Il Punto Cardinale di Gibran

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Mi dicono che amo la gente,
e alcuni mi rimproverano perchè amo tutti.
Sì, amo tutti gli uomini,
li amo con tutto il cuore,
seza discriminazioni e preferenze,
li amo tutti come se fossero uno solo,
li amo perchè sono lo spirito di Dio;
ma ogni cuore ha il suo speciale Qiblah,
ogni cuore ha il suo punto cardinale
verso il quale si orienta quando è solo.
Ogni cuore ha un eremo nel quale si ritira
quando cerca conforto e sollievo.
Ogni cuore anela a un altro cuore
al quale congiungersi
per gustare la vita nella sua pace
e nelle sue benedizioni,
o per dimenticare, della vita, le pene..

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l'uomo cattivo di C. Chieffo

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Era un uomo cattivo, ma cattivo, cattivo, cattivo,
eppure così cattivo il Signore lo salvò:
quando si alzava la mattina tutto gli dava fastidio
a cominciare dalla luce, perfino il latte col caffè.
Ma un dì si chiese Chi era che gli dava la vita,
un dì si chiese Chi era che gli dava l’amor.
«Chi se ne frega della vita! Chi se ne frega dell’amore!»‚
lui ripeteva queste cose, ma gli faceva male il cuore.
Ed il Signore dal cielo tanti regali gli mandava,
lui li guardava appena, anzi alle volte poi si lamentava.
Ma un dì si chiese Chi era che gli dava la vita,
un dì si chiese Chi era che gli dava l’amor.
Poi un giorno vide un bambino che gli sorrideva,
vide il colore dell’uva e la sua nonna che pregava,
poi vide ch’era cattivo e tutto sporco di nero,
mise una mano sul cuore e pianse quasi tutto un giorno intero.
E Dio lo vide e sorrise, gli tolse quel suo dolore,
poi gli donò ancor più vita, poi gli donò ancor più amor…
Era un uomo cattivo, ma cattivo, cattivo, cattivo,
eppure così cattivo il Signore lo salvò.

Il termine "cattivo" ha qui il significato di "immorale" ma non nel senso solito che usiamo, nel senso più profondo di un inadeguato rapporto con Dio. E tuttociò si vede da come prosegue il canto. Quando si alzava la mattina,  non sentiva il rimorso di qualcosa che era sbagliato, no, E così anche noi, possiamo aver fatto l'incontro cristiano eppure, a volte, tutto ci dà fastidio. Ma questo non ferma il Signore. Noi non ci accorgiamo, ripeto a volte, che siamo incapaci di accogliere la realtà come dono, come regalo. Come sarebbe bello, aprire gli occhi e scoprire che siamo grati al Signore per questo risveglio che ci viene donato. Ma,quello che prevale è il lamento. Questo fastidio, questo lamento, possono diventare l'occasione per capire chi è Cristo e se ciò accade, noi cominciamo ad entrare nella realtà, come l'uomo cattivo che un giorno si chiese chi era che gli dava la vita, che gli dava l'amor. Cominciamo allora a cambiare (ecco la conversione) il nostro esistere di fronte alle cose e iniziamo a vedere le cose che prima non vedevamo: il colore dell'uva, il bambino che gli sorrideva! Quanti bambini avrà visto sorridere, ma non li vedeva! "Allora si mise una mano sul cuore e pianse il giorno intero". E questo è ciò che consente al Signore di darci tutto. "E Dio lo vide e sorrise; gli tolse quel suo dolore, poi gli donò ancor più vita, poi gli donò ancor più amor". La conversione, la coscienza piena di ciò che ci circonda, ecco allora ancora più vita, ancora più Amor. Tra pochi giorni inizia l'Avvento: tempo di attesa, tempo di conversione.


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Tacere di anonimo

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Tacere nell'offesa
è saper conservare le proprie forze.
Tacere nella preghiera

è l'estasi della preghiera.
Quando si ama molto
non lo si sa esprimere.

Tacere nella sofferenza
è adorazione, abbandono cieco di se stessi all'amore.
Tacere nel lavoro

è abitare anticipatamente nei cieli,
perchè
l'unica occupazione dei beati

è di amare in silenzio.
Tacere di se stessi
è sapersi dimenticare.
Tacere nelle contraddizioni,
è umiltà.
Tacere con se stessi,
è vivere in Dio
nella solitudine infinita in cui Egli abita.

 

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Pietro Barcellona: La mia Rivoluzione (Tracce)

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Su Tracce del mese di Ottobre è pubblicata questa "intervista"  che io ritengo interessante. Riporto e riassumo le frasi più interessanti. Per chi non conoscesse Pietro Barcellona dirò che ha 74 anni, sposato con figli, filosofo del diritto, ha insegnato in parecchie università, parlamentare del Pci, membro laico del Csm, assunse altri importanti incarichi, ha lavorato con Occhetto e con Pietro Ingrau.Con la caduta del Muro e poi del Pci, si ammalò e aiutato da don Francesco Vittorino, suo amico dai tempi della scuola, e arrivato alla maturità della sua esistenza, incontrò Cristo.
"Nelle scelte importanti della vita," dice "non contano le teorie, conta l'esperienza, che è l'accadere di una presenza. Improvvisamente ti accorgi che c'è una cosa che prima non c'era. Non mi bastava - dice - indagare il pensiero di Dio per avere un rapporto con Lui. Quello che mi interessa e mi inquieta è la figura concreta di Gesù: un uomo che è Figlio di Dio. Io ora mi chiedo: chi sono, davanti a un TU che mi fa'?. Cristo non è una teoria. E' un'incarnazione. E se è un'incarnazione, non può non essere una presenza. Una presenza Percepita!
La cosa singolare dei Vangeli è che in ogni momento il riferimento è alla concretezza delle situazioni. L'amore di Dio per l'uomo si trasforma: prende la natura umana e ne condivide i sentimenti, i dolori, tuttociò che noi avvertiamo. Nella nascita da donna c'è la sensazione della Sua fisicità, idem per il rapporto che ha con i Suoi compagni di viaggio, condivide le loro esperienze e lo stesso tradimento di Pietro non impedisce a Gesù di confermargli la fiducia e l'amore.
Quando Gesù dice che il Regno di Dio si realizza in noi, dice qualcosa di sconvolgente.
Cristo è una presenza ATTUALE. E' il Verbo che si fa carne nella quotidianità."

Pietro Barcellona ha pubblicato il libro "Incontro con Gesù" Ed. Marietti.

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EHLERS DANLOS (sindrome)

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Di fronte alle cose che non vanno come dovrebbero andare, qualcosa in me dice: "Questa non ci voleva" e il giudizio si ferma lì.
Da tempo Ada aveva dolori in tutto il corpo. Quando aveva18 anni abbiamo interpellato tanti medici, per le sue ginocchia: nessuno trovava qualcosa d' importante. Diceva, uno dei migliori, "ha i legamenti "lassi"" ma tutto finiva lì. Ora, da un anno a questa parte, una dottoressa di Milano, affetta anche lei da questa sindrome, l'ha visitata e abbiamo scoperto che è "Ehlers Danlos" . Una malattia congenita. Rara. Con decorso progressivo. Non curabile se non con analgesici. Non mi sono fatta domande.
Ieri, sempre Ada, ha preso una storta: frattura di un osso del piede, che non so come si chiama. Gesso. Un mese di degenza.
Non sarei onesta, con tutto quello che mi accade, se non vi dicessi che mi sono domandata: "Chi sei Tu, che ti riveli qui, adesso, in questa sofferenza, in questa contrarietà, in questa malattia, in questa situazione che non vorrei?" E' un Tu che mi fai! E' una Presenza che mi viene incontro.
Capisco che devo amare quello che mi accade, ma Signore, questo proprio non ci voleva!

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Madre Tewresa di Calcutta, preghiera

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Signore, quando ho fame
dammi qualcuno che ha bisogno di cibo;
quando ho sete,
mandami qualcuno che ha bisogno di una bevanda;
quando ho freddo,
mandami qualcuno da scaldare;
quando ho un dispiacere,
offrimi qualcuno da consolare;
quando la mia croce diventa pesante,
fammi condividere la croce di un altro;
quando sono povera,
guidami da qualcuno nel bisogno;
quando sono umiliato,
fa' che io abbia qualcuno da lodare;
quando ho bisogno che ci si occupi di me,
mandami qualcuno di cui occuparmi;
quando penso solo a me stessa,
attira la mia attenzione su un'altra persona.

Ecco, una persona risplendente, sovvracarica di amore. La sua umanità ha toccato tutti. Volgendo lo sguardo su Madre Teresa è guardare all'Uomo al quale lei ha donato la vita. Nella Persona di cui lei ha sempre parlato e che è presente oggi fra noi, possiamo trovare la Verità che solo può darci la Sua Libertà.

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La storias di E. Morante

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C'era una SS che per i suoi delitti orrendi un giorno, sul far dell'alba, veniva portata al patibolo. Gli restavano ancora una cinquantina di passi fino al punto dell'esecuzione, che aveva luogo nello stesso cortile del carcere. In questa traversata, l'occhio, per caso, gli  si posò sul muro sbrecciato del cortile, dove era sbocciato uno di quei fiori seminati dal vento, che nascono dove capita e si nutrono, sembrerebbe, d'aria e di calcinaccio. Era un fiorellino, timido, composto da quattro petali e da un paio di pallide foglioline, ma in quella luce nascente la SS ci vide, col suo splendore, tutta la bellezza e la felicità dell'universo e pensò: "Se potessi tornare indietro e fermare il tempo sarei pronto a passare l'intera mia vita nell'adorazione di quel fiorelluccio". Allora, come sdoppiandosi, sentì dentro di sè, la sua propria voce, ma gioiosa, limpida, eppure lontana, venuta da chissà dove, che gli gridava:"In verità ti dico: per questo tuo ultimo pensiero che hai fatto, sul punto della morte, tu sarai salvo dall'inferno". Tutto ciò a raccontarlo ci è voluto un certo intervallo di tempo, ma là ebbe la durata di mezzo secondo. Fra la SS che passava in mezzo alle guardie e il fiore che si affacciava al muro c'era tutt'ora più o meno la stessa distanza iniziale, appena un passo. "No!, gridò fra sè e sè la SS, voltandosi indietro con furia, Non ci ricasco, no, in certi trucchi!", e siccome aveva le due mani impedite, staccò quel fiorellino coi denti, poi lo buttò a terra, lo pestò sotto i piedi e ci sputò sopra".

Questa è la scelta profonda che noi operiamo quotidianamente di fronte alla pioggia o al sole, al padre o alla madre, ai compagni di lavoro. E' il POVERO DI SPIRITO, colui che di fronte alla realtà non ha da difendere nulla.
(Il "Senso religioso" di L. Giussani.

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Il cassetto delle fotografie

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Orta S. Giulio (No). In un mercatino, tanto tempo fa, comprai un souvenir di quelli fatti a palla, in cui, se lo capovolgi, "scende" la neve. Fu l'inizio. Delle collezioni, intendo. Sì, perchè da allora io colleziono un'infinità di cose: souvenir a palla, candele, angioletti, campane, presepini e...fotografie. Nostre.!
Nella libreria, c'è un cassetto. E' il rifugio delle fotografie.
C'è stato un tempo in cui, nel cassetto, non c'era più spazio, nemmeno per uno spillo. Ada, allora, con tanta pazienza, divise le foto, per ogni singolo componente della famiglia, facendone degli album. Ma il cassetto non rimase vuoto. Si iniziò una nuova collezione: quella delle cornici. Ho riempito i tavolini del salone: grandi, piccole, pregiate, antiche e non...insomma: tante!
Ma quel cassetto rimaneva il rifugio preferito!
Quando mi prende la malinconia, allora prendo il cassetto sulle ginocchia e lo rivisito! Com'è volato il tempo!
Ecco la mia mamma giovane: indossa un abito fantasia, che mi piaceva tanto. Lo indossava quando andavamo in corso Buenos Ayres, in un famoso negozietto (famoso per noi) ad acquistare la biancheria per noi figli e per la casa. La mamma diceva:"Nel negozietto, trovi sempre quello che ti serve... e si spende poco!". Lei mi teneva per mano, stretta, il traffico a Milano era, già allora, intenso, e lei non era tranquilla. Io mi sentivo importante, vicino a lei, sempre tanto seria. Non c'erano parole tra noi: ci capivamo.
Ecco papà giovane, con me in braccio! Da come mi guarda capisco il bene che mi voleva!
E questa? E' la mia preferita. Mia sorella Elena e io, imbronciata, perchè il fotografo aveva dato a lei, una bambola e a me, solo un cestino di vimini....Come ricordo quel giorno! Avevo quattro anni, Elena due, e c'era la guerra. Quando stavamo tornando a casa è suonata la "sirena" che avvertiva un bombardamento imminente: dovevamo ripararci in un "rifugio": Quella sera tornammo a casa tardi, ma sani e salvi.
E poi ci sono le foto degli zii, dei cugini,piccoli e grandi, prime comunioni, matrimoni! I miei suoceri, Paolo con i suoi fratelli...e tante degli amici, di alcuni si sono perse le tracce. E poi mille fotografie dei miei figli: come per magia sento risuonare le loro tenere voci e le loro risate...o i loro capricci! Mio cuore sorridi: ci sono tutti e tre.
Questi bellissimi ricordi saranno sempre fermi nel mio cuore. Nessuno può rubarmeli!
Ci sono state giornate felici e giornate tristi, ma sempre vissute intensamente!
Grazie, Signore, per questa vita che mi hai donato! Per il tuo amore che a volte non riconosco. E per tutte le volte che, non fidandomi delle circostanze ti dicevo:"Occupati Tu della mia vita, per favore!"
E Lui c'era. Sempre.

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IL BIMBO di M. QUOIST

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Per un attimo la mamma ha lasciato la corozzina del bimbo
ed io mi sono accostato per incontrare la Santa Trinità
vivente nell'anima pura.
Il bimbo dorme, con le braccia abbandonate nel piccolo lenzuolo ricamato.
Gli occhi chiusi guardano all'interno
ed il petto si solleva dolcemente.
Sembra che la vita mormori: la casa è abitata.

Signore, Tu sei qui.

Ti adoro in questo piccolo che non Ti ha ancora sfigurato.
Aiutami a tornare come lui.
A ritrovare la Tua immagine e la Tua vita, così profondamente
sepolte nel mio cuore.

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L. Giussani "Il rischio educativo"

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dostoevskijDostoevkij diceva "Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni può credere proprio, alla divinità del Figlio di Dio, Gesù Cristo?"
Tutto il dramma dell'interrogativo di Dostoevskij sta qua: se questo fattore c'è, se è reale ora. La fede è un atto dell'intelletto, dice il catechismo, è un atto di coscienza che coglie la Presenza di qualcosa che la ragione non saprebbe cogliere, ma che pur si deve affermare, altrimenti si eluderebbe, si eliminerebbe qualcosa che c'è dentro l'esperienza, che l'esperienza "indica", quindi in qualche modo innegabilmente c'è dentro; è inspiegabile, ma c'è dentro. Allora per forza c'è in me una capacità di capire, di conoscere un livello della realtà che è più grande del solito; e son costretto dalla ragione ad ammetterlo: tutto il nucleo dell'intelligenza cristiana è qui.Bisogna capirlo. Non bisogna capire come Cristo è qui; bisogna capire che si è "costretti ad affermare" che c'è qualcosa d'altro qui.
E' una grazia che accade. E' grazia della fede.
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OLTRE IL VELO di GIBRAN

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eh10es


Soltanto ieri, mi vedevo
frammento
tremante senza ritmo
nella sfera della vita.
Oggi so
che sono io la sfera,
e che tutta la vita
in ritmici frammenti
si muove dentro me.
Matrimonio:
dove il desiderio d'amore solleva il velo
e illumina i recessi del cuore,
creando una felicità
che nessun'altra felicità può superare,
se non quella dell'anima
quando abbraccia Dio.
Prima che la mia anima mi parlasse,
l'amore, in me,
era come un filo sottile
teso tra due ganci.
Ma oggi
l'amore è divenuto un'aureola
il cui inizio è la fine
e la cui fine è l'inizio.
Circonda ogni essere
e si estende
lentamente
ad abbracciare tutto ciò che sarà.

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TAGORE poesia

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renoir_pierre_auguste


Afferro le sue mani
e la stringo al mio petto.
Tento di riempire le mie braccia
della sua bellezza,
di depredare con i baci
il suo dolce sorriso,
di bere i suoi bruni sguardi
con i miei occhi.
Ma dov'è?
Chi può spremere l'azzurro del cielo?
Cerco di afferrare la bellezza;
essa mi elude
lasciando soltanto il corpo
nelle mie mani.
Stanco e frustrato mi ritraggo.
Come può il corpo toccare
il fiore che soltanto lo spirito riesce a sfiorare?

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Le Mani del Sacerdote

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sacerdote



Ci sono momenti in cui, anche un Sacerdote, si sente solo o ha bisogno di parole che parlino al suo cuore. Io ho pensato che una piccola rilettura della sua vita, forse, gli possa far ritornare il sorriso. E allora:
" Guarda il palmo delle tue mani e ritorna con la mente al giorno in cui, il tuo Vescovo, le unse e ti mandò in mezzo a noi per servirci. Ricorda come ti affidassi al Signore per quei progetti che avevi per far "camminare" le tue pecorelle!
Che ricchezza di momenti nei quali, nelle tue mani, si è materializzato lo scambio del pane e del vino e, nel "Mistero dello Spirito Santo" ,divenne il Corpo e il Sangue di Gesù!
Ripensa ai bimbi che, le tue mani, hanno battezzato facendoli entrare nella grande Famiglia dei figli di Dio.
Ai fanciulli ai quali, le tue mani, accarezzandoli, hai somministrato la prima Santa Comunione!
E le innumerevoli volte che le hai alzate per perdonare nel Sacramento della Riconciliazione?
Pensa alle giovani speranze d'amore di coloro che hai unito in matrimonio e a coloro che hai unto preparandoli per il viaggio nella vita vera.
Quante volte, al termine della Santa Messa abbiamo ricevuto,  dalle tue mani, la benedizione con l'invito che la vera pace di Cristo ci accompagni nella vita di tutti i gorni!
Guarda spesso le tue mani e ricorda come ci hai nutrito col Pane della Vita; come stringendoci in un abbraccio ci hai dato speranza nei nostri giorni bui,o come semplicemente ci hanno accolto nella nostra Chiesa,
Grazie per il tuo servire devoto e amorevole e grazie per quei momenti in cui abbiamo avuto parte nella tua vita!"

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PREGO di Giuseppe Sacino

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Signore Gesù,
è facile parlare della risurrezione,
specie quando parliamo ad altri
piangenti per la morte di chi si ama.
Le parole non si pagano,
neanche quelle di consolazione.
Anche Tu, invece di parlare,
di fronte alla morte TI sei interrogato
e hai chiesto, gridando: Perchè?
E in silenzio - di fronte al silenzio di Dio
e alla morte dell'amico - hai pianto.
Quel pianto consacra il pianto dell'uomo,
di ogni uomo e il Tuo "perchè?"
sublima i nostri perchè senza immediate risposte.
Ma la risposta c'è
la risposta sei Tu,
morto e risorto.
E per questa certezza benedico
il Padre e benedico Te
nell'amore dello Spirito che grida in noi:
anche tu risorgerai.
Questa è Parola di Dio che non mente,
questa è promessa Tua, pagata con la croce.
Questa è verità che sconvolge giusti e peccatori.
Riempici il cuore,o Dio,
di questa verità dolce e forte
e anche la morte non sarà
altro che il dolce sonno
in attesa della domenica senza tramonto. Amen.

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un incontro prezioso

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abbraccio


Dove sei, o Signore, oggi ho bisogno che Tu mi prenda per mano e mi conduca ad un incontro che aspettavo da tempo. Sono povera e vorrei regalare un'amicizia che sento nel cuore e che mi fa tremare! Accompagnami!
Ora legale. Posso dormire un'ora di più, pensavo! E invece: ore sette sveglia. Guardo fuori: piove. Beh la pioggia mi è sempre piaciuta: la giornata si fa interessante.
Le ore passano veloci. A pranzo tutto bene. Giacomo fa un po' di capricci e Rosalba ha voglia di chiaccherare. Io friggo un po'...vedremo.
Sìiiii!  Amici arrivo! Ho voglia di sorrisi, di strette di mano, di ABBRACCI!
Non mi sono ingannata:i sorrisi erano sinceri ed erano accompagnati da occhi altrettanto sinceri: tutto questo mi ha scaldato il cuore!
L'affetto sincero con cui sono stata accolta lo ricambio con un grande GRAZIE per quello che mi avete trasmesso nel nostro breve incontro. Quella piccola bambina che Peguy chiama Speranza mi è vicina nell'augurio che mi faccio di rivedervi presto!
Grazie o Dio. Da te la vita fluisce e il mondo è! Se Tu non volessi tutto cadrebbe nel nulla. Dove Tu sei, la vita esplode e nulla è più come prima.

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