le viole.

Son nate nella selva del convento
dei cappuccini, tra le morte foglie
che al ceppo delle quercie agita il vento.

Si respira una dolce aria che scioglie
le dure zolle, e visita le chiese
di campagna, ch'erbose hanno le soglie:

un'aria d'altro luogo e d'altro mese
e d'altra vita: un'aria celestina
che regga molte bianche ali sospese...
sì, gli aquiloni! È questa una mattina
che non c'è scuola. Siamo usciti a schiera
tra le siepi di rovo e d'albaspina.

Le siepi erano brulle, irte; ma c'era
d'autunno ancora qualche mazzo rosso
di bacche, e qualche fior di primavera

bianco; e sui rami nudi il pettirosso
saltava, e la lucertola il capino
mostrava tra le foglie aspre del fosso.

Or siamo fermi: abbiamo in faccia Urbino
ventoso: ognuno manda da una balza
la sua cometa per il ciel turchino.

Ed ecco ondeggia, pencola, urta, sbalza,
risale, prende il vento; ecco pian piano
tra un lungo dei fanciulli urlo s'inalza.


S'inalza; e ruba il filo dalla mano,
come un fiore che fugga su lo stelo
esile, e vada a rifiorir lontano.


S'inalza; e i piedi trepidi e l'anelo
petto del bimbo e l'avida pupilla
e il viso e il cuore, porta tutto in cielo.

Più su, più su: già come un punto brilla
lassù, lassù... Ma ecco una ventata
di sbieco, ecco uno strillo alto... - Chi strilla?

Sono le voci della camerata mia:
le conosco tutte all'improvviso,
una dolce, una acuta, una velata...


A uno a uno tutti vi ravviso,
o miei compagni! E te, sì, che abbandoni
su l'omero il pallor muto del viso.

Sì: dissi sopra te l'orazioni,
e piansi: eppur, felice te che al vento
non vedesti cader che gli aquiloni!

Tu eri tutto bianco, io mi rammento:
solo avevi del rosso nei ginocchi,
per quel nostro pregar sul pavimento.

Oh! te felice che chiudesti gli occhi
persuaso, stringendoti sul cuore
il più caro dei tuoi cari balocchi!

Oh! dolcemente, so ben io, si muore
la sua stringendo fanciullezza al petto,
come i candidi suoi pètali un fiore


ancora in boccia! O morto giovinetto,
anch'io presto verrò sotto le zolle
là dove dormi placido e soletto...

Meglio venirci ansante, roseo, molle
di sudor, come dopo una gioconda
corsa di gara per salire un colle!

Meglio venirci con la testa bionda,
che poi che fredda giacque sul guanciale,
ti pettinò co' bei capelli a onda tua madre...

adagio, per non farti male.
 

 



 

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Baglioni : Sabato pomeriggio (passerotto)

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 Oggi, come sempre, mi manchi.
vorrei la tua mano per camminare un po'
in un pomeriggio di sole.

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Goethe: Faust

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Voi figli di Dio veri, gioite
della ricca bellezza della vita!

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vivere la felicità

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Abbiamo bevuto il the insieme.
A Giacomo mancavano le "macine". Poi i biscottini "di Novara" lo hanno soddisfatto.
Per Francesco è importante mangiare.
Per gli "altri" l'importante è stare insieme.
Ho guardato la Mia Famiglia riunita e, mentre pensavo "la mia famiglia" ho sentito un tuffo al cuore.
Era la felicità.
Cristo guarda a ciò che è importante per la nostra vita, al desiderio del cuore, e lo nobilita.
L'amore, prima di darlo, lo abbiamo ricevuto da Lui.
Lui ha dato la Vita per primo.
Ha dato la Sua Vita per me.
Perché io possa donarla.
Perché possa dire:"Sorridi ai tanti doni che il Signore ti dà e ti ha dato e sii felice.
Felice con i tuoi figli, con i tuoi nipoti, con tuo marito".
(Qualunque cosa accada).

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26a Domenica del T.O. Prego di G. Sacino

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Signore Gesù, Tu sei in me e io in Te.
Ti amo, Ti lodo,Tti adoro dal profondo del mio essere.
Ti amo, Ti lodo, Ti adoro per chi,
mai,
innalza
il pensiero e il cuore a Te.

Donami una particolare effusione dello Spirito Santo
affinchè non cada nel peccato
della presunzione di salvarmi,
di essere ormai immune dall'offenderTi gravemente.

Che non diventi cieco,
incapace di riconoscere
i miei peccati passati
e le mie deficienze attuali.

Donami la grazia di un pentimento profondo
e di non considerarTi mai
così occupato
da non disturbarTi per le mie debolezze e miserie.

Signore,
liberami dalla presunzione della salvezza
che è via all'ostinazione nei peccati
e all'impenitenza finale,
e donami continuamente il vivo pentimento
per ogni peccato,
prima che azione da fuggire,
significa non amare Te,
non corrispondere al Tuo amore,
non amare come ami Tu.

Donami questo amore e il pentimento necessario,
perchè ogni giorno impari ad amare
come ami Tu.
Amen.

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tempo d'amicizia di Giovanni Colciano

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le amicizie
sono volti che descrivono silenzi
sono anime
che parlano d'incontri
in un digiuno
gustoso e celestiale
è un sentirsi abbracciati
in semplici istanti
di tempo.

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cecità dell'anima di Antonio Sabia

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La cecità dell'anima



Una notte ho sognato un bambino,
da solo giocava in mezzo al prato.
Aveva gli occhi chiusi, sfiorava i petali.
Mi chiese: "Come sono questi fiori?"
"Belli." Gli risposi.
"Perchè sono belli?",
mi guardava con gli occhi chiusi
e mi sentii stringere il cuore.
"Perchè sono colorati di giallo, rosso, verde e blu." riposi,
"E com'è il giallo? Il rosso? Il verde? Il blu?" mi chiese,
mi guardava con gli occhi chiusi
e mi sentii mancare il fiato.
"Non lo so." Risposi.
"Te lo spiego io." mi disse.
Con gli occhi chiusi si avvicinò a me, mi fece sedere.
Mi chiuse gli occhi, mi accarezzò, mi baciò, mi abbracciò.
Con gli occhi chiusi, sorrideva.
La mattina mi svegliai e mi accorsi che avevo ancora gli occhi chiusi.
Provai ad aprirli, ma non ci riuscii.
Provai ad immaginare, non ci riuscii.
Con gli occhi chiusi non ho ancora imparato a sorridere.
 

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