giovedì 21 giugno 2018

liberta' e sogno

Giugno è  spensieratezza, allegria sono le grida gioiose dei ragazzi all'uscita da scuola.
Il portone che sbatte. 
Tornate a settembre! 
Ora è tempo di canti, di corse a perdifiato di profumo di glicini, lilla e gelsomini...di ciliege mature che ti riportano a quando eri bambina e le mangiavi fino ad avere il mal di pancia oppure le aprivi e te le spalmavi sulle labbra a mo' di rossetto per imitare le ragazze più grandi oppure appese alle orecchie a mo' di orecchini...
Giugno sei fatto di sole che non brucia ma accarezza...di abiti leggeri e colorati che  mettono di buon umore...di pedalate rilassanti sei fatto per le corse a piedi nudi sull'erba morbida e verdissima e poi ... lì pigramente sdraiata ad ammirare il Cielo!
E le passeggiate serali tra tramonti e sogni di vacanze...di emozioni forti come quando sei in autostrada ed all'improvviso ti appare il mare, il lago, la montagna o qualche dolce collina che regala un panorama mozzafiato tra i campi di margherite, papaveri e fiordalisi che creano un contrasto forte e delicato... 
Ecco, giugno che apre la porta  accogliendo quell'atmosfera quasi senza tempo, come di chi sta sospeso tra sogni e ricordi in mezzo ai contrasti del grigio dei nuvoloni ed il rosso di papaveri e ciliege.

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Nei mesi estivi il solleonerende i muri così abbaglianti
che a fissarli vien sonno:
tende gialle e rosse
si abbassano sui negozi;
il nastro di cielo
che s’allunga fra due strisce
parallele di tetti
è una lamina di metallo rovente.
Dolce è non far niente,
accucciati sulle pietre roventi,
respirando il caldo.(Ada Negri)

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Cielo di giugno, azzurra giovinezza
dell’anno; ed allegrezza
di rondini sfreccianti in folli giri
nell’aria. Ombre, ombre d’ali
vedo guizzar sul bianco arroventato
del muro in fronte: ombre a saetta, nere,
vive al mio sguardo più dell’ali vere.
Traggon dal nulla, scrivendo con nulla
parole d’un linguaggio
perduto; e le cancellano
ratte, fuggendo via fra raggio e raggio (Ada Negri)
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domenica 17 giugno 2018

sorrido da sola


Ci saranno altri giorni,
ci saranno altre voci...
Sorriderai da sola.
Cesare Pavese (trovato nel web)




 Sorridere da sola. 
Per un profumo, una musica
e  ritorna il canto di 
una ninnananna lontana,
 di una preghiera
 nata nel cuore;
per un'amicizia ritrovata,
una vita incontrata
Sorrido da sola.








Ognuno di noi
ha vissuto qualcosa
che l'ha cambiato per sempre.
- Alda Merini -





sabato 9 giugno 2018

Sabato così

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Non canto per convertirvi, signori,
del resto tutto ciò che ho cantato fino ad oggi....mi è uscito di mente!
Da tempo ormai non splendo più.
Non vi farò venire il latte alle ginocchia
chiedendovi cosa ne pensate della nostra Italia
politicamente e religiosamente;
e discutendo non vi rimbeccherò
come un tacchino
con la goccia rossa al naso.
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Non mi farò bella come un germano ad ottobre
non verserò lacrime che ammettono ogni colpa,
No, niente di tutto questo.
Siederò accanto a voi e vi confiderò
il mio segreto:
che io credo a Dio come un bambino!

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(La poesia originale è di Jan Twardowski l'ho modificata adattandola a me....ma la poesia è molto più bella. Leggetela!)


lunedì 4 giugno 2018

...finirà in un abbraccio

Manarola di notte, La Spezia.
 Manarola (Cinque Terre)


Quando entri in una città ascolta
ascolta l'effetto della notte che libera  forze segrete
e la pietà di Dio che veglia su ciò che dorme.
Quando entri in una città dona pace,
ci sono parole e gesti che scioglieranno i nodi,
tenerezze che apriranno le case alle colombe,
frecce di sogni che cuciranno il vento alla luce,
un amore che chiederà perdono alla bellezza.
Sogno una città che accoglie, una città coraggiosa,
che riscaldi, che si commuova, che ispiri.
perchè qui cresce il pane della mia vita.(L.Verdi)


Nell'Apocalisse, che chiude la rivelazione, il fine della storia non è visto come un semplice ritorno al giardino dell'Eden, ma come la sorpresa di una nuova città che scende dal cielo, bella come una sposa pronta all'incontro (cfr. Ap 21,2).

Non dobbiamo tornare alle origini ma costruire una nuova comunità.

Troviamo una città-sposa: le sue mura sono come i fianchi dell'amata, e la piazza centrale è un circolo d'oro e di sole simboli di Dio.

Una coppia iniziale e una coppia finale aprono e chiudono la Bibbia.

Non redo che la storia della salvezza termini per caso con le parole "Lo Spirito e la sposa dicono "Vieni!".
Colui che attesta questa cose dice: "Sì, vengo presto!" (Ap 22,17.20)

Il mondo non finirà nel fuoco, ma nell'abbraccio.

venerdì 1 giugno 2018

lassù nell'azzurro

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 Un'immagine che desidero regalarvi



Puoi sempre scegliere
se cavalcare l’onda o lasciarti travolgere;
puoi sempre scegliere
se reagire negativamente o trasmettere energia positiva;
puoi sempre scegliere
se criticare o essere d’esempio;
puoi sempre scegliere
se lamentarti o impegnarti;
puoi sempre scegliere
se ascoltare col cuore o farti condizionare dalla mente;
puoi sempre scegliere
se sorridere o giudicare,
se essere gentile o avere ragione.
Puoi sempre scegliere
che profumo lasciare dietro di te.


Scelgo il profumo del cuore
Scelgo il profumo della mia voce che ti ha fatto innamorare
Scelgo il profumo del sorriso che mi regali al mattino appena svegli
il profumo dei nostri nipoti
il profumo dei nostri figli
delle tue mani che cercano le mie
Scelgo il profumo intenso dei nostri giorni tra sorrisi e lacrime
Desidero sempre l'abbraccio stanco delle tue braccia quando scende la sera.

Il profumo dei nostri 54 anni di matrimonio.


lunedì 28 maggio 2018

abbracciami mamma



Vorrei sedermi vicino a te in silenzio,
ma non ne ho il coraggio: temo che
il mio cuore mi salga alle labbra.
Ecco perché parlo stupidamente e nascondo
il mio cuore dietro le parole.
Tratto crudelmente il mio dolore per paura
che tu faccia lo stesso.
Il mio cuscino mi guarda di notte
con durezza come una pietra tombale;
non avevo mai immaginato che tanto amaro fosse
essere sola
e non essere adagiata nei tuoi capelli.

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Non mi appartiene questa poesia. L'ho postata pensando alla mia mamma:non so neppure chi l'ha scritta.E' bella. 


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Abbracciami mamma 

anche solo con il pensiero, 
se tu avessi un pensiero.


Abbracciami forte e ascolterò 
il calore della tua vita e 
delle parole che non mi dici
e il colore del dolore 
di non poter essere abbracciata  da te.

Abbracciami mamma 
e il mio respiro si unirà al tuo per un momento. 
Un solo momento e mi sentirò figlia
(lucia)



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venerdì 18 maggio 2018

14 maggio

Quando ci si trova davanti ad  avvenimenti  come quelli che hanno visto la scomparsa di mio cognato Mario(in questi ultimi giorni) e del mio papà (nel 1985) si pone una domanda radicale, o perlomeno io me la sono posta, perchè quando muore una persona lascia in coloro che lo amano o che lo hanno tanto amato, una grande responsabilità: quella di seguire i suoi insegnamenti.

Devono aver sperimentato la stessa cosa gli apostoli, quando Gesù ha detto loro: " E' bene per voi che io me ne vada, perchè così diventerete ciò che dovete essere".

Uno degli insegnamenti che a noi tutti ha lasciato Mario è di avere una grande stima per il nostro cuore, per la nostra persona, perchè il suo cuore era buono e aveva una grande stima per la verità.

Aveva una grande sete per il sapere, per cosa è bene e per  cosa è male. Il suo cuore conosceva la gioia e il dolore. Era pieno di desiderio di  farci conoscere la verità delle cose tanto quelle piccole che le grandi.

Non sono venuta a salutarti, là in ospedale, ma tu ora che sei nella grande conoscenza, sai che dopo quei cinque giorni trascorsi in rianimazione con Valeria, che, ora per ora,
si allontanava da me, dai suoi fratelli, dal suo babbo, io ancora tremo quando sento che la morte si avvicina. E' nella natura della morte che ci chiami ad un atteggiamento di sofferenza. Troppo grande per me che cerco di essere forte mentre sono estremamente fragile.
Ma ho dovuto e debbo, essere forte per Paolo che ha visto partire ben quattro dei suoi fratelli.
Fratelli che si sono sempre tanto amati e che continueranno a farlo chi da lassù chi dalla terra in modo da sostenere l'impegno che i loro genitori  hanno trasmesso a tutti loro.


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Il mio papà.




Al mio Papà

Un pezzetto di cielo
erano gli occhi del mio papà.
Ma di un cielo chiaro senza nuvole
e quando la notte stette a guardare
li chiuse.
Salìrono in un cielo di stelle 
perchè io potessi incontrali
in ogni goccia di pioggia,
nelle ali di una farfalla
in ogni fiore che sboccia
nelle poesie scritte da un poeta.
Papà regalami l'azzurro
di giorni sereni,
accarezzami in ogni bacio
che mi viene donato
e non lasciarmi mai sola.
Auguri papà. 

La tua Cicètta(Lucia)

Anche lui è salito al cielo il 14 maggio